VAA, INTER-Napoli 0-0, Ricomincio da tre

mangiabott

 

AD 2014, 26 Aprile

57

Il match
Titolo in chiave partenopea, che richiama quello di un film del grande Massimo Troisi. Il tre, numero magico per definizione, denso di significati per la partita di ieri ma anche per le varie chiavi di lettura in chiaroscuro della stagione del biscione.
Tre come le vittorie consecutive che quest’anno non sono mai arrivate e forse non arriveranno più, come i tre punti che in casa latitano ormai da un pezzo, tre come il numero minimo di rinforzi, pedatori di livello che debbono arrivare per completare questa rosa e renderla più competitiva in campo nazionale. Tre direbbe qualcuno, forse non molti di più, i giocatori che si debbono tenere e su cui ricostruire (secondo me qualcuno di più). Infine difesa a tre, altro ritornello e discussione dell’anno, che sembra non abbia convinto nessuno e della quale un po’ tutti, io per primo, invochiamo l’abrogazione a favore di un modo di giocare più internazionale. Sembra che anche Mazzarri, siamo condannati ad avere in panchina costui pure l’anno prossimo, abbia colto l’istanza e la necessita’ di mettere in piedi qualcosa di diverso, per la prossima temporada. Stiamo a vedere, ha portato ad esempio la Roma di Garcia e secondo me potevamo giocare, fatte le dovute proporzioni, in quella maniera anche quest’anno. Meglio tardi che mai.
La partita, tattica nel primo tempo, con i partenopei che faticano talvolta a coprire l’ampiezza del campo. La teniamo in piedi sintanto che le gambe reggono ma, anche nella prima frazione in cui giochiamo meglio, e’ la qualità del Napoli a creare l’occasione più grossa. Nel secondo, chi ha più palleggio ed alternative tecniche, ovvero loro, viene fuori e rischiamo di capitolare diverse volte, sino al palo di Inler, sul quale mi ero già alzato per andarmene. In conclusione, un punto guadagnato. Mi piacerebbe capire come fa una squadra che ha giocato una volta a settimana ad essere così bollita dal punto di vista fisico in questo momento. Ah dimenticavo, Mancano tre giornate alla fine.

Pagelle

Handa: 6
Un paio di buone parate. A sprecare e non punirti poi, ci pensano i napoletani.

Ranocchia 6
Un primo tempo di alto livello da dominatore della difesa, nel secondo quando alcuni riferimenti vanno in vacca un paio di incertezze, la media fa la sufficienza.

Andreolli 5,5
Non so se pesa di più il salvataggio su Higuain o quando ti dimentichi di Mertens…In più nel primo tempo c’e’ l’occasione di Callejon su cui stringi troppo e gli permetti di arrivare solo davanti al portiere.

Campagnaro 5,5
Incerto in un paio di situazioni che potevamo costare care. Sembri non esserti mai più ripreso totalmente dall’infortunio ad inizio stagione. Strano, o forse paraculite mundial.

D’Ambrosio 5
Anche tu hai sulla coscienza una palla persa sanguinolenta. Onesto pedatore che di più non sa.

Nagatomo 6
Voto alla corsa, all’impegno, ed a qualche bel cross finalmente.

Cambiasso 6
Navighi con esperienza in un mare complicato.

Hernanes 6
Qualche bella conclusione all’inizio, poi corsa e legnate in mezzo al campo sino ad uscire stremato. Per me, ci voleva ben altro.

Kovacic 6,5
Lampi di classe a S.Siro. Ancora qualche sbavatura ma i miglioramenti e l’incisività guadagnata sono sotto gli occhi. Ribadisco, intoccabile e devi giocare, ammettendo che al momento puoi anche sbagliare.

Zanetti 6
Tieni con esperienza la zolla di pertinenza.

Palacio – 6,5
Dio ti benedica per l’impegno che ci metti. Sei uno che la maglia la onora e la suda tutte le partite. Oggi un paio di occasioni andate male per sfiga.

