Il Nottingham Forest e la leggenda di Brian Clough

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Una doverosa premessa.

 Cari lettori, quando ho deciso di scrivere del Nottingham Forest, mai mi sarei immaginato che qualcun altro stesse  facendo lo stesso e mi avrebbe “bruciato” sul tempo. Chi vuoi che vada a fare una cosa del genere, in Italia per giunta? Ed invece eccolo qua, per legge di Murphy direi.

Roger Bromley, professore emerito alla Nottingham University ha da poco pubblicato su un blog un articolo dal titolo “Robin Hood meets Garibaldi”, che vi invito a leggere e di cui allego il link. Ho appreso la “ferale” notizia tramite un retweet di un mio contatto.

Incredibilmente ed inevitabilmente noterete le similitudini, anche perche` gli aspetti peculiari, le curiosita` riportate sul Forest da noi due sono spesso le stesse. Ci tengo a precisare che queste due iniziative sono partite in modo assolutamente indipendente ed il mio non e` uno scopiazzamento del lavoro di qualcun altro ma un parto, magari maldestro ed impreciso della mia testa. Non mi resta che augurarvi buona lettura di entrambi gli articoli.

 http://blog.futbologia.org/2014/01/robin-hood-meets-garibaldi/

Il Nottingham Forest e la leggenda di Brian Clough

 Qualche giorno fa, durante il solito zapping nei canali via satellite del weekend, o durante le vacanze,non lo ricordo piu, mi sono imbattuto in una partita di FA cup, la coppa di Inghilterra: Nottingham Forest-West Ham.

 Questo torneo, dico una cosa scontata, conserva intatto nonostante il passare del tempo il suo fascino. E` la competizione piu’ antica del mondo, se parliamo del calcio come la disciplina attuale, il football moderno, che tutti noi amiamo. Ha questa incredibile caratteristica, che nessun altro trofeo di tipo nazionale riesce in alcun modo a replicare; permette di partecipare a tutte le squadre su suolo inglese, partendo da lontanissimo ed attraverso lunghi mesi e sfide ad eliminizazione diretta, con una formula che prevede accoppiamenti totalmente casuali e su partita unica.

 Ed e’ partecipazione seria, vera e sentita soprattutto da parte dei club piu’ piccoli, a maggior ragione quando vengono chiamati a sfidare i superclub della premier.  Immaginate uan partita secca nello stadio della squadra sfavorita, talvolta troppo piccolo per contenere gli spettatori e l’entusiasmo dei supporter. Davide contro Golia, nella sua trasposizione calcistica anglosassone, of course, in classici, talvolta vittoriani, impianti bomboniera; trasudano tradizione, veramente ed inimitabilmente in “pure british style”.

 Non sono rari casi in cui la squadra “underdog”, quella sfavorita, sovverte il pronostico ed elimina una delle grandi. Per non andare troppo lontano e non e’ nemmeno il caso piu’ miracoloso, nel 2013 ha trionfato il Wigan, squadra all’epoca di premier league ma di certo non di prima fascia, anzi peggio, retrocessa nello stesso anno in seconda serie (la championship). Finale contro la corazzata  Manchester city, uno dei club piu’ ricchi del pianeta. Un tripudio per i tifosi Wigan, solo per far capire come sia piu` importante la FA cup che la  permanenza in premier o addirittura, talvolta, della vittoria stessa della massima serie inglese. E` la competizione piu` democratica al mondo, in sostanza.

 Ebbene, non e’ della FA cup che voglio parlare, voglio scrivere del Nottingham Forest.  In questo caso ha vinto a casa propria, in un piccolo e tradizionale stadio britannico, e lo ha fatto sonoramente, 5-0. Si, questo e` stato il risultato finale della partita vinta dal Nottingham Forest, squadra della championship, contro il West Ham, squadra di Premier League.

 Il risultato la dice lunga sulla competivita` della “serie B inglese”, ma non e’ questo il punto. Il punto e’ che il Nottingham Forest e’, quelli della mia generazione certamente lo ricordano, una squadra di grande tradizione e che tradizione, se si pensa che hanno vinto due coppe dei campioni consecutive verso la fine degli anni settanta.

 Una nobile decaduta, come diremmo noi; era non so come uscita dalla mia testa, dai miei ricordi, anche se ho visto quelle finali in televisione ed alcuni loro giocatori sono famosissimi. Il ritrovare il Forest cosi` casualmente, improvvisamente, dopo averlo rimosso per quasi un ventennio, ha stuzzicato la mia curiosita`.

 Cosi` ho deciso di scrivere di questo club; per farlo, evitando di infarcire di  troppe castronerie il pezzo ma cercare come faccio sempre  di trasferire qualcosa che sia tra la storia e la mia personale reminescenza, tra la verita` e quel che la mia fantasia produce, ho cominciato il percorso di rilettura di questo glorioso team.

 La cosa piu` semplice e` cercare sul web ed ovviamente il primo facile supporto e` Wikipedia. Allora, vediamo:

 Anno di fondazione 1865! Quasi 150 anni di storia. Per fare un parallelo, mentre noi stavamo ancora facendo l’unita d’Italia, (breccia di porta Pia 1870), mentre negli USA si avviava alla conclusione la guerra di secessione (1860-1865), questi qui giocavano a calcio.

Colore delle maglie rosso,si legge. Sembra che sia stato il primo club di calcio ad usare questo colore per le divise di gara. Pare inoltre che L’Arsenal (1886) debba l’adozione del rosso sulle proprie maglie al fatto che le prime casacche da gioco vennero per l’appunto donate dal Forest.

 Qui tutto trasuda storia, siamo piu` o meno alla genesi del calcio cosi` come lo conosciamo oggi. Non si puo` non restarne affascinati.

E qui comincia, con mia sorpresa anche un certo legame con l’Italia, perche` pare che l’ispirazione per la scelta del colore sia stato il rosso delle camice dei garibaldini…storia o leggenda, chissa`?

 Sicuramente, un retaggio a noi familiare e` quello romanzesco della Nottingham del ladro che rubava ai ricchi per donare ai poveri. Robin Hood, la foresta di Sherwood, Riccardo cuor di leone alle crociate. L’usurpatore Giovanni senza terra, little John e frate Tuck (che alcuni di noi nel proprio immaginario identificano con un Rafa Benitez con il saio, piu` o meno).

 In realta` il simbolo della squadra, un albero, e` di relativamente recente adozione (anni 70) ed il nome della squadra stessa (Forest) non prende origine  dalla rinomata Foresta di Sherwood bensi` dal Forest Recreation Ground. E` una sorta di parco, un’area a nord di Nottingham, poco lontano dal centro della citta`, dove originariamente la squadra giocava, molto prima di trasferirsi al City Ground (30,000 posti) dove tuttora gioca.

 Tralasciando tutta la storia primordiale seppure varrebbe la pena di ripercorrerla, direi che per noi, forse non solo per noi a pensarci bene,  la cronaca gloriosa del Forest si lega indissolubilmente a quella del suo manager per quasi un ventennio,  dal 1975 al 1993,  Brian Clough , l’uomo delle due coppe dei campioni consecutive.

 La storia di Brian Clough, che per personalita` possiamo definire una sorta di  Mourinho ante litteram, ha del romanzesco a sua volta: in estrema sintesi e` stato attaccante di ottimo rendimento ma la sua fama e` legata a quanto fatto prima allenando e vincendo un campionato, 72-73 con i rivali storici del Forest, il Derby County. Successivamente per il suo passaggio ed i travagliati 44 giorni alla conduzione del Leeds United, rimpiazzando Don Revie, santone del calcio inglese passato ad allenare la nazionale. La parabola negativa e l’insuccesso alla guida del Leeds sono descritti senza fronzoli in un libro molto criticato dagli stessi protagonisti, per una ricostruzione mai avallata apertamente neanche da Clough (“The Damned united”, il Maledetto united di David Peace) da cui e` stato tratto un omonimo film, molto bello. In pratica si parla di fronda da parte dei giocatori piu` importanti del Leeds  nei confronti di Clough, perche` legati a Don Revie, personaggio piuttosto controverso che si narra  esortasse i suoi al gioco sporco sino ad interventi tagliagambe. Trai “congiurati” del Leeds, una nostra vecchia conoscenza, Joe Jordan, si, proprio lo squalo che giochera` in Italia nel Milan.

 Brian approda al Forest con il suo altrettanto famoso e storico assistente Peter Taylor, a cui molti ascrivono una gran fetta dei meriti dei successi di Clough. Taylor e` stato infatti un grande scout di talenti, nonche` si dice svolgesse lui una buona parte di lavoro sul campo con il team.

Brian Clough e` l’istrionico uomo copertina, personaggio molto discusso, Taylor e` quello che fa la parte di lavoro pesante, oscuro,almeno cosi` implicano taluni.

Il rapporto trai due, che si snoda attraverso una vita, e` tutt’altro che idilliaco e soffrira` di incredibili litigi, svariate separazioni e riconciliazioni. Molto probabilmente, non ci sarebbe stato Brian Clough senza Peter Taylor e viceversa.

Dicevamo, i due arrivano al Forest e quello che accade ha dell’incredibile: nel primo anno riportano il club Nella massima serie, nel successivo vincono il campionato, poi due coppe dei campioni consecutive.

Fanno inoltre parte dei successi nell’era Clough una supercoppa europea e quattro coppe di lega.

 In europa sono gli anni del dominio inglese con il Liverpool. Il Forest spezza questa egemonia prima in campo nazionale e poi in quello internazionale. Bel gioco, velocita`, meccanismi perfetti, personalita`,carisma.

Molti i personaggi  che diverranno famosi, una squadra imbottita di giocatori importanti che impareremo a conoscere: Peter Shilton, forse il piu` forte portiere inglese dopo Gordon Banks, protagonista con le sue parate dellle vittorie internazionali, Viv Anderson (primo nero a vestire la maglia della nazionale inglese) , Archie Gemmill, Martin O’neill.

 Per noi italiani il piu` famoso e probabilmente il piu` forte di tutti e` Trevor Francis. Militera` nella Sampdoria vincendo una coppa Italia e con meno successo nell’atalanta.  Un altro legame con il nostro paese, dopo quello ancestrale, Garibaldino.

 Clough ha concorso ad unificare sotto il suo nome e pacificare tifoserie arcirivali come Derby County e Forest. Statue dedicate a lui (ed a Taylor in qualche caso) e trofei assegnati in un torneo commemorativo ricordano questa liason, il fatto che Clough sia stato sia al Derby che al Forest, mietendo successi.

 Considerato uno dei piu` grandi coach di tutti i tempi ma personaggio controverso, ha  lottato con i suoi probemi di alcolismo ed e` stato implicato in scandali e accusato di  corruzione e mazzette nei trasferimenti di alcuni giocatori. Molto esplicito e diretto nell’esprimere il proprio pensiero anche quando impopolare, assolutamente non polically correct. Alcune sue interviste sono passate alla storia.

Muore di tumore nel 2004, a 69 anni, quando ancora echeggia una polemica su alcune sue presunte affermazioni omofobiche nei confronti di Justin Fashanu.

 Tornando al Forest, i 18 anni di regno di Clough  termineranno nel 1993 a fronte della retrocessione in Championship. Di qui il declino ed una altalena di risalite e discese all’inferno ma anche altri personaggi a noi noti che incrociano i loro destini con la squadra del Nottinghamshire: Stuart Pearce, nazionale inglese e player manager del team, Roy Keane prima di passare al Manchester United Nel 1993.

 Una ulteriore menzione per uno che non ha fatto particolarmente bene da quelle parti ma che conosciamo, un altro “italiano” di Inghilterra: David Platt, ha allenato il club in tempi recenti e portato da quelle parti, peraltro spendendo molti soldi e molto criticato, senza successo, giocatori italiani come  Moreno Mannini, Matrecano, Petrachi.

Oggi, una proprieta araba (del Kuwait) ed a detta loro un piano dai tre ai cinque anni per ritornare competitivi a certi  livelli. Primo gradino, molto difficile, tornare in Premier League. Ed io, glielo auguro nel modo piu` sincero. La storia del Nottingham Forest football club lo merita.

VAA, INTER-CATANIA 0-0 GLI INGUARDABILI

non vedo

(AD 2013, 25 Novembre)

 IL match

 Mentre sulla citta` calavano le prime ombre della sera (cit. Bonvi), e tutti gli 8 milioni di interisti si preparavano gia` alla catarsi torinese che li aspettava la prossima settimana, gli inguardabili ruscivano a compiere un’altra impresa memorabile, consegnando i primi punti in classifica, conquistati in esterna ad una squadra degnamente ultima in classifica. E` passato un girone da quando i piu` prudenti di noi evitavano di inneggiare al grande lavoro svolto dal condottiero, “ il pranoterapeutico” livornese, all’indomani della vittoriosa trasferta all’ombra del etna. Teniamoci il punto che muove la classifica e da assolutamente la misura della cifra tecnica, tattica ed organizzativa di una squadra che non ce piu’. Come lo scorso anno di questi tempi,non e’cambiato nulla.

 7 punti alla salvezza.

Pagelle

 Handa s.v.

Mai impegnato, ma se uno di quei due palloni prendeva La porta… non ci voglio nemmeno pensare.

 Jonny 4,5

ma un cross che e’ un cross lo sai fare…mai visto un laterale che non ne imbrocca mai uno.

 Campagnaro 5

Personaggio in cerca di autore (cit.Pirandello). E come se non bastassi tu, ne abbiamo ovviamente almeno altri 5.

 Rolando 6

Ordinato, di piu’ non si puo pensare di avere da te.

 Juan 6

Garra, almeno quella non la fai mai mancare. 

Yuto 5,5

Corsa ed un sacco di casino, tutto qui. destro che gioca a sinistra, cosi’ anche qui zero cross.

 Kuz 5

Come dice qualcuno, non contrasti particolarmente, non sai impostare, non sei veloce, non concludi in porta. Non sei un giocatore di calcio, almeno non di un certo livello.

 Cambiasso 6

Uno dei meno peggio. Ora l’infortunio che tutti (incluso me) ti auguravano e` arrivato. E siamo preoccupati di non averti, visti gli altri. Pensa come stiamo messi.

 Taider 6

Discreto, gia` meglio di Kuz, se poi ti calmi un attimo quando hai la palla con questa “fregola” che ti piglia…

 Kovacic 5

Svegliati, per cortesia. Aldila` di mazzarri che non ci capisce una sega di dove schierarti, mettici del tuo.

 Alvarez 6

L’unico che da la sensazione di poter far accadere qualcosa. Ma son bollicine effimere, rarefatte, evaporano subito.

 Botta 6

Se quello che vedo e’ vero, io ti farei giocare di piu’. Almeno un paio di buone cose nei 10 minuti accordati.

 Milito 4,5

le migliori occasioni capitano a te e le dilapidi, una in particolare. Lento, ti mancano due tempi di gioco a parita` di movimenti ,rispetto ai momenti d oro.

 Palacio 5,5

Stai tirando il fiato, e poi, ormai secondo me Milito ti e` piu’ di ingombro che di aiuto. Questo spostamento a seconda punta non ti ha giovato.

 Mazzarri 4

Se dico per l’ennesima volta che non sei adeguato al compito, che idee di calcio prossime alle zero, che in questi mesi non hai prodotto nulla ne sul piano del gioco ne su quello della crescita dei pochi talenti, che stiamo anche peggio dell’anno scorso, suono come un disco rotto, vero? Allora dico che quel poco di decente lo hai fatto con una punta e qualche incursore… almeno tornar a quello piuttosto che schierare 90 minuti il cadavere del MIlito che fu. Dici che ha bisogno di minuti in campo, di questo passo sara` pronto a primavera.  A proposito, in questa tornata la colpa e` di 4 gatti che ancora vengono allo stadio che hanno creato un clima negativo attorno alla squadra? Ma che sei, un mitomane?

Nemico di ieri, “alleato” di oggi?

1984

Vicenda Guarin, ne scrivo quando ancora non sappiamo come finira` ma all’alba della marcia indietro nella trattativa con la Juventus.

Ne ho lette di ogni tipo e francamente la cosa deprimente, seppure non sorprendente, per quello che mi riguarda, e` la pochezza, la poverta` di spirito, se voglio essere benevolo l’ingenuita` ed il candore, della gran parte delle esternazioni su social nei gruppi dei tifosi, in particolare interisti. In quelli che frequento ho accuratamente evitato di commentare ma ho letto ed osservato attentamente tutto.

 Sorvolo anche sulle esternazioni ad minchiam di taluni “tifosi” vip che altro non fanno se non garantirsi una platea e pubblicita` gratuita, come diceva uno  “dico solo il nome, non posso dire il cognome”, Fiorello, Bonolis, Severgnini etc.

Stenderei inoltre un pietoso velo sugli strali e commenti inappropriati di taluni giornalisti, che non meritano approfondimenti, in quanto ulteriore occasione persa per stare zitti. Anche perche`, non si fa’ fatica a cogliere la prestestuosita` di certe polemiche, peraltro in “leggerissima” contraddizione con altre affermazioni sempre dei soliti “fenomeni” su altri temi di attualita` che purtroppo sempre ci riguardano, come il razzismo, territoriale e non, negli stadi (parlo ad esempio di Caressa, tanto per cambiare).

Il commento, la riflessione che propongo a questo punto, rivolta alla mia nicchia pregiata di lettori, che sempre ringraziero’, e` di carattere “sociologico-economico” se me la passate, e si snoda attraverso il seguente interrogativo:

“Puo` il nemico di ieri diventare l’alleato di oggi e di domani?”

George Orwell nel suo capovoloro 1984, ipotizza una societa`, uno stato, collocato in un mondo suddiviso in tre macro superpotenze, alternativamente e nel tempo alleate o in lotta tra loro, dove il revisionismo strorico si spinge sino al punto di cambiare le notizie di libri e giornali pregressi in modo da far risultare al popolo che si e` sempre stati alleati con lo stesso e sempre in Guerra con l’altro… mentre gli accadimenti reali invece sono tutt’altra cosa e negli anni alleanze e rivalita` si sono alternate a seconda delle convenienze. Ovvio, in quella societa` “apocalittica”, alla classe dirigente non conviene far vedere al popolo la realta `per quello che`  e`, conviene invece convincerli, per controllarli di una realta` alternativa, costruita ad hoc.

Consiglio a coloro che non lo avessero ancora fatto (non e` un anticipo sulla rubrica dei libri del mese ma un addendum) di andaserlo a leggere, qui mi serve semplicemente per trovare un aggancio per quanto sto per portare all’attenzione.

Si, perche` qui la memoria, le informazioni, la storia non e` stata sovvertita in modo tale da far sembrare al tifoso interista la Juventus come alleato, intelocutore privilegiato di sempre, quando e` finanche troppo chiaro il contrario.

Tutt’altro, la Juventus e` per gli interisti l’acerrimo storico nemico, per definizione, come assunto di base, inanzitutto non si fanno affari con loro,anche perche` nella maggior parte delle situazioni in cui li abbiamo fatti (perche` poi piaccia o meno li abbiamo fatti anche in passato, non scordiamocelo senno’ a questo punto si che diventa una vicenda di revisionismo orwellliano) ci abbiamo rimesso noi.

Comicerei quindi a confutare questo assunto di base, ed una realta` che comunque mi pare artefatta e piena di mistificazioni, o grossolonamente commentata ed osservata, altrimenti non andiamo da nessuna parte. Qual’e` dunque la realta` vera, di questo momento storico?

1)      Le due societa` in realta` sono al momento gia` alleate in altre sedi, ad esempio in lega, per togliere il potere a Galliani e suoi sodali come Lotito etc.

2)      In un mercato dove debbo cedere un giocatore di livello, ritenuto ridondante dalla guida tecnica (poi parliamo di quello seduto in panchina), per ruolo coperto da altri due, Alvarez e Kovacic e non ho soldi da sborsare per prendere una punta di livello (e per me Vucinic lo e` e tecnicamente e` molto meglio di Guarin, che non e` migliorato di una virgola in 2 anni, ammesso che Vucinic sia in forma fisica decente, ovvio), con chi dovrei farli gli scambi se non con una squadra di alto profilo? Ed in Italia, visto che almeno al momento i sedicenti compratori esteri si sono dileguati, a proposito di mistificazioni, ammesso che vi siano mai stati?

3)      Se qualcuno pensa veramente che Inter e Juve siano rivali in questo momento e competano sul piano sportivo per gli stessi obiettivi, si scorda che non e` cosi` e sono tre anni che finiamo a trenta punti di distanza. Cade quindi l’eventuale pregiudiziale di rafforzare un competitore, semplicemente perche` per il nostro scarso livello la juve competitore purtroppo non e`, Guarin/Vucinic non cambia la sostanza delle cose.

Esorterei tutti quindi ad uscire da questo meccanismo malato ed entrare in quello della logica imprenditoriale, di conti e bilancio che non solo e` necessario, ma e` l’unica maniera per riportarsi prima o poi in alto.

Semmai in questa operazione quello che non andava, era il conguaglio e giustamente si e` fatto marcia indietro, non certo per 4 gatti sui social ed anche meno a strillare sotto gli uffici che non mi rappresentano, ne me ne 8 milioni di tifosi, non scherziamo (altra mistificazione).

Per fare un paragone non mi pare che gente tipo Sabatini a Roma dove i tifosi volevano letteralmente linciarli abbia fatto marcia indietro. Ha fatto alla grande il suo lavoro, portando ad esempio un allenatore sconosciuto ai piu` ma bravissimo e concludendo cessioin che nessuno avrebbe detto in quel momento avrebbero portato al rafforzamento della squadra.

 Un plauso a Thohir in questo senso, perche` ha anche stanato la pochezza dei dirigenti (mistificatori, pure qua), da cacciare al piu` presto, e gli inciuci di calciatori, procuratori e diriginti a caccia di ingaggi e spartizione di soldi delle societa`.  Ora sono curioso di vedere la gestione di Guarin, che va ceduto o scambiato dove decide la societa` e sta denotando un comportamento inaccettabile per un lavoratore sotto contratto.

Poi possiamo discutere se tecnicamente Vucinic fosse o meno un giocatore utile alla causa, ma d’altra parte, un’altra verita` vera, se le indicazioni di mercato le fornisce un vetusto toscano con l’ingaggio da allenatore piu` alto della serie A (regalo finale di Moratti) il gioco e` fatto. Mazzarri guadagna piu` di Conte che ha vinto due scudetti di seguito e ragionevolmente vincera` il terzo. Perche?

 Guardate anche all’altra indicazione di andare a regalare soldi a Lotito per Hernanes (se Guarin e` di troppo perche` prendere questo tipo di giocatore, a noi serve un centrocampista totale alla Nainggolan oppure uno di costruzione, alla Javi Alonso per intendersi).

Usciamo al piu` presto dalla gestione di questi incompetenti compresa quella tecnica. Questi sono i problemi veri, non il fatto eventuale di scambiare con la Juve, probabilmente alleato e non competitor di oggi, a patto che lo scambio sia ragionevole e ci produca un avanzamento. Ci piaccia o meno accettiamo, o almeno comprendiamo le dinamiche nuove, e per cortesia alla larga da pseudo tifosi ed opinionisti che cavalcano le notizie pro domo loro ed alla larga dai polverosi dogmi.

VAA, GENOA-INTER 1-0 – tanto tuono’ che piovve

 

pioggia

(AD 2014, 19 Gennaio)

-8

Il match:

Sta diventando oltremodo faticoso commentare le “gesta” di questo manipolo di pedatori, in parte residuato di un tempo che fu e che forse non tornera’ piu’, come la grande inter degli anni 60 (cit. Luciano Ligabue, Radiofreccia) ed un gruppetto di piu’ o meno nuovi arrivati che tardano ad esprimersi come le qualita’ di base farebbero sperare. In mezzo a tutto questo, una proprieta’ della quale dobbiamo ancora capire i reali obiettivi, se non il pareggio dei conti, lontana e mal rappresentata in loco. A doverci traghettare dal vecchio al nuovo un uomo, di una pervicacia tale nelle sue poche convinzioni e coordinate calcistiche da sgomentare. Speriamo che anche questo campionato finisca subito, per la salute di tutti noi.

Pagelle

Handa 6-

In mezzo a questo marasma, altra sufficienza con la condizionale…sul goal come al solito inchiodato sulla linea di porta ma ci sono responsabilita’ ben piu’ grosse delle tue.

Jonny 4

Ti mangi due goal, sbagli una baracca di cross e poi, vogliamo parlare della marcatura sul goal preso?

Campagnaro 4,5

Oggi le comiche. Inchiodato per terra, abbastanza insicuro nelle chiusure, come I colleghi di reparto in balia di Gilardino, l’unico da marcare ed eravate in 3.

Rolando 5

Stanno venendo fuori limiti di cui non ci eravamo forse accorti sino ad oggi.

Juan 4,5

Comincio a pensare che la tua testa sia, in fatto di neuroni, come l’acqua Lete in termini di particelle di sodio: “c’e’ qualcuno qui?” In balia del nanetto greco, mai visto prima un carneade.

Nagatomo 5

Mi sono rotto di vedere dei terzini schierati all’ala.

Kuz 6

Compitino svolto, come detto piu’ di questo non sai e non puoi fare.

Cambiasso 5,5

Allegremente a spasso per il campo con I tuoi amichetti asados, almeno l’esperienza ti serve a non andare in barca durante la lotta nel fango.

Kovacic 5

Non era partita per te con quel campo, se poi appena entri la raccomandazione del grande stratega e’ di camminare sulle uova, il gioco e’ fatto.

Guarin 6 

Uno guarda le condizioni del campo e pensa: “questa e’ proprio la partita per uno con la forza del Guaro”…ed invece il Napoleone de noantri, che con il corso in comune ha solo l’elba cosa fa? Ti mette in panca per far giocare Il principe in quelle condizioni.

Alvarez s.v.

La sensazione e’ che il cambio precoce che ti ha riguardato abbia nuociuto ad i flebili equilibri di questa squadra. Oltre a tutto il resto e’ pure sfiga.

Palacio 5,5

Altri 2 goal mangiati.. Comunque delle poche cose buone alcune sono tue.

Milito 4

Schierato dall’inizio, e’ una mossa di uno che non sa che pesci pigliare. Lento, in ritardo di condizione etc etc.

Botta s.v.

Ancora pochi minuti, pero’ mi pare di vedere delle belle qualita’, per poco non la pareggi

Mazzarri 4

La tua cocciutaggine nel proporre un modulo di gioco orrido non ha limiti. Ovviamente, se metti 5 difensori in campo, volendo schierare una punta in piu’ (ed in che condizioni, meglio sarebbe stato usarlo a partita in corso a squadre stanche…) decidi di rinunciare a Mateo e peggio su questo campo fatto apposta per lui al Guaro…quando Ricky si infortuna metti in discussione sinanco le leggi della fisica inserendo prima il ragazzino, spaesato ed in un’ulteriore assurda posizione di campo. Persino Gasperini, ho detto tutto, e’ stato in grado di mettersi a 4…tu no, immota manent. Prigionieri di un biennale a peso d’oro siglato con Moratti…

 

Due numeri

Siamo al giro di boa dello stillicidio di quest’anno, anche detto campionato Italiano. Lo fanno tutti un bilancio perche` non dovrei farlo anch’io?

Ecco allora pochi numeri per farci capaci, se gia’ non lo fossimo, della pochezza odierna della squadra che veste i nostri colori.

Il primo grafico (cliccarci sopra per ingrandire)  mette a confronto  il rendimento esterno e quello interno, in termini di punti conquistati.

Chiudiamo con una media punti di 1.44 per partita fuori casa, ed 1,99 in casa, 1,68 complessivi. La proiezione a fine campionato e` di 63,5 punti, per come vanno le cose forse neanche da Europa. Se guardassimo alla vecchi media inglese (76 punti ) ne avremmo dovuti avere 38, quindi ne mancano 6 all’appello, ma spero che nessuno sano di mente pensasse realmente che potevamo arrivare terzi, che secondo me piu` o meno ci si arriva con 70 punti abbondanti, appunto intorno alla media inglese.

INTER1 

Guardiamo un po’ meglio,  vediamo attaverso I risultati come si sono distribuiti i punti e quale sia stato l’andamento nel girone di andata. (secondo e terzo grafico).

Quello che si vede immdiatamente e` il numero dei pareggi (8 quattro in casa e 4 fuori). Le sconfitte esterne con Napoli e Lazio ed anche quella interna con la Roma ci stanno,  i pareggi sono il vero problema, soprattutto quelli in serie a bologna, con la sampdoria col parma, col chievo  in casa, Spero nessuno voglia realmente recriminare su quello con i gobbi in casa.

Guardando all’andamento, il rendimento in termini di punti comincia a derivare dalla partita con la Roma in poi sino ad arrivare alle ultime 7 partite delle quali abbiamo vinto solo il derby. Insomma il trend al peggioramento e` preoccupante. Aldila` dei giocatori di cui non abbiamo mai potuto disporre, sorvolando sul fatto che puntare su Milito 35enne ed usurato e` ridicolo, c’e` anche un Natale di mezzo, mortifero per noi negli ultimi anni.

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INTER3

Un altro paio di chicche guardando ai goal fatti e subiti, in casa e fuori:

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La media dei goal fatti in esterna e` 2,3 (ma se isolassimo l’estemporanea partita di sassuolo scenderebbe a 1,7, come quella delle partite interne). Insomma non e` vero che segnamo poi cosi` tanto, anzi facciamo una discreta fatica e soprattutto se guradiamo ai goal subiti (media 1,2 sia in casa che fuori), prendiamo una baracca di goal ed il differenziale tra questi due fattori, cosi` stretto, spiega molto la pareggite. Ci sono solo 5 partite nelle quali non abbiamo preso almeno un goal. Insomma, squadra abbastanza mediocre, che segna non tanto, piglia tanti goal, fa fatica a tenere il risultato quando e` in vantaggio, oppure a cambiare il corso degli eventi nei momenti di difficolta`. E si potrebbe continuare andando a vedere quante volte l’approccio sbagliato alla partita, con goal avversari nei primi minuti sia stato penalizzante, oppure quando abbiamo preso goal a partita finita, ma, cui prodest? Sarebbe come sparare sulla croce rossa.

VAA, INTER-CHIEVO 1-1 la Strategia della lumaca

foto-di-lumaca-verde

AD 2014, 13 Gennaio)

-8

Durante la settimana:  

Pietosamente omettendo sulla orrida partita di Udine che ci mette fuori dall’unica competizione per noi praticabile, sorvolando sulle dichiarazioni di Mazzarri,  che vanno dal “io non lo sapevo etc..”  e non potendo fare a meno di notare che un altro toscano che asseriva di non commentare gli arbitraggi comincia ad incazzarsi (come il predecessore Lippi, che quando era con i gobbi non commentava le giacchette nere, arrivato da noi comincio` a gracchiarne pure lui…),

direi che la settimana e` stata soprattutto caratterizzata dalle peripezie dei (non) cugini rossoneri: prima il tentativo di spacciarci come fenomeno un giocatore come Honda, che fenomeno non e`, un buon giocatore certamente. Look da star del cinema, presentazione patinata e piena di lustrini. Vorra` pur dir qualcosa per il mercato di Oriente, dove tutti inclusi noi hanno capito bisogna cercare di mungere soldi…

 non posso  comunque fare a meno di notare come per quanto ci si sforzi di scimmiottare i maestri del business americani, la rozzezza,  il provincialismo ed  il poco glamour siano difficili da debelleare.  Questo penso io, almeno sintanto che cio` che ci viene presentato e` plastica e cosmesi a cura di Galliani e della degna erede dell’uomo di Arcore. Una sorta di effimero “Drive-in” ammodernato, di meglio non sanno fare. Artificioso (aritificiale?) ed alla amatriciana che si spera non inganni piu` nessuno. Plastica,solo platisca, meglio Nagatomo che si mangia le UMEBOSHI.

Come seconda cosa una lieta novella, ci siamo liberati della insopportabile presenza di Allegri, antipatico e cacofonico per quello che mi riguarda. Adesso arriva un altro genio che ci ricordiamo bene anche noi, Clarence Seedorf, da ammazzarsi dal ridere a  parer mio. Un altro strano caso italiano di voler far passare qualcuno per quello che non e`, gia’ da quando era calciatore spesso fischiato dai suoi tifosi (giustamente secondo me) ed invece incensato dalla critica.

Non  non si sa bene per quale dote (please evitare le facili battute a sfondo sessuale…). E gia’ perche` la differenza avendo Nesta, Maldini, Gattuso, Pirlo, Sheva, Kaka, Inzaghi (me ne scordo qualcuno) l’avrebbe fatta lui, ma fatemi il piacere…stiamo a vedere.

 Il match:

Finito il girone di andata e la prima parte di stillicidio. Chi va piano va sano (o al risanamento) ma forse non va lontano. Faticosamente ci avviciniamo alla fatidica quota dei 40 punti, dopodiche’ succeda quel che succeda. Giriamo a 32, proiezione forse neanche da europa league e 5 punti in meno dello scorso anno.

Colpisce in questa partita la pochezza tecnica, tattica ma anche fisica di un gruppo che anche con tutta la buona volonta’ non riesce mai a schiacciare l’avversario che non e’il Real Madrid ma il Chievo, a prendersi la partita con le buone o con le cattive, con la forza.

Se poi alla totale assenza di gioco e scarse capacita’, quei pochi goal che fai te li pure tolgono, e non ti di danno un rigore nemmeno se piangi in cinese, il gioco e’ fatto. Ma la cosa peggiore e’ che non si vede uno straccio di gioco, un canovaccio minimo dal quale ripartire. Un altro anno buttato e gli ultimi doni avvelenati di Moratti di cui liberarsi come primo passo per quello che verra`.  Non prendiamocela con l’indonesiano ghe giustamente agisce da imprenditore, abbiamo contratti rinnovati a gente finita, un allenatore antidiluviano con biennale a piu` di tre milioni di Euro l’anno, ed una serie di pippe quali Pereira e Schelotto sul groppone.

 Pagelle

Handa 6

Bah, prendi goal sull’unico tiro in porta…ma mica e` sempre e tutta e solo colpa tua. Assolto per insufficienza di prove.

 Jonny 5,5

In regresso, come evidenziato nelle recenti uscite, entri tra l’altro nel pasticciaccio brutto con Rolando sul goal del BBilanista Paloschi.

 Campagnaro 6

Piano piano torni sui tuoi standard. Ti cambia tardivamente, erano 15 minuti che stavi con le mani sui fianchi.

Rolando 5,5

Stasera una incertezza e grossa, sul goal oltre a qualche altra sbavatura.

 Juan 5

La potenza e’ nulla senza il controllo, chiedere a Luis Nazario Da Lima…

Nagatomo 6,5 – il migliore

Soprattutto per i due goal. A me continua a non piacere uno schema che valorizza i terzini ma tant’e’, se poi fai due goal ed uno te lo tolgono…

 Kuz 6

Discreta prova da mezzala, meno bene davanti alla difesa ma eri morto. Il tuo livello e’ questo, non si puo’ pretendere molto di piu’.

 Cambiasso 5

Dove vai  in giro per il campo con quelle gambette che ad ogni inserimento poi rientri l’anno prossimo? pensa a coprire e cercare di cucire il gioco, cosa che hai fatto poco e male.

 Kovacic 6

cose buone e cose meno buone da uno dei pochi che ha qualita’. Certo se invece di farti fare il girovago ad ogni partita ti trovasse una posizione (mezzala) la crescita potrebbe essere piu’ rapida.

 Alvarez 6

Beh almeno un assist e poi a modo tuo pure se arruffato un certo qual impegno. Un altro dei pochissimi su cui si potrebbe lavorare.

 Palacio 5

Sensazione che stai tirando il fiato Ok, che vai meglio negli spazi che non ad attaccare granatieri schierati Ok, ma su quel colpo  di testa almeno la porta prendila, o no?

 Milito 4,5 (o yes)

Finito e cambio inutile, ti muovi come uno con dei macigni nele tasche

 Taider s.v.

 Botta s.v.

 Wanda Nara 3  la peggiore

Volgarissima, Icardi mollala.

 Mazzarri 4.5

Non uno straccio di gioco e quando provi a cambiare le cose e’ praticamente anarchia in campo, caciara, per non dire che ognuno gioca per i cazzi suoi con squadra disposta in 70 metri. Panta Rei.

 

I miei meravigliosi anni 80

Delorean_DMC-12_side

11 Luglio 1982, Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo…il terzo titolo mondiale, finale il giorno prima dei miei esami di stato, orali, dellle superiori…

Avete presente il film di Fausto Brizzi “notte prima degli esami”, quello ambientato negli anni 80…non il secondo dei tempi attuali? Ecco la cornice e` piu` o meno quella e metteteci sopra il fatto che a quel punto a nessuno poteva fregar di meno degli esami di stato J notte in bianco, e mattinata successiva con gazzetta dello sport (copia che conservo ancora). Non si e` mai vista credo una scena piu` surreale del mio esame orale, tra occhiaie, gente ancora ubriaca e professori talmente ben disposti anche nei confronti di una vera carogna conclamata come me. Non so se riesco a trasferirvi le sensazioni…ed all’uscita, neo patentato e con la cinquecento gialla con cui credo di aver battuto ill Guinness dei primati per il numero di persone caricate, con un improbabile figuro con la testa fuori dal tettino a farmi da navigatore  perche`  avevo  la visuale impallata da altri energumeni a bordo, a sgommare per il paese continuando i festeggiamenti.

La scuola superiore era finita,  l’estate stava esplodendo… eravamo giovani ,con grandi prospettive  e progetti futuri davanti (o cosi` pensavamo), il mondo ci apparteneva e ne eravamo, ci sentivamo campioni  e non solo calcistici…l’urlo di Tardelli, lo zio Bergomi (18enne e coetaneo) con i baffoni, indelebile.

Direi che e`  tipico, quando si vogliono valutare i  fatti, quanto accaduto nei periodi precedenti, lasciar passare del tempo, far decantare gli eventi prima di produrre un’analisi, il bilancio di una certa stagione.  Adesso e` a quanto pare il momento giusto, non sono certo il solo a scriverne.

Vorrei raccontare cio` che quel particolare momento e` stato, ha rappresentato, per chi come me c’era ed ha un eta` per poter ricordare. Un punto di vista personale, uno sguardo impreciso e senza alcuna pretesa  di esattezza storica sui fatti di quegli anni, puramente attraverso il mio vissuto e per sua natura opinabile. Sentimenti ed emozioni di un mondo che nel frattempo e` cambiato, molto.

Come per tutti gli appassionati di calcio, la mia vita, gli accadimenti personali, si snodano e si intrecciano con le vicende calcistiche dell’epoca. Il Football, metafora  dell’umano vivere, fornisce sempre come uno specchio, un riflesso abbastanza fedele di come eravamo (mi scuso per la frase fatta ma io la vedo cosi).

Che  mondo era  dunque quello, visto da me,  soprattutto vissuto da me?

Beh, i 60’s sono ricordati come un periodo di grandi idee innovative, incredibili cambiamenti seminati e messi in cantiere. I 70’s sono stati rivalutati come quel decennio in cui le idee  degli anni precendenti hanno trovato applicazione ed implementazione,  oltreche` per i grandi fermenti e tumulti: culturali, sociali e politici.

Gli 80’s ad una prima superficiale lettura  potrebbero essere etichettati come anni di una certa leggerezza , soprattutto se paragonati al ventennio precedente. Quasi di  frivolezza, riscontrabile nei  costumi, nella musica, nella moda del tempo.

Si usciva dagli anni di piombo, dalla coda degli anni 70 che in particolare nel nostro paese, aveva significato Austerity, forti conflitti sociali e violente (armate) contrapposizioni di stampo politico.

Gli 80’s sembrarono  aprire  una nuova stagione; si respirava una volonta`, una necessita` di tornare a vivere, a godere pienamente delle cose, a riempire piazze e strade a tutte le ore, riappropriandosi di angoli delle citta` e di orari ormai da tempo abbandonati.

Complice era anche una nuova ondata di benessere economico, dopo i tempi della crisi.

Quando ci si riferisce a questo periodo storico, si parla spesso di una corrente di pensiero, di uno stile di vita che ha preso il nome di Edonismo “Reaganiano”, chiamato cosi` in nome dell’allora presidente USA Ronald Reagan. 

Forse e` superfluo ricordare, brutalizzando il concetto che l’ Edonismo e` quella corrente filosofica classica che propugna  la ricerca del piacere come bene supremo e fine ultimo, perseguendo in questo modo l’allontanamento dal dolore…

Nel caso del presidente USA ed ex attore, il termine coniato serviva ad identificare una tendenza all’individualismo molto spinto, a scapito senza troppi patemi del bene della collettivita`. Suona familiare in qualche modo?  A posteriori ho sempre pensato che la deriva totale dei costumi, del senso di responsabilita` , la mancanza di sensibilita“ spiccata verso la cosa pubblica, sia partita allora e ci abbia portato alla situazione attuale.

Come risultato di certe politiche e riforme in linea con questo  modello, in alcuni paesi come la Gran Bretagna la forbice trai ricchi ed i meno abbienti  in quegli  anni si amplia e si assiste alla cancellazione del ceto medio. Sono gli anni della Thatcher al potere,i britannici ne avranno per oltre 20 anni. Risanamento si ma a quale prezzo e con che macelleria sociale? La cosa “bella” e` che non impariamo  mai, ma proprio mai dalla storia, basta guardare ai giorni nostri.

Ad ogni modo non e` questo il luogo ne il momento…Ma ci tengo a sottolineare come il brio e la giocosita` poi nascondessero delle insidie di cui abbiamo visto gli effetti nefasti qualche tempo dopo.

Oh, e in Italia c’e` qualcuno che cavalca abilmente queste tendenze e ci spiattella tutto questo “bon vivre”  sul muso con  la sagra del godereccio, anche di bassa lega, dell’effimero e del cosmestico, della plastica colorata, del patinato. In quegli anni Il cavaliere invade le frequenze e si appropria della TV commerciale e privata su scala nazionale…Con il beneplacito del politico di turno che non e` un democristiano, una volta tanto, e si porta appresso  una corte dei miracoli che pagheremo con la devastazione degli anni a venire.

Per me intanto e` il momento, lontano da questi eventi e molto concentrato su me stesso,  dell’apertura al mondo, dei viaggi in Europa nel mio caso. Un’ Europa sognata e progettata con gli amici per tutto l’anno e realizzata zaino in resta, sacco a pelo e pochi soldi ma tanti sogni in tasca. Sono gli anni dei famosi biglietti chilometrici o a scadenza mensile che permettono di viaggiare per il continente con poca spesa (‘Inte-rail”, chissa` se esiste ancora).

Per trovare un altro ricordo calcistico ed un collegamento, la mia Inter, allenata da Bersellini, nel 79/80 vince l’ultimo campionato autarchico, giocato da squadre composte di soli italiani, a seguito della chiusura delle frontiere calcistiche del 1966, dopo la figuraccia Italiana contro la Corea del Nord del dentista Pak Doo Ik.  Quattordi anni di calcistico isolamento.

Noi ragazzi ci apriamo al mondo ed il calcio riapre al mondo, il primo straniero dell’inter e` un austriaco, tale Herbert Phohaska, che vincera` poi il campionato con la Roma nella stagione 82/83.

Daniel Bertoni, campione del mondo con L’argentina del 78, segna il primo goal di uno straniero a a seguito della riapertura delle frontiere.

Abbiamo avuto il privilegio di osservare alcuni dei giocatori piu` importanti della storia del calcio nel nostro campionato: Maradona, che aiutera’ il Napoli a vincere due scudetti ed una coppa uefa, Platini, per anni opzionato dall’inter e poi mollato perche` ritenuto rotto (uno dei protagonisti della prima coppa campioni della Juve, quella della tragica sera dell’Heysel), Rummenigge, Matthaus, Boniek, Gullit, Van Basten…sono talmenti tanti che e` difficle elencarli. Ed e` pur vero che a fronte di tanti fuoriclasse arrivarono altrettanti bidoni…Luther Blissett, Renato Portaluppi, Andrade (detto Er moviola, a Roma)  AAltonen ed una costellazione siderale di pippe.

C’e` la coppa delle coppe, e la coppa dei campioni propone ancora la formula dell’eliminazione diretta, i vari paesi sono rappresentati solo dalla vincitrice del rispettivo campionato nazionale;  l’andata e ritorno con eliminazione diretta, tanto cara ad alcuni nostalgici. il formato verra` modificato proprio verso la fine degli anni ottanta, aprendo la strada ad altri e successivi cambiamenti che condurrano al modello attuale.  Le italiane pian pianino comiciano a vincerle, queste coppe.

Di partite in televisione, rispetto ad oggi se ne vedono ancora poche. Si ascolta ancora alla radio Tuttoilcalciominutoperminuto (tutto attaccato, provare lo scioglilingua), si attende pazientemente 90minuto, le notti di coppa trasmesse in tv una festa come il panettone a Natale.

Sono di quel periodo (veramente Pasta Ponte sulle maglie del Perugia che e` la prima e` del ’79) le prime sponsorizzazioni commerciali sulle maglie. La prima dell’Inter , o una delle prime, se non erro e` INNO HIT, azienda oggi di proprieta` di un gruppo turco che produceva (forse ancora produce)  elettrodomestici e televisori… Tutto, profuma di una casereccia  esterofilia, una internazionalita` all’amatriciana,  in un paese da sempre arretrato, provinciale e rannicchiato su se stesso.

L’aspetto piu’ interessante di quegli anni, per come li ricordo io, riguarda la contaminazione, la commistione di stili e di influenze. In pratica, rispetto ad i due decenni  precedenti, che presentavano connotazioni ed aspetti molto netti,   gli 80’s sono caratterizzati da un certo mix, di stili e tendenze che poi forse rappresentano  la causa principale dell’averli visti bollati come meno importanti e meno caratterizzati, ad un primo sguardo.

 Invece per me questa apertura, questa varieta` ed ampiezza di espressione rappresenta un aspetto chiave, il vero frutto dei decenni precedenti  che sono contraddistinti da posizioni (e contrapposizioni molto nette), vere e proprie opposte barricate  . Negli 80’s tutto e` piu` sfumato, tutto e` accettabile, tutto e’ fruibile e godibile. C’era meno omologazione di quanta se ne veda  invece oggi. 

E la moda? Beh,  nel decennio sicuramente si abbandonano pantaloni a zampa di elefante e zazzere lunghe,  con una varieta` di declinazioni modaiole. Ci sono creste e colori improbabili , ma anche il ritorno della brillantina (la famosa linetti), l’utilizzo del gel (c’era il famigerato Tenax che ti incollava i capelli nelle foggie piu` improbabili, ma poi te li distuggeva, io sono uno dei superstiti di quella stagione che ha ancora parecchi capelli in testa, seppure assai brizzolati).

 Mi ricordo le giacche e gli abiti con le spalline delle ragazze, ed i volume  impossibili dei loro capelli. Ragazzi con pantaloni stretti, a tubo ed oltemodo corti, oppure a  palloncino.

Le polo di Fred Perry convivono con le tendenze dark e new wave della scena post punk .

Rammento un amico dell’epoca  commentare, a proposito della mia ragazza di meta` anni 80: “La tua fidanzata e` carina pero` va in giro vestita come una dark…” (ndr tutta di nero dalla testa ai piedi,  capelli sparatissimi  con una discreta cresta… orecchie traforate da vari orecchini).

Si assiste anche al ritorno del dandysmo da parte di emuli di Brian Ferry e del Duca Bianco (David Bowie).  E` anche il periodo dei paninari, con le loro timberland contrapposte agli anfibi Dr Martens dei dark-punk (io ho avuto entrambi…a testimonianza del mix totale e dell’attraversamento  di influenze e stili).

Il panorama musicale guida le tendenze o le segue, vacci a capire qualcosa, c’e` di tutto: come detto, dai gruppi post punk new wave e dark: Simple Minds, Joy division, Cure, Siouxiee and the banshees, Ian Dury (quello di Sex and drugs and rock’n roll), Elvis Costello, Dépêche mode… e… c’e  ancora il vinile alla grande….e le cassette…ancora, ma per poco.

Per i patiti del rock psichedelico esce a seguito del “concept LP”,  il film “THE WALL” dei Pink Floyd, o meglio partorito da quel genio di Roger Waters.  Quando arrivo’ nelle sale lo vidi due volte di seguito con gli amici, perche` ad una prima passata non lo avevamo capito bene…Tempi in cui sognavamo, grandi progetti in una cittadina di provincia da cui scappare al piu` presto, idee confuse su cosa avremmo volute fare da grandi. 

Sono anche gli anni della sperimentazione e delle sonorita` improbabili, con personaggi del calibro di Brian Eno, Robert Fripp, David Byrne ed i suoi Talking heads.

Per i piu` “commerciali”, Maria Luisa Ciccone (Madonna) esplode con ”Like a Virgin”, si ascoltano i Duran Duran e gli Spandau Ballet, i cosiddetti new romantic che fanno impazzire le ragazze.

Sulla scena rock  sta irrompendo prepotentemente il gruppo che caratterizzera` fortemente il decennio, una delle ultimissime grandi rock band, gli U2, fugacemente incrociati a Copenaghen, credo nel 1983 durante uno dei miei “tour” europei.

Trai film cult dell’epoca, ne scelgo uno trai tanti, tutti si ricorderanno della saga di “Ritorno al futuro” (back to the future) con Michael J.Fox , “levi’s strauss” quando viaggia nel passato con la mitica de-lorean DMC-12, improbabile macchina del tempo, con effetti speciali che oggi ci farebbero sorridere. Per la cronaca, nella versione in lingua originale si chiama se non mi sbaglio CK-Calvin Klein, ancora poco conosciuto in Italia ai tempi… Colonna Sonora “the power of love”, quella di Huey Lewis and the News…

Nel decennio, per dare un po’ di numeri, in campionato e` sempre la gobba a vincere di piu`, con 4 scudetti (e l’arrivo delle seconda stella nell’ 81-82).

 l’Inter inizia ed in pratica chiude la decade, del primo campionato ho detto (vinto con Fraizzoli presidente), il secondo, quello dell’ 88-89 con I tedeschi e con il Trap in panchina ha del miracolo. E` L’inter dello scudetto dei record nel campionato a 2 punti, acquistata in quegli anni dal magnate della ristorazione Ernesto Pellegrini, che gestiva anche le mense FIAT. Leggendaria quanto snob rimane la battuta di Gianni Agnelli, apprendendo la notizia: “ toh,  il nostro cuoco si e` comprato l’Inter”.

Anche sulla scena calcistica poco prima era fragororosamente entrato l’uomo  delle  TV private,  sempre lui, il Cav, sconvolgendo gli equilibri con investimenti e spese mai viste, costruendo una corazzata calcistica e cambiando defitinivamente il modello di gioco con L’arrivo di Sacchi. Da una parte preparando il terreno per il dominio italiano in Europa degli anni novanta,  grazie anche all’assenza degli inglesi…dall’altra producendo quei guasti iniziali all’interno del movimento del calcio italiano che saranno causa di quanto stiamo sperimentando negli ultimi anni. Su questo tornero` unaltra volta… Da noi si confrontano due scuole calcistiche, quella del catenaccio e della marcatura ad uomo di italica tradizione, ed il nuovo che avanza fatto di zona, fuorigioco e pressing.

Il Verona di Bagnoli vince un campionato nel decennio, l’ultimo vinto da una provinciale, un vero e proprio underdog, dato che non possiamo considerare in questi termini la Samp di Vialli e Mancini (che vincera` il titolo all’inizio del decennio successivo). Un team non favorito, solo sulla carta a guardare i giocatori schierati e che, e questo e` un mio ulteriore ricordo, vince quel campionato per meriti  ma anche con un pizzico di buona sorte…Se si pensa che l’inter  schierava due fenomeni in attacco (Altobelli e Rummenigge) e chiuse il girone di andata ad un solo punto distanza e dovette rinunciare ai due bomber contemporaneamente per un buon pezzo della stagione e a poche giornate dalla fine (seppure poi chiudera` terza) aveva ancora  la possibilita` di agguantare l’Hellas.

Dell’89 ricordo, per saltare di palo in frasca, la caduta del muro di Berlino. Che emozione veder quella gente abbracciarsi, famiglie separate all’improvviso, quasi dalla sera alla mattina, un quarto di secolo prima, riunirsi, persone care mai incontratesi,  finalmente, trovarsi.  Un moto spontaneo, di folla e di piazza che nessuno si senti` di contrastare, a metter fine ad una delle piu` grandi assurdita` storiche perpretrate dal genere umano e sul genere umano.

La fine del comunismo reale, mentre oggi forse qualcuno non se ne rende conto ma sta deflagrando il modello del “Capitalismo reale”. Glasnost e Perestroijka  diventarono  parole del nostro vocabolario comune.

Potrei continuare ancora, ci sono moltissime altre cose  che potrei dire, finiamola qua prima  che mi metta a  piangere per la nostalgia….

Anzi, sapete che vi dico? Tracimiamo un attimo nel decennio successivo, per chiudere il cerchio:

Qualche anno dopo, 1994, LA, Universal Studios…Ovviamente il primo posto che visito e` la ricostruzione del set di Back to the future e la De-lorean DMC-12, e` li ad attendermi…ci salgo per fare la simulazione del viaggio nel tempo e partiamo…Si partiamo, mica ci sono andato da solo…la ragazza “dark” degli anni 80” e` stretta vicina a me….da pochi giorni (ed ancora oggi) e` mia moglie.

 Passato e futuro che si confondono e si miscelano; era ieri o e` gia` domani…O forse e` solo “un  presente senza soluzione di continuita’”. Difficile da dire, forse neanche cosi` importante da capire, piu` importante averlo vissuto, o magari, viverlo tuttora?

VAA, LAZIO-INTER 1-0 Epifania, tutte le illusioni si porta via

numero3 

 

(AD 2014, 06 Gennaio)

-9

Durante la settimana:  Caos calmo (cit. cinematografico/lettetaria). A risentirci presto.

Il match:

In una giornata in cui fanno risultato pieno i gobbi e chiudono il campionato, la viola, il Napoli e persino il Milan, era, quantomeno per congiunzione astrale sfavorevole, logico aspettarsi di perdere; naturalmente resuscitando la Lazio, a cura del suo pensionato di successo (KLOSE non Reja che pure pare mio nonno).

 Come “last year” (L’anno scorso), quando sembrava che addirittura potessimo vincere una partita dai mediocri contenuti tecnici, tattici ed atletici, non senza la compartecipazione di un paio dei nostri, ci rimettiamo l’Intera posta.  E’ nel nostro DNA, la capacita’ di rivitalizzare cadaveri e presentarci inguardabili dopo la sosta natalizia,  alcuni ancora appesantiti dall’Asado.

Questo e’ un mese importante nel quale vedere se e’ possible mettere un paio di pezze o se ci trascineremo in questo modo sino alla fine del campionato; e quello che e’ peggio non avendo gettato le basi della tanto agognata ricostruzione. Spero che la dirigenza capisca almeno questo, ora che la befana ha dispensato solo carbone.

Pagelle

Handanovic  5,5

Ormai e’ come sparare sula croce rossa, qualche minchiata la fai sempre…vuoi un’uscita improvvida, vuoi il non comandare a casa tua (in area) ed il reparto. Oggi anche una uscita bassa decente ad un certo punto. Comunque per quello che sei stato pagato, quando va bene non sei un fattore.

Jonathan 5

Pian piano torni a farci vedere quello dell’anno scorso. Nel primo tempo indeciso, insicuro ed impaurito di far quello che ti riesci meglio, la fase di spinta. Grottesco con Ranocchia ed Handa quando per poco in tre non lasciate la palla al laziale solitario in pressing.

Ranocchia  4 – Il peggiore

Indifendibile. Non ci sono piu’appelli. A parte le comiche di cui sopra (leggi valutazione di Jonny), basta mezzo pallone buono per perderti l’unico che razzolava in area e farci prendere goal. Se si deve far cassa e si trova un fesso che ti prende addio, senza rimpianti.

Rolando 6

L’unico in difesa a non impazzire come la maionese.

Juan 5,5

Grandi cose, insuperabile uno contro uno, poi immense porcherie, soprattutto in uscita con palla nei piedi. Devi capire che non bisogna strafare e giocare semplice.

Nagatomo  4,5

Le cose importanti le fai male. Incerto, indeciso sulla palla che poi portera’ Candreva al cross del goal, ti mangi anche l’unica grossa occasione che ci capita.

Guarin  6

Soprattutto nel secondo tempo, riportato nel ruolo di mezzala, un buono scorcio di gara sino a quando il cervellone in panca sceglie di togliere te e non qualcun altro.

Cambiasso 4,5

Ancora ripieno di Asado natalizio, ti muovi poco e male e sbagli l’inverosimile in fase di appoggio, sempre schermato dal pensionato Tedesco. Se tu devi essere l’architetto del gioco, ecco spiegato perche’ serve un’alternativa di livello.

Zanetti  s.v.

Cambio inutile, se non per farti battere un altro record di presenze.

Kuzmanovic  5,5

Non bene come nel derby, ma neanche tanto male, e di meglio non c’e’.

Kovacic  5

Controprestazione con un numero di errori inconcepibile per uno della tua tecnica. D’altra parte non e’ facile giocare scampoli di partita ed essere schierato in campo come e dove capita.

Alvarez 5

Male sia da seconda punta, nel secondo tempo che da mezzala nel primo. Speriamo che si tratti di digestione lenta dell’asado pure per te.

Palacio 5

Anche se ti fai un mazzo tanto, non ne hai beccata una che e’ una.

MIlito  S.V.

Un altro che e’ finito e sta infangando un illustre recente passato.

Andrea ed i Belli de Roma  7 –  I migliori

Ci vuole solo il vostro smisurato amore  e passione ad andare a vedere questi impiastri allo stadio. A voi la mia ammirazione e plauso. Io non ce la faccio, a malapena sopporto la partita in TV.

Mazzarri  5

Ormai tu stai a me come Moriarty sta a Sherlock Holmes, acerrimi nemici. D’accordo il materiale umano e’ quello che e’, questo pero’ non vuol dire che non si debba provare a dare un gioco e delle varianti tattiche allo squadra. Sei praticamente caduto con tutte le scarpe nella banale trappola messa in piedi dal vecchietto della Lazio. Dopo tutti questi mesi non ci sono alternative  tattiche e stasera ci sarebbe molto da dire pure sui cambi. Incredibili, quasi surreali i tuoi postpartita dove provvedi a letture del match che in quel modo hai visto solo tu. Infeffabile.

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