VAA, INTER-CAGLIARI 1-1 SALVI!

ancora

(AD 2014, 23 Febbraio)

0

 Il match:

Nella giornata che sancisce il raggiungimento della quota salvezza, l’unica cosa di cui mi importava, la certezza di essere nella massima serie anche il prossimo anno, diverse cose mi vengono alla mente:

1) Non possiamo passare un altro anno nelle mani di un individuo, il livornese, che in 6 mesi di “gestione” non ha prodotto alcun avanzamento, anzi. Ci trasmette un gioco, se di tale si può’ parlare, vetusto, prevedibile, senza alternative. Non ha valorizzato nessuno dei giovani talenti in rosa. Insomma l’anno prossimo siamo daccapo, speriamo con qualcun altro.

2) Il primo che mi dice che siamo “Hernanes dipendenti” lo vado a prendere e lo pesto. Non e’ quello il problema. Anche con il Cagliari, si e’ nettamente avvertita la necessita’ di qualcuno che faccia girare la palla velocemente, di prima e di una punta di alto livello. 20 milioni spesi per un giocatore pur bravo ed altrettanto perennemente affaticato son soldi, in proporzione, buttati. Non ne avevamo dunque 18 per prendere Osvaldo, oppure Nainggolan che comunque pur non essendo un regista all’anagrafe ha 4 anni in meno del suddetto profeta?

3) Guardiamoci le spalle, il Milan sta arrivando, tanto per addolcirci ancora il campionato.

4) la partita di ieri, uguale alle altre giocate, in particolare in casa, con le provinciali: lenti nel far girare palla, anarchici nelle due mezze ali, disordinati in fase difensiva, non più di uno o due  cross decenti dai tanto decantati laterali, spuntati sino all’ingresso di Icardi.  Mai in controllo della gara, del tempo e dello spazio, ovvero le due variabili principali del gioco che tanto ci piace e che per noi, tifosi accesi, e’ tutt’altro che un gioco.

 Pagelle

 Handa s.v.

Almeno oggi non hai avuto motivo di cappellare. Ah, dimenticavo, tu sei il grande para-rigori giusto?

 Jonny 5,5

C’era uno che colpiva sempre la palla di esterno chiamato il Trivela…ai cui andavano i nostri più sentiti Vaffa assortiti. Ecco, diciamo che mi ispiri quel sentimento.

 Rolando 6,5

Difensore goleador. Oggi dal tuo lato non succede quasi niente, poi fai pure goal e l’incubo e’ dall’altra parte del campo. Mezzo punto in più e` per  il goal salvezza.

Samuel  5,5

Il goal, anzi il rigore e’ più colpa tua che non di JJ. Vogliamo poi parlare di quando, quelle rare volte, ti tocca inseguire delle gazzelle in campo aperto? Leone un po’ sdentato.

Juan 6

Ingaggi un duello rusticano con il quattrocentista che corre dalle tua parte e te la cavi pure bene. Non e’ colpa tua se ti becchi un cartellino gratis dall’ennesimo incapace all’inizio che ti condiziona non poco, contro l’avversario più’ rognoso e senza grande aiuto dagli altri ” sinistroidi” della squadra.

 Nagatomo 6

Buona partita in fase di appoggio ed anche il cross da cui viene il goal. Meno efficace quando devi difendere ma nel complesso decente. 

Kovacic 5,5

Ormai dopo la cura del coiffeur toscano sconti una certa crisi di identità. Qualcosina hai fatto ma ci aspettiamo molto di più.

 Kuz 5,5

In fase di contenimento pure pure, ma quando si tratta di impostare, dare i tempi alla squadra, fare cambi di gioco, darla via veloce, non ci siamo.

 Guarin 5,5

La mia croce, stai diventando il mio nuovo Recoba. Come giocatori diversissimi, ma uguali nell’avere un talento che non mettete completamente a partito e nel farmi dunque incazzare. Troppi sanguinosi palloni persi a centrocampo.

 Alvarez 5

Se fai così’ va a finire che mi debbo sentire quelli del partito di Hernanes di dire che ci serviva come il pane, il che non e’ vero a patto che tu e Mateo facciate meglio. Tanta corsa ed impegno ma anche tanto casino.

 Palacio 5,5

Non la migliore delle giornate, oscurato da una difesa ben messa e chiaramente meno a tuo agio se devi attaccarla schierata, come ieri, invece che negli spazi.

 Milito 4,5

Abbiamo giocato in dieci per 45 minuti. Che altro debbo dire di più?

 Icardi 6

Tre grandi cose: uno stop da fantascienza e conclusione in porta, assist per Rolando sul goal, traversa con capocciata ed ancora trema. Pure da fermo, visto che l’altro non e’ che corra, titolare no?

 Botta S.V.

Niente da segnalare.

Mazzarri  4,5

Azzimato. Sei quello che a Roma chiamano un minestraro. Mischi e rimesti, ma sta minestra sempre “sciapa” rimane. La tua logica ed i tuoi cambi li possono predire anche i bambini delle elementari. Basta uno veloce che corre alle spalle di un laterale (Ibarbo oggi) per creare un problema.  Una volta tanto cerca di sorprendermi.

Sport, calcio e potere, legami indissolubili

guernica_pablo_picasso

Inevitabilmente, osservare l’ opulenta cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali russe 2014,  la macchina organizzativa messa in piedi a Sochi, inclusiva per altro di polizia a frotte, milizie antiterroste e quant’altro come mai nella storia della sport,  porta alla mia mente tutti quegli aspetti di forza e ricchezza ostentata, quasi propagandistici che non facciamo fatica a ricordare pure in altre epoche.

Lo sport, anche e soprattutto  il calcio in quanto disciplina piu’ popolare al mondo, come  mezzo di sdoganamento internazionale usato da soggetti ascesi al potere ed alla ricchezza, talvolta di dubbia provenienza, storia personale e reputazione.

 Suonano come  operazioni simpatia, di lavaggio dell’immagine di certi regimi dal sospetto. Un modo per mostrare al mondo una faccia che non e’ poi cosi male, in fondo. Piu’ che unire i popoli ed appianare, accettare le diversita’, un meccanismo utilizzato per ottenere una sorta di endorsement, di avallo ed approvazione  dagli altri, dentro e fuori casa propria, da quelli che sino a ieri hanno guardato con critica  e sospetto a queste ascese ed al comportamento, alle scelte  di personaggi quantomeno controversi.

 La Storia ne e’ piena, di esempi. Basti ricordare l’Argentina dei colonnelli durante i mondiali del 78; mentre si giocavano le partite la gente continuava a sparire per non essere piu` ritrovata.

Oppure le olimpiadi di Berlino del ’36,manifesto del nazismo. Jesse Owens dominava,lui atleta nero, battendo gli ariani davanti agli occhi di un non proprio contentissimo Hitler. Gli stessi campionati mondiali vinti dall’Italia, nel 34 e nel 38, servirono in qualche modo a pubblicizzare il fascismo. Meazza, il balilla che saluta romanamente, un esempio evidente.

 E potremmo ricordare le Olimpiadi in tempi di cortina di ferro, i reciproci boicottaggi Tra Usa ed Urss, e quanto la rivalita`, il primeggiare, la supremazia  in ambito sportivo sul nemico fosse importante, in tempi di guerra fredda, quasi e e piu` della corsa ai viaggi stellari o agli armamenti di distruzione di massa. Si parla di doping di stato, avallato dai governi centrali, in particolare dell’Est, pur di dominare in campo sportivo, tanto e` visto forte lo sport come veicolo per la propaganda di regime.

  In tempi piu’ vicini, da noi, lo stesso Berlusconi ha consolidato la sua popolarita` ed una posizione data da una ricchezza accumulata direi repentinamente, attraverso il suo ingresso nello sport. Si dice prima abbia tentato di acquisire l’inter, piu volte,  poi ha preso il Milan. Chissa` se la sua discesa e vittoria in politica sarebbe stata cosi` rapida, se non avesse avuto tra le altre cose anche il Milan a far da grancassa popolare.

 Diciamo che da interista mi ha fatto un favore ed evitato un atroce dilemma tra il non tifare piu` per la mia squadra o gioire di vittorie procurate da qualcuno che a dire poco non stimo. Come interista e parlo seriamente, non baratto  i nostri decenni di sofferenze con le sue numerose vittorie.

 E poi ci sono gli schieramenti, la politica.  La storia ci racconta anche delle fazioni oltreche`del potere, che hanno attraversato e caratterizzato le tifoserie…prima che tutto si sfasciasse e si sciogliesse, si  amalgamesse in un melting pot , ma che dico, una poltiglia irricononoscible.

 In Italia non e’  un mistero che storicamente  l’inter, i bauscia, rappresentassero la destra ricca e borghese ed i casciavit,i milanisti, avessero una matrice popolare e proletaria. Stesso dicasi rispettivamente per la Lazio e la Roma nella capitale.

 In altri paesi, come la Spagna, ed e’ questo  il nocciolo  dell’articolo che forse piu ‘ tutto il resto esemplifica il legame tra la politica, il potere e lo sport, in particolare il calcio,  Real Madrid e Barcellona  incarnano una rivalita` prima ancora che sportiva e calcistica culturale, regionale, politica, sin dai  tempi del franchismo.  La Catalogna indipendenstista e la Castilla governativa. Il Real madrid la squadra del governo centrale, il Barca quella della ribellione al potere centrale, simbolo di una sempre rivendicata autonomia. Non l’unica in Spagna peraltro.

 Non ‘c’e` primogenitura nel raccontare, a modo mio, questa vicenda, che e` arcinota, pero` ci tenevo a farlo ed allora mettiamoci dentro un po’ di storia:

 Nei  primi anni 30, si afferma si afferma in Spagna la repubblica. Alla guida del paese i socialisti, tra le altre cose favorevoli alle autonomie territoriali come quella della Catalogna.

Manco a dirlo, si scontra con l’opposizione della chiesa cattolica, dei conservatori, dei monarchici e  naturalmente dell’esercito. Infatti,  il generale Francisco Franco avvia la guerra civile per  sovvertire il governo.

Barcellona e` il centro della resistenza repubblicana. La storia piu` importante che ruota intorno al Barca calcio ai tempi della guerra civile, sodalizio apertamente schierato a favore della repubblica, riguarda l’allora presidente del club, Josep Sunyol, deputato socialista, assassinato dai franchisti.

Senza considerare i calciatori che si arruolarono con la resistenza e combatterono per la repubblica.

Con la conclusione della guerra civile e la vittoria di Franco (1939), sostenuto da Hitler e da Mussolini, vennero banditi  tutti i simboli ed i dialetti regionali. Il  Barcellona fu costretto a cambiare nome e simbolo sociale, ai catalani venne vietato di parlare la propria lingua e di esporre i propri vessilli durante le partite di calcio.

Aldila` del sostegno diretto di quegli anni da parte di fascisti e nazisti, la dittatura franchista viene, almeno ufficialmente osservata e condannata, ma segretamente tollerata,  anzi fa’ comodo alle nazioni alleate dell’ovest  (agli USA in particolare), prima affaccendate nella seconda guerra mondiale, poi per questioni strategiche e politiche in tempi di guerra fredda.

Franco, per consolidare il proprio potere interno ed il proprio prestigio estero, tra le altre cose puntò molto sul calcio. La nazionale non rispondera` particolarmente allo scopo e non raggiungera` i traguardi attesi. Per trovare le furie rosse ai vertici mondiali dobbiamo praticamente arrivare ai giorni nostri.  

Merita pero` una menzione speciale la vittoria del campionato europeo contro la Russia sovietica, rivale acerrimo in campo politico e militare, 2-1 al Santiago Bernabeu. 

La ”guerra fredda”,  l’attrito trai due paesi continua, con gli americani che in qualche modo, senza apparire fanno da stampella al regime del Caudillo. I sovietici accusano gli spagnoli di accogliere gli esuli scappati dai paesi dell’est, calciatori in primis. Gli spagnoli contestano ai russi il sostegno, per niente velato alle varie forze indipendentiste, mai sopite. Il successo in campo calcistico e` pari alla vittoria di una guerra e dona nuova luce ed attenzione ad un paese  comunque isolato dal resto d’Europa.

il Real Madrid, la squadra della capitale e del re, a questo punto del  regime, e` tutt’altra storia.

Anche se, nonostante il Caudillo, il Real, tra la fine degli anni ’30 e il 1954, non vince neanche un campionato  e trionfa sovente il Barcellona.  Poi, quando  Alfredo Di Stefano, considerato tra i più grandi calciatori di tutti i tempi, firma per il  Real, tutto cambia.

Ed e` uno dei piu` grossi sgarri della storia perpetrato ai danni del Barca che a sua volta aveva avviato una trattativa per acquisire il campione.

Si dice che  il mancato passaggio di Di Stefano al Barça, che lo stava trattando ancor prima del Real,sia  dipeso  dalle minacce che Franco fece pervenire al presidente del Barcellona per indurlo ad abbandonare la trattativa. Le  merengues  con lui conquistano  5 Coppe dei Campioni.

Diceva  in una delle tante interviste rilasciate sul calcio e sul Barcellona,  Manuel Vàzquez Montalbàn, scrittore, antifranchista, tifoso blaugrana:

“Il calcio, è uno di quei pochi sport in cui misteriosamente le sensazioni di un individuo si fondono con quelle di una collettività,  di un paese.  In Spagna era già importante in epoca franchista, per certi versi è stato anche opposizione al franchismo. Dopo la caduta del regime si è conservato intatto, come una grande religione popolare”.

“Tifare per il Barça, identificarsi con esso, ha significato anche interpretare un impegno politico. Dopo la guerra civile sia questa squadra che quella del Bilbao hanno rappresentato, per lungo tempo, un modo di fare propaganda politica”.

 Insomma, come recita il motto dei Blau Grana, Il Barca e`  “ Mes que un club” (piu` di un club di calcio).

Anni dopo, nel 1973 la storia si ripete a parti inverse, dopo Alfredo di Stefano, considerato  il primo esempio della storia di giocatore moderno e totale, un altro fenomeno arriva nella spagna ancora franchista:  l’icona del calcio olandese anni 70, il profeta del goal Johan Cruijff, acquistato dall’Ajax di Amsterdam.

Johan Cruijff  che non ha mai lesinato di opinioni ed  ha spesso  preso posizioni anche forti, dichiara apertamente, a fronte dell’interesse anche del real, di aver scelto il Barça, e che mai avrebbe potuto giocare in un club associato a Franco. Come logico, diventera` idolo incontrastato della tifoseria blau grana  e leghera` indissolubilmente il suo nome ai successi del club, sia come calciatore che come allenatore e manager.

Il 20 novembre del 1975 muore Francisco Franco. E` sepolto a San Lorenzo nel Monastero dell’Escorial, nella “Valle dei Caduti”. La Chiesa Palmariana, ramo scismatico della Chiesa Cattolica, lo considera un santo. Le bandiere del Barcellona sono tornate a sventolare.

Gli echi del regime, si propagheranno ancora per lungo tempo nel calcio ma soprattutto nel paese. La Spagna iniziera` un percorso di modernizzazione e sdoganamento che avra` il suo clic definitivo, soprattutto in Catalogna, con le olimpiadi del 1992, un altro evento sportivo. Gli investimenti profusi per gli olympics , cambieranno definitivamente il volto della Spagna, di una regione in particolare che oggi e` sinonimo di progresso continuo, cultura e modernita`.

Ricordo a meta` degli anni 80 uno dei miei soliti viaggi con gli amici in giro per l’Europa,  in Spagna ed in particolare a Barcellona.  Seppur in piena movida, (c’era quella madrilena ma la Catalogna non era da meno), si aveva la sensazione di vivere una realta` sospesa, trai vecchi vicoli e immagini che sembravano usciti da un film del neorealismo italiano, De Sica o Rossellini.  E nel frattempo  una corsa a mettersi al passo con il resto dell’Europa. Dopo un decennio dalla dipartita del Caudillo, la Spagna stava ancora vertiginosamente cambiando.  Le Ramblas, centro della citta`, le piazze e le strade adiacenti, vedevano una strano mix di gente e di tendenze. Convivevano ogni genere di  fauna, locale e turistica ed ogni genere di commercio, compresa la deliquenza spicciola con lo spaccio, le puttane o i borseggiatori. Ad andarci nuovamente oggi vedremmo probabilmente un altro panorama, piu` pulito ed esteticamente compatibile, forse meno suggestivo che in quel forte momento di cambiamento, di euforia collettiva che si viveva ai tempi,  in quel  posto in totale, continuo divenire.  

Uno spaccato della barcellona da me frequentata,  ce lo fornisce  Vazquez Montalban in un suo giallo (in realta` e` molto di piu`, e` analisi, osservazione di una situazione, sociologia. il delitto descritto, l’indagine  sono solo il pretesto).  Leggendolo, mi son ricordato ed ho riconosciuto molto la citta` degli anni ottanta. Per coincindenza  il romanzo e`  in chiave sportiva, “il centravanti e` stato assassinato verso sera” (El delantero centro fue asesinado al atardecer – 1988).  

Narra di due club calcistici catalani, entrambi sotto i riflettori per l’arrivo di due nuovi attaccanti. La squadra più ricca ha acquistato il bomber inglese Mortimer, mentre l’altra, che si dibatte con enormi problemi di classifica ed economici, ha ripescato un vecchio, quarantenne e glorioso centravanti, Palacin. Lettere anonime minacciano di morte il centravanti  inglese appena acquistato. Pepe Carvalho dovrà scoprire l’autore delle misteriose missive. Il romanzo è ambientato nella Barcellona preolimpica, in cui abili speculatori tramano nell’ombra (di nuovo, gli incroci tra sport potere e politica).

Come tentavo di raccontare, pescando nelle mie memorie, bassifondi e quartieri ricchi si confondono, così come bene e male. Calcio, Media, affarismo e speculazioni politico-economiche, società multietnica e perdita di identità tradizionale, c’e` tutto. Attualissimo. Questa considerazione non e` esattamente mia ma di una recensione che mi ha colpito molto. Fotografa il mio pensiero, quindi la utilizzo, sperando che nessuno se ne abbia a male. J

Pepe Carvalho e gli altri personaggi sembrano usciti da quella situazione, quel passato che ho avuto la fortuna di visitare. Somigliano al venditore di tabacchi (ed altro) di contrabbando, al pizzicagnolo dove si andava per un bocadillo de Jamon o di Lomo ed una Cerveza, alle mignotte un po’ appassite che ti abbordavano agli angoli, all’autista di una corriera rossa come quelle dell’Italia anni 50, neorealista anch’essa, mancava scendesse Anna Magnani (ed eravamo nel 1985).

La chiudo qui, con questi ricordi, affermando che se qualcuno soppesa poco il calcio e lo sport, dovrebbe rivalutarne attentamente l’importanza a livello sociale, culturale, politico. Perche` il potere costituito o chi aspira ad averlo lo sa sin troppo bene, ed allora occorre sorvegliare, starci molto attenti direi.

           “In un’epoca in cui è evidente la crisi delle ideologie, in cui è chiaro il ridimensionamento della militanza politica, e dove perfino gli atteggiamenti religiosi soffrono di mancanza di prospettive, il calcio è la sola grande religione praticabile. C’ è in questo sport un aspetto finanziario, mediatico, pubblicitario, ma non sottovaluterei il suo lato liturgico.”

 Manuel Vazquez Montalban

VAA, FIORENTINA-INTER 1-2 Viola appassita

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(AD 2014, 15 Febbraio)

-1

Il match:

Contro una Fiorentina orfana dei due giocatori principali Borja Valero e Rossi che in corsa si perde anche Gonzalo, spompa dalle fatiche di coppa Italia, i nostri giocano comunque una bella partita e per una volta anche la fortuna ci arride. La vittoria infatti e’ comunque meritata, a prescindere dal goal di Icardi in ovvio fuorigioco, sulla base quantomeno della prima frazione nella quale vi e’ una sola squadra in campo, l’Inter. Con un po’ di precisione in più’ saremmo arrivati al riposo con almeno due goal di vantaggio. Nel secondo tempo, causa ennesima frittata di un portiere strapagato e sopravvalutato, ci vuole l’ingresso del giovane purissimo bomber che a me personalmente, per raggio di azione e capacita’ di vedere la porta ricorda Trezeguet, per mettere a segno un goal da artista dell’area di rigore e sistemare le cose. Ci sarebbe pure il brividino finale di un pallone buttato nella nostra area alla disperata, ma oggi Eupalla, la dea del calcio si e’ ricordata degli anatroccoli neri (ed azzurri) che si spera un giorno ridiventino un bellissimo cigno.

Pagelle 

Handa 4

Una volta che giochiamo bene ci pensi tu a ravvivare le speranze avversarie, papera veramente pacchiana.

Jonny 5,5

In leggera ripresa, a parte il capitombolo iniziale con il quale cerchi di mandare in porta i viola, per il resto nella norma.

Rolando 6

Sicurezza, anche nel ruolo di centrale destro ricoperto da due partite causa rientro del Muro.

Samuel 6.5

Schierato nella posizione di libero modello anni 70 fai sempre la tua porca figura, ovvio. Esperienza, intelligenza, senso della posizione.

Juan 6

Va meglio, meno frenetico nelle ultime gare. Forse ti serviva solo uno come Walter Samuel a darti tranquillità.

Nagatomo 7

Molto bene. Dal tuo lato gioca l’unico veramente pericoloso dei viola, cuadrado, non solo gli metti la museruola, riparti ed attacchi. tuo l’assist a Maurito per il goal vittoria.

D’Ambrosio s.v

Su quel pallone da servire in mezzo devi far meglio.

Taider 6 

Entri per dare fiato e lo fai senza grossi problemi.

Kuz 6

Ormai trapiantato davanti alla difesa, posizione da cui la consegna e’ di non schiodarsi neanche con il tritolo, svolgi adeguatamente il tuo compito di schermo.

Guarin 6

Con te e’ sempre difficile. Primo tempo stellare con assist per il  goal ed un sacco di qualità  e sostanza. Secondo tempo ti avrei ammazzato. Il voto e’ la media delle due frazioni, 7 per la prima, 5 per la seconda.

Hernanes 6

Ricordiamo:il voto e` funzione del rapporto qualita`- prezzo e cosi` sara` per te da qui alla fine. Partita solida, sia in fase di impostazione che soprattutto di copertura dove dai una grossa mano a Nagatomo per inibire Cuadrado. Immagino Alvarez e Kovacic li rivedremo in campo l’anno prossimo.

Palacio 7

Ben tornato al goal, il resto non era mai mancato. Corsa, grinta, profondità’, un palo colpito per centimetri, per noi giocatore imprescindibile.

Milito 5

Niente, anche oggi un paio di buone occasioni buttate perché la gamba non asseconda il cervello.

Icardi 7

Micidiale. Forse bisognerebbe spiegare al livornese che tu sei un giocatore da ultimi venti metri, pensare di farti sfiancare troppo in altri compiti e’ controproducente. Meglio tenerti più fresco dalle parti della porta avversaria. Un piacere vederti per gli amanti di un certo tipo di attaccante, il centravanti vero.

Mazzarri 6

Complessivamente, ben pettinato. Sei riuscito nell’intento di mettere in campo quello che e’ adatto a te, una squadra di più’ o meno trentenni che possa produrre dei risultati oggi, ed almeno questo adesso lo stai facendo. Vediamo cosa porterà alla causa un quarto o quinto posto se va bene, rispetto alla mancata valorizzazione dei talenti.

VAA, INTER-SASSUOLO 1-0, Vai con l’usato sicuro

walter-samuel

(AD 2014, 09 Febbraio)

-4

Il match:

Veniamo finalmente a capo di una situazione che stava diventando melodrammatica ed in un colpo solo ci sbarazziamo di Marco Branca, dello zero nel tabellino vittorie nel 2014 e ci stabilizziamo con questi punti in una situazione di classifica agevole, con quella sensazione di confort di chi nulla ha da chiedere o a cui aspirare.

La partita e` la solita: brutti, macchinosi e senza idee di calcio, tra un paio di occasioni sbagliate ed un avversario innocuo, affidato ad un allenatore, Malesani che e` sinonimo di retrocessione certa. Si veleggerebbe verso l’ennesimo pareggio sputato. Non fosse che ad un certo punto Walter il muro, colui che per anni e` stato il mio modello di difensore centrale, rinverdisce i vecchi fasti con una capocciata su palla ferma ben battuta dal profeta. Solo cosi` si poteva vincere e quindi lode e plauso ad un usato di qualita`, un  grandioso uomo del triplete.

Ieri a proposito di vecchie glorie, le carte di identita` in campo gridavano vendetta, quanto meno per una squadra che dichiara di puntare al rinnovamento attraverso i giovani (ma con quel tipo in panchina cosa ti volevi aspettare?).

Per il resto, nubi fosche si addensano all’orizzonte, se e` vero che la proprieta` vorrebbe investire L’arcaico livornese di poteri da allenatore-manager all’inglese, anni di oscurantismo ed alto medio evo ci aspettano. Intanto, come direbbe uno che conosco io in slang romanesco “Pijamose sti tre punti”.

 Pagelle

Handa 6

L’unica palla che ti arriva su punizione di Berardi la prendi. Tanto basta.

 Jonny 5

A gran voce la tifoseria sta “ululando e berciando” di inserire D’ambrosio per farti rifiatare. Ma Egli, L’arcaico, ha idee tutte sue.

 Rolando 6

Buona partita, sofferenza zero, anche perche` Flocccari dal tuo lato e` solo ed e` poca cosa.

 Campagnaro s.v.

 Samuel 6.5

In partite come questa, coperto da altri due centrali e senza attaccanti pericolosi da tenere, basta la tua intelligenza e senso della posizione a riportarci alla mente uno che era di un livello superiore. Se poi ci metti pure il goal…Stima infinita.

 Juan 6,5

Ti tocca l’unico veramente pericoloso (Berardi) ed in pratica lo cancelli dal campo in un duello a tinte fisiche che e` il tuo pane quotidiano.

Nagatomo 6

Il “Garrincha” del sol levante. Oggi non fai danni in fase difensiva e dai una discreta spinta in avanti.

 Taider sv

Kuz 5,5

Andiamo avanti cosi`, senza uno che dia tempi di gioco compatibili con il calcio moderno e con te che sei una soluzione tampone adatta ad un allenatore senza varianti e senza idee.

 Guarin 6

Welcome back. Con tutti I difetti che ti possiamo trovare, il tuo impatto e la tua fisicita` ci sono mancati.

 Hernanes 5,5

Allora, il voto e` funzione del rapporto qualita`- prezzo e cosi` sara` per te da qui alla fine. Un buon corner ed una palla uscita di poco, oltre al compitino svolto, ti garantirebbero un pieno 6, non fosse che ti hanno pagato una cifra spropositata per la quale ci si aspetta che tu faccia la differenza, come l’avrebbe fatta un centravanti. Adesso siamo pieni di mezze ali…ridondanza.

 Palacio 6

In ripresa, quanto meno per i movimenti e la corsa al servizio della squadra. Ad una squadra con qualsiasi, minima ambizione non puo` bastare.

 Milito 4

Dead man walking.

 Botta 6

Eh, i numeri ci sono, in crescita ed una delle belle poche, cose di questi tempi.

 Mazzarri 4

Penoso.

VAA, JUVE-INTER 3-1 – Narcoletticamente vostri

sonno

(AD 2014, 02 Febbraio)

-7

Il match:

In una partita giocata da due squadre disposte praticamente a specchio in modo anacronistico, antieuropeo ed arcaico (mi sa che l’ho gia` scritto ma tant’e`…), ragionevolmente ci si puo` aspettare che prevalga quella che ha in rosa  i 6/7 giocatori piu` forti, di livello superiore. Il match  e` tutto qui, fatto di confronti diretti nelle varie zone del campo, puntualmente o quasi persi dai nostri. I goal della Juve arrivano con una facilita` imbarazzante, senza che loro debbano spingere e limitandosi a controllare un avversario che mai come oggi si dimostra cosi` inferiore. Non c’e` bisogno di grandi giocate, tattiche o strategie particolari. In ognuna delle  occasioni dei goal c’e` quantomento un errore individuale, macroscopico, da oratorio.  Ma la cosa piu` brutta e` che nessuno di noi tifosi si aspettava, con buon senso di andare a portar via punti nello stadio della capolista. Quasi si potrebbe dire, “non sono questi i campi su cui dobbiamo andare a fare risultato”…Triste ma vero, dobbiamo ragionare su altri obiettivi, su altri livelli, come una piccola o una provinciale qualsiasi. Ed il bello, o anzi il brutto e` che non regiamo neanche noi piu`, narcotizzati da cotanta piccolezza e mediocirita`. Precipitati in un sonno buio calcistico, quasi ristoratore, di una nobile sedata ed assai decaduta.

Pagelle

Handa 6,5

Oggi belle parate, ad evitare un passivo ancora peggiore.

 Jonny 4

Il duello con il dirimpettatio Asamoah ti toglie fiato e precisione. Impalpabile in fase offensiva, per poco non ci fai prendere un goal pronti via a cura di Tevez, tenendo in gioco pure mia nonna di 96 anni.

 Campagnaro 5

Problemi di macchinosita` ed evidentemente di circolazione ai polpacci, a giudicare dai calzettoni traforati e poi stracciati. Almeno qualche dignitosa legnata la molli in giro.

Rolando 6

Va bene, ti salvi, sei ordinato, fai pure goal. Ma io vorrei vedere come te la cavi in un difesa normale e non in un ruolo da libero staccato anni 70.

Juan 4

Ma che e` questa foga dalla quale non riesci a liberarti e ti fa’ commettere delle cazzate  immonde? Vedi di raffreddare il cervello.

 Nagatomo 4

In fase offensiva inutile, colpevole almeno su due dei tre goal, sovrastato dallo svizzero.  Si, anche sul primo goal, fatemi capire perche` in quella zona a perdersi Lichsteiner, in marcatura, troviamo Kovacic e non te, che invece marcavi Juan, un tuo compagno.

 D’ambrosio 6

Non male, aspettiamo le verifiche, almeno ti porti appresso un fisico e non sei un puffo come Jonny ed il Jappo.

 Kuz 4

Penoso e non all’altezza del centrocampo di una squadra che si chiama Inter. Se eri buono non ti compravamo per un piatto di lenticchie.

 Kovacic 4

Il genio oggi ti schiera davanti alla difesa e cosa ci volevamo aspettare? Vaghi per il campo senza trovare una posizione (sei una mezzala, ci vuole tanto a capirlo?) ed ormai in crisi di identita`. Con l’avvento dell’ex laziale, prevedo ti rivedremo in campo  l’anno prossimo.

 Taider 6

Sempre un po’ impreciso ma hai corso e legnato per 4. L’unico in grado di ingaggiare duelli anche fisici con i dirimpettai. L’ultimo a mollare.

 Alvarez 4

Invisibile, impalpabile, inutile come all’inizio della tua carriera nerazzurra.

 Palacio 4

3 enormi occasioni, non dico segnare ma becca almeno la porta. Sempre convinti che non servisse una punta invece di un altro trequartista?

 Milito 4

Dieci minuti ad Icardi anche no?

 Botta 6

Bene, bravo, personalita` e vivacita`, diamogli piu` minuti.

 Mazzarri 4

La cosa piu` preoccupante non e` il solito non gioco e la penuria di ide, tanto ormai siamo narcotizzati. E` la mollezza della squadra ed il fatto che dai tu le indicazioni di mercato. Servivano un centromediano (ieri si e` sentita persino la mancanza di Cambiasso) ed una punta (nel tentativo di prendere Vucinic abbiamo bruciato Guarin). Arrivano un terzino ed una mezzala trequartista pagata alla caratura del diamante (Lotito ancora ride). Un ruolo quest’ultimo, in cui non abbiamo fenomeni ma piu` o meno coperto. Speriamo almeno faccia meglio degli ultimi sei mesi alla Lazio, cosi` saranno contenti i miei amici interisti che ne hanno benedetto l’arrivo. Bonne nuit.

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