Icardi 5
Solita battaglia con i difensori. Ci sono degli aspetti da migliorare, tenere la palla e far giocare la squadra. Poi, l’attaccante e la sua prestazione risentono del far goal o meno e delle occasioni avute. Ieri poche.

Kuz 5
Cambio che ha scontentato tutti gli spettatori. Diversi appoggi sbagliati e ululati del pubblico di conseguenza.

Guarin 5,5
Entri per spaccare la partita ma con gli infradito ai piedi e’ difficile. Eppure, la grande occasione ti capita e preferisci un improbabile assist allo sfondare la porta.

Mazzarri 5,5
Ennesima partita in casa senza vittoria. Questa con un avversario più forte ci può stare. Ma, molta parte del pubblico certe partite preferirebbe perderle piuttosto che pareggiarle mettendo un mediano e togliendo una punta. E’ San Siro, non Napoli o Reggio Calabria, con tutto il rispetto. Se non comprendi questo il tifoso ti detesterà sempre. Quello competente perche’ poi i vari “scrivani fiorentini” con il salame sugli occhi parlano solo di carenza di giocatori o di aspetti avversi di meteorologia, ed ascrivono a questo la noia e la pochezza nella quale siamo precipitati, più che a te. Ricordati, gli anelli sono caduti ma la nostra nobiltà resta.

VAA, Parma – INTER 0-2, Sorprese Pasquali

uovo-inter

AD 2014, 19 Aprile)

56

La premessa

Oggi siamo lieti di ospitare un amico, compagno di tante partite, vissute pericolosamente, in questo spazio. Con il caro Andrea Battaglia, tifoso Interista incallito, sperimentiamo la possibilità, per la prima volta in questo blog di scrivere commento e pagelle a quattro mani. Benvenuto ad Andrea e buon divertimento ai lettori.

Il match
Scartiamo e rompiamo l’uovo di cioccolata come bambini impazienti di vedere cosa c’e’ dentro, quale sorpresa o giocattolo ci riserverà la nostra Inter. Alla fine non rimaniamo delusi, quantomeno dal risultato. 3 punti piramidali presi in casa di una diretta concorrente alla Europa League. La solita Inter da trasferta, pur non giocando bene, anzi, si prende tutto il cucuzzaro.
Alcune cose da sottolineare, quasi filosofiche di cui parlavamo ieri nel post partita con il mio caro cognato ed amico Andrea: Il calcio e’ tempo e spazio, abbiamo detto tante volte; aggiungerei che e’ anche un fatto di ritmo. Dovremmo lavorare in campo quasi gestiti da un metronomo, uno, due tocchi al massimo e via palla al compagno il quale offre rispettoso della stessa cadenza, suonando la stessa musica, la possibilità del passaggio, andando ad occupare uno spazio, quindi in movimento. Questo per noi avviene pochissimo o non avviene quasi mai, così che si soffre, si e’ lunghi in campo e mai compatti nelle due fasi, mai in controllo di una partita che per la seconda volta ci trova per un lungo spezzone (tutto il secondo tempo), in superiorità numerica. Sempre con quella sgradevole sensazione che l’avversario possa riprenderci da un momento all’altro e con il portiere nostro, redivivo, ancora migliore in campo. La chiudiamo a pochi spiccioli dalla fine con tiro di un subentrante per far densità e perdere qualche frazione di secondo. Insomma se il calcio e’ ritmo ed in quanto tale anche musica, o ad essa paragonabile, dovendo noi diventare orchestra (il che non siamo attualmente), necessiteremmo di adeguato spartito, capace direttore con bacchetta, e diversi suonatori di talento in più a rimpiazzare qualche strampalato musicante. Altrimenti il destino e’ di rimanere banda da sagra di paese.

Pagelle

Handa – Dom: 8 Andrea: 8
D: Altro rigore neutralizzato e paratona entrambi su Cassano ad inizio partita.
A: A parte una uscita ad minchiam più sicuro comunque nei vari interventi.

Samuel – Dom: 5,5 Andrea: 5
D: Queste sono partite in cui diventa complicato, con l’avversario che schiera un falso centravanti che non da punti di riferimento, al quale peraltro rifili un paio di mazzate di benvenuto ad inizio partita. Male sul rigore causato dove siamo fortunati a non rimanere in dieci.
A: Con tutto l’amore per The Wall certi errori non si possono fare. Ringrazia che sul rigore non ti ha dato il secondo giallo.

Rolando – Dom: 6,5 Andrea: 7
D: Partita senza sbavature e con goal decisivo incorporato. Una pescata miracolosa.
A: mezzo voto in più per il goal.

Campagnaro – Dom: 5,5 Andrea: 5,5
D: Male l’inizio quando dal tuo lato si passa con troppa facilita’ e ti fai saltare in tromba. Poi prendi le misure man mano.
A: Gli manca sempre una lira per fa’ trentuno…

D’Ambrosio – Dom: 5,5 Andrea: 5,5
D:Volonta’ fisico e corsa ma anche oggi parecchia imprecisione qualche angoscia di troppo.
A: Mi aspetto di più’ da un giocatore nel giro della nazionale sino a poco tempo fa

Nagatomo – Dom: 5,5 Andrea:5.5
D: Qualche fesseria tenti sempre di farla in fase difensiva con rinvii improvvidi e posizionamento discutibile. In avanti e’ da tempo che sei meno incisivo rispetto ad inizio anno
A: Alcuni alleggerimenti in difesa sono da codice penale…e non e’ la prima volta.

Cambiasso – Dom: 7 Andrea: 7.5
D:Il migliore dei giocatori di movimento e di certo del centrocampo. Bene in tutti i settori e fasi, sfortunato su una conclusione che doveva andare in porta ed invece picchiando sul tacco di Mirante finisce incredibilmente sul fondo.
A: Impeccabile.

Hernanes – Dom: 5,5 Andrea: 5,5
D: Hai il merito dell’assist per il goal di Rolando ma per il resto una partitaccia, soffocato nelle spire del centrocampo parmigiano.
A: Troppo innamorato del pallone, non lo da via velocemente neanche quando sarebbe il caso.

Kovacic – Dom: 6 Andrea: 6
D: Sufficienza ed apprezzamento per un paio di recuperi e rincorse che dimostrano i tuoi miglioramenti da un punto di vista dell’applicazione e del sacrificio. Ma chi ti ha messo a marcare Cassano su quell’angolo che senza Handanovic prendiamo goal?
A: Mi associo al pensiero di Domenico.

Zanetti – Dom: s.v. Andrea: s.v.
D: Che razza di cambio e’? Mi appello al quinto emendamento ed alla facoltà di non rispondere (cit. costituzione americana)
A: …Omissis

Palacio – Dom: 6 Andrea:6
D:Sei di nuovo in forma sul piano fisico e si vede, grandemerito nell’espulsione di Paletta che gira la partita nella nostra direzione.
A: Anche su questo giudizio, mi associo.

Icardi – Dom: 5 Andrea: 5,5
D: Dal punto di vista dell’impegno e della battaglia in campo niente da dire, ma quella palla solo davanti al portiere era più facile toccarla in porta che sbatterla oltre la trasversale.
A: Il mezzo voto in più e’ per Wanda

Botta – Dom: s.v. Andrea:s.v.

Guarin – Dom: 6 Andrea: 6,5
D: Daje, uno come te di questi goal ne dovrebbe fare 7/8 a campionato facilmente, qualità’ spesso sprecata.
A: Mezzo voto in più per il goal e perché trattasi di giocatore che a me piace molto, a parte la testa…

Mazzarri – Dom: 5 Andrea: 5
D: Conduzione della partita pavida e messaggi trasferiti alla squadra in campo nello stesso solco. Cambi peggiorativi e pessima gestione della superiorità numerica, mai in controllo della gara. Marcature sui corner discutibili (Kovacic su Cassano?, ma mi faccia il piacere). Solita pervicacia ed ostinazione sullo stesso e sempre uguale unico canovaccio che possiedi.
A: Condivido in toto.

Frammenti di un’epopea, Tutto il calcio minuto per minuto

MIke Mi riecheggia nel capoccione la voce di Sandro Ciotti rotta da mille sigarette che irrompe nell’etere con Il famosissimo roco “Scusa Ameri”.. .famosissimo, per noi che abbiamo ormai l’eta dei datteri! Si, perche` ad esempio, qualche giorno addietro, una mia amicizia di Facebook, durante le solite “amene conversazioni telematiche” se n’e’uscita tra lo stupore generale con: “ma chi e` Ameri” ? – “Come chi e` Ameri, possibile tu non lo sappia?”. E poi…mi suona nella testa un motivetto, un primo ricordo nitido, di bambino, collegato in qualche modo per me anche a quella trasmissione mitica della radio che trasmetteva (e trasmette) la cronaca in diretta delle partite del campionato di calcio…

“Cerco l’estate tutto l’anno e all’improvviso eccola qua… lei è partita per le spiaggie e sono solo quassù in città, sento fischiare sopra i tetti un aeroplano che se ne va.”

Ed intanto rifletto sul fatto che FB “appiattisce”, nel senso che mette in contatto diverse generazioni e talvolta diamo (do) per scontato di aver di fronte dei coetanei, persone con il nostro ( mio) stesso vissuto ma cosi` non e`. Il mio amico che ha a malapena 30 anni, appartiene ad un’altra generazione, per la quale la radio e` probabilmente una sorta di oggetto di modernariato; le sue storiche trasmissioni sono antica leggenda sfumata nei racconti dei piu` grandi, una sorta di Radio Londra al tempo della guerra. Appartiene ad una generazione post radiofonica, quasi post televisiva, mentre io sono un “antennato” o anche un “antenato” se mi passate il gioco di parole… Quanti di noi trasmettevano dalla o ascoltavano sulla radio privata del paese idee, musica, rivoluzione e passioni, magari ad orari improbabili? Una sorta di “radio Freccia” che tanto per rimanere in tema di interisti, da un lato o dall’altro dell’etere abbiamo vissuto in molti, quelli del mio tempo s’intende. Intanto, la televisione decretatava un certo declino delle nobili trasmissioni radiofoniche, figurarsi cosa ha combinato il web. “ Video killed the radio star”… Vero, la televisione ha ucciso le star della radio, perche` di questo si tratta. Veri e propri supereroi , personaggi mitologici che hanno segnato un’ epoca prima ed anche durante lo sviluppo e la crescita della televisione. Artisti, scrittori, talenti prestati alla cronaca radiofonica. La radio ha rappresentato per decenni e se ci soffermiamo ad ascoltarla rappresenta, ancora oggi,la qualita`, la parte dotta di quanto spedito nell’etere dalla RAI. Se parliamo di sport non fa certo eccezione la trasmissione calcistica per antonomasia, Tutto il calcio minuto per minuto. Ma il nostro amico di FB non puo` saperlo con esattezza, puo` averne sentito parlare o essersi distrattamente imbattuto in questo programma. Mi offre quindi lo spunto per questo articolo, tra storia e ricordo personale, come faccio sempre; il “marchio di fabbrica” dei miei racconti.

“Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me, mi accorgo di non avere più risorse senza di te, e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te, ma il treno dei desideri, dei miei pensieri all’incontrario va. “

Tutto il calcio minuto per minuto ha compiuto 50 anni nel 2010 ed e` ancora “on air”. Nasce da un’idea nel 1959 da Guglielmo Moretti, Roberto Bortoluzzi (il primo storico conduttore dallo studio centrale, lo sara` per piu` di 27 anni) e Sergio Zavoli. Il massimo della popolarita` lo conquista tra gli anni 70 ed 80. Chiaro,non c’era ancora la concorrenza della TV. Io mi “sintonizzavo”, mi sedevo per terra in camera mia ad ascoltare la radio, attedendo buone notizie dal campo su cui era impegnata la beneamata, tentando di immaginare cosa stesse succedendo ed aspettando il collegamento con il campo oppure che uno dei radiocronisti interrompesse quello che stava parlando per qualche buona notizia. Ero in grado di capire se la nostra squadra giocava in casa, a seconda del boato o del silenzio del pubblico, se avessimo segnato noi o gli avversari. Come me, milioni di tifosi, ogni “maledetta domenica”. Si, perche` le partite si giocavano in contemporanea ad orario unificato. Chi al Bar mentre giocava al biliardo o a carte, alcuni in macchina, chi al cinema con la fidanzata a vedere qualcosa di talmente noioso che ne avresti fatto molto volentieri a meno (e chi se la sentiva poi, lei), altri in religiosa, monastica solitudine, come me. La mia ragazza non si faceva viva prima della conclusione delle partite e capiva dal tono delle risposte al telefono o al citofono di casa come fosse andata e se fosse meglio evitare il tasto calcistico oppure addirittura girare al largo. Persino chi era allo stadio aveva la radiolina all’orecchio per capire cosa succedesse sugli altri campi, cosa stessero facendo le rivali… E` La domenica degli Italiani, quantomeno fino ai primi anni 90 quando il calcio in televisione lentamente comicera` a soppiantare la radio. Una ritualita` del dopo pranzo, appena condiviso in famiglia. l’ascolto delle partite, la sequenza degli accadimenti che non doveva essere interrotta, soprattutto quando le cose andavano bene, gli aspetti scaramantici, come nell’89, l’anno dello scudetto dei record dell’inter tedesca del Trap . Radio, seduto sempre nello stesso posto e stessa posizione, pacchetto di sigarette affianco, poi 90mo minuto in TV per vedere i goal, sintesi di una delle migliori partite di giornata a seguire. Senza sgarrare.

“Sembra quand’ero all’oratorio con tanto sole, tanti anni fa… quelle domeniche da solo in un cortile a passeggiar… ora mi annoio più di allora: neanche un prete per chiaccherar…”

Dicevamo, in onda per la prima volta a Gennaio del 1960, solo per i secondi tempi e con soli 4 campi collegati (uno di serie B mi pare) e per i secondi tempi unicamente. L’ispirazione venne da una trasmissione radiofonica francese (Sport et Musique) dove i cronisti fornivano informazioni in diretta dai campi di gioco del campionato di rugby. La struttura del programma e` rimasta pressoche` la stessa in oltre 50 anni, se si eccettua la copertura della totalità delle partite dal primo minuto a partire dal 1987. In realta, i primi tempi venivano trasmessi su Radio due e Rai Stereo due invece che sul primo canale. il programma si chiamava Domenica Sport condotto da Mario Giobbe, oltre alla prima frazione trasmetteva le interviste del dopo gara. Diretta dai campi, con cronaca ed interventi per segnalare immediatamente gol o accadimenti importanti. All’inizio, ma durera` pochi mesi, le “intromissioni” per la segnalazione di un goal non erano in piano. Fu proprio Enrico Ameri a “sdoganarle” con un suo intervento ad interropere il collega per riportare un goal durante un Inter-Roma 1-3 (sigh) strillando “attenzione”. Diventera` il suo marchio di fabbrica. Ameri e` stato la prima voce collegato dal campo piu` importante di giornata fino ai primi anni 90 quando si ritiro`. In pratica pero` le prime voci erano quantomeno due, lui ed il grande Sandro Ciotti, inconfondibile con quella voce da tabagista incallito, probabilmente il piu` amato da tutti noi ed anche quello che piu` di tutti ha contributo con le sue invenzioni alla creazione di un linguaggio, quello di tutto il calcio minuto per minuto, molto caro a noi radio ascoltatori (Arcinota la sua locuzione “scusa Ameri” per segnalare un goal, come le descrizione sul “terreno di gioco in ottime condizioni” o la “ventilazione inapprezzabile”, o l’Inter gioca che gioca oggi un “calcio molto plausibile”, ed ancora “clamoroso al Cibali”). Un genio. Potremmo ricordare anche altri artisti del microfono come Nicolo` Carosio, sua la prima cronaca durante la prima trasmissione oppure Beppe Viola, la lista sarebbe lunghissima.

Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me, mi accorgo di non avere più risorse senza di te, e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te, ma il treno dei desideri, dei miei pensieri all’incontrario va.

E poi, la fantasia al potere, coadiuvata dalle descrizioni di alcuni fuoriclasse della parola, della comunicazione, a cui la PNL, la programmazione neurolinguistica fa un baffo. Dei veri, affascinanti persuasori occulti che talvolta ci convicevano di una realta` che non era accaduta mai. Ma tanto chi se ne sarebbe accorto? La partita per noi era la loro descrizione, piu` o meno fedele a quanto accaduto o piu` o meno ricamata. E ci sono ancora in giro cultori di questo modo di vivere le partite, mosche bianche come un mio amico tifoso del Napoli che rifiuta le immagini e continua imperterrito ed incurante del tempo che passa, ad ascoltare le partite alla Radio. E lo stramaledetto motivetto continua a martellarmi il cranio, e` il momento forse del ricordo piu` antico, altrimenti non riusciro` piu` a liberarmene. Ha a che fare con la stagione 70-71. Un’Inter crepuscolare, reduce dai fasti degli anni 60, infarcita di vecchie glorie, qualche nuovo campione ed alcuni giovani promettenti. Presidente e` Ivanoe Fraizzoli, classe 1916, cui Angelo Moratti ha ceduto la societa`. Il suo primo grande acquisto e` Roberto Boninsegna. l’Inter ha per l’appunto “Bonimba” capocannoniere in quella stagione con 24 reti; ci sono ancora Facchetti, Bedin, Jair, Mazzola e Corso. Gianni Invernizzi, allenatore della primavera sostituisce in panca Herrera (quello sbagliato, Heriberto). Parte la rimonta della famosa “tabella”. 23 risultati utili consecutivi, punti recuperati costantemente al Milan ed al Napoli . Alla fine e` scudetto per i buoni (cioe` noi). La partita decisiva e` il derby di San Siro, 7 marzo 1971. E qui casca l’asino…anzi torniamo a parlare di Tutto il calcio minuto per minuto. Io avevo 8 anni e rammento che stavo a casa di mia nonna con i cugini, con la mia radiolina all’orecchio per ascoltare trepidante quello che stava accadendo, meglio quello che era accaduto a Milano nel primo tempo… già dopo 30 minuti di partita, strepitosa punizione di Mario Corso (a foglia morta ovvio) e poi colpo di testa di Sandro Mazzola. 2-0 per i nerazzurri, risultato finale. Ricordo, si sentiva gia` l’aria della primavera in arrivo, il motivetto di Celentano a squartarmi le orecchie ed a rendermi difficoltoso udire la radiocronaca…

“Cerco un po’ d’Africa in giardino tra l’oleandro e il baobab, come facevo da bambino, ma qui c’è gente, non si può più: stanno innaffiando le tue rose, non c’è il leone, chissà dov’è…”

Un mio cugino di 4 anni sta correndo dalla mattina per tutta la casa, da una stanza altra, un moccioso in braghe corte e ginocchia sbucciatissime, il maledetto, con il suo mangiacassette “GELOSO” e ci sta spaccando i timpani con questa canzone, “Azzurro” (1968) di Adriano (musica scritta da Paolo Conte) che sara` pure Interista ma cio` non alleviava la mia sofferenza. Mi consolai con quell’epica impresa, immaginata, disegnata per me, come un album da colorare con la mia fantasia, dai magici cronisti della Radio. Erano i primi anni 70, la primavera sta arrivando, tutto per me deve ancora accadere.

“Azzurro, il pomeriggio è troppo azzurro e lungo per me, mi accorgo di non avere più risorse senza di te, e allora io quasi quasi prendo il treno e vengo, vengo da te, ma il treno dei desideri, dei miei pensieri all’incontrario va”

VAA, Sampdoria – INTER 0-4, Genova per noi

 

Handanovic-rinvio

(AD 2014, 13 Aprile)

 53

 Il match

Con quella faccia un pò così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi
prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.

(Paolo Conte 1974 – Genova per noi)

 Pensi che una partita che si mette subito sui binari giusti con un goal, un rigore a nostro sfavore neutralizzato, una squadra avversaria che rimane in 10 dopo nemmeno 20 minuti ti riservi una domenica tranquilla? Allora non hai capito nulla o non sai che stai guardando una partita dell’Inter. Si perché “Genova per noi” oggi e’ stata un primo tempo in superiorità numerica nel quale siamo stati tenuti a galla da quattro (4) strepitose parate di un portiere che era in debito. Poi, la solita pochezza nella gestione della partita, dei tempi e degli spazi che a che fare con la insipienza della guida tecnica, con quella di alcuni giocatori non da Inter e la fragilità di altri che lo sarebbero ma ogni tanto vanno in catalessi. Come sempre non si riesce a star compatti, si soffre oltremodo, non si mette a partito il fatto di giocare undici contro dieci. C’e’ insicurezza, c’e’ un problema psicologico, ci sono delle carenze tecniche e tattiche, quello che si vuole. Mi risulta comunque indigesto il vedersi metter sotto in quel modo per tutta la prima parte del match.

Nella seconda frazione, la Sampdoria perde di gamba, come prevedibile, L’Inter si ritrova in controllo e non soffriamo più, registriamo diligentemente i goal in sequenza dei vari Samuel, Icardi e Palacio tra una russata e l’altra, quasi pacatamente.

 Ma quella faccia un pò così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo
circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi.

 Pagelle

 Handa 8

Batman: Se abbiamo vinto molto e’ merito tuo che tieni in piedi la baracca per tutto il primo tempo… ed era Genova non Gotham city.

 Samuel 6

Schierato difensore terzo a sinistra, non hai la gamba adatta, pero’ tra la malizia ed una legnata e l’altra trovi modo di andare pure a segno. Ci mancherai.

 Rolando 6

Prestazione sufficiente, niente di fantasmagorico ma neanche grandi castronerie.

 Ranocchia 5

Troppo grave l’ingenuità sul rigore, un’entrata in area su un giocatore girato in pratica di spalle, rischiavamo di pagarla carissima. Per il resto anche una discreta partita ma certe leggerezze non si possono tollerare.

 D’Ambrosio 6

Meglio che nella scorsa occasione, puntuale nelle chiusure e bene in fase di appoggio.

 Nagatomo 5,5

Dal lato tuo, in principio era il caos.Scorribande varie ed incertezze su come scalare. meglio nel secondo tempo quando i blucerchiati si spengono.

 Cambiasso 5,5

Ritmi alti, come nella prima parte del match, non ci siamo. Travolti centralmente e quando esci per andare ad inserirti si aprono le voragini per le ripartenze altrui. Secondo tempo a ritmi tuoi, un professore.

Hernanes 6

A far legna nel primo tempo, pressoché invisibile in fase di costruzione. Esci alla distanza, come tuo solito.

 Alvarez 6,5

Bell’ingresso, mi sei piaciuto. Certo facilitato dal fatto che la partita era in ghiaccio, pero’ belle cose; poi, anche l’occhio vuole la sua parte, con quella progressione elegante un bel vedere.

 Kovacic 6,5

Bene, finalmente. preciso negli assist, lucido, gran cambio di passo ed anche molto lavoro sporco per la squadra. Cresci in fretta, ti prego.

 Taider s.v.

Nulla da segnalare, se non che esisti ancora, me ne ero scordato.

 Palacio 6,5

Partita robusta di corsa, condita da movimenti intelligenti, assist e goal.

 Icardi 7

Due goal anche oggi e una rissa accesa in campo dopo il primo. Talento vero, bomber, vedi di non “balotellizzarti” e siamo a posto.

 Milito s.v.

?

 Mazzarri 6

La tentazione di valutarti negativamente anche oggi e’ forte e ne ho ben donde. Ma lasciamo perdere, a parte l’incapacità conclamata a proporre qualcosa di diverso, a cui dobbiamo evidentemente far l’abitudine, oggi almeno non hai fagocitato bottigliette di plastica. La pervicacia con cui non vedi che in superiorita` numerica cambiare modulo ed aggiungere qualita` in mezzo al campo ci avrebbe aiutato e` irritante. Squadra slegata, calcio arcaico. Se qualcuno mi viene a dire che l’inter non ha qualità e che tu non hai responsabilità lo sbrano. In senso relativo, e quindi riferito al campionato italiano, voglio vedere quante squadre possono permettersi di tenere fuori per vari motivi Guarin, Alvarez e JJ. Anche con questi interpreti si poteva fare una temporada migliore, ma con un altro spartito ed un altro direttore d’orchestra.

 Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un pò così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova…

VAA, INTER-Bologna 2-2, Il carrello dei bolliti

Bollito-misto1

AD 2014, 5 Aprile)

50

Il match
In questi giorni gli unici paragoni che mi vengono in mente con la nostra situazione sono di carattere gastronomico; vuoi perché qualsiasi avversario affrontiamo, in questo paese la tradizione culinaria offre ogni genere di ben di Dio, vuoi perché sono uno dotato di fame atavica, un santo mangiatore che si controlla. Ad ogni modo nonostante il rigore e la disciplina che mi impongo per non cedere alle lusinghe della gola, all’inconscio non si comanda. Ed ecco che il Livorno mi può apparire in forma di caciucco ed il Bologna, e potevano essere mille alte pietanze, mi porta alla mente il carrello dei bolliti. E mai come oggi il “lesso” fornisce un quasi scontato paragone con la squadra dai colori del cielo e della notte. Bollita, e se volete da servire con salsa verde o rafano, per i più raffinati, o magari con qualche sottaceto. Ah mi raccomando, quando fate il lesso, si parte con acqua già calda per non disperdere le proteine, a differenza di quando si fa il brodo, dove invece le stesse le vogliamo ritrovare nel liquido.
Bollito, dicevamo, e son riconoscibili tutti i vari pezzi della preparazione, i vari “tagli di carne”: un presidente nuovo, ancora alle prese con il retaggio del predecessore, di cui fa parte la sciagurata scelta di un allenatore non adatto ad una ricostruzione programmata, i contratti a blindare gloriosi e polverosi eroi e deficit, conti in un disordine totale.
Abbiamo poi per l’appunto il coach, un provinciale che fatica a togliersi la tuta da operaio ed indossare l’abito di gala che si addice alla nostra tradizione. Sei mesi e più di lavoro senza produrre un miglioramento nel gioco ed il rischio della svalutazione dei pochi talenti giovani che ci ritroviamo. Un calcio dell’altro secolo, anche ieri macchinoso e prevedibile. Una squadra mai compatta e corta, primo requisito nel gioco moderno per vincere le partite, per due volte in vantaggio si fa riprendere con dei gollonzi; un monumento del recente passato mandato sul dischetto di un rigore (che non c’era) concesso dopo 33 partite a mo’ di contentino. Tanta confusione e poche certezze. Il futuro e’ un’ipotesi, e noi allibiti ci mangiamo i sottaceti coi bolliti (licenza poetica).

Pagelle

Handa 5,5
Tale e’ la tua confusione che non so se sei il salvatore della patria o Giuda Iscariota. Cominci con una ricezione da volley al posto di una parata, continui con un mezzo miracolo che poi puntualmente non serve a niente se la palla, seppure tra una selva di gambe ti si infilza ad un centimetro dal pollice. Sul due a due, ma quando esci a prendere quella palla molle messa in area a mo’ di preghiera? Anche sulla doppia parata finale, imperfetto sulla prima conclusione, rimedi con coraggio sui piedi dell’attaccante avversario.

Juan J. s.v.
Nota dolentissima il tuo infortunio, speriamo bene, uno dei pochi futuribili. Mi sa che almeno la stagione e’ finita.

Samuel 6
Oggi hai fatto il tuo, come quasi sempre.

Rolando 5
Prestazioni in flessione ultimamente; già prima dello svenimento in area che costa il 2-2 in coabitazione con Cambiasso e la bella statuina in porta, si era vista una certa imprecisione e svagatezza primaverile.

D’Ambrosio 5
Tanta buona volontà ed un sacco di errori anche su appoggi banali. Panchinaro.

Nagatomo 4,5
Più che sol levante tramonto incombente. Un capolavoro di dabbenaggine quando ti fai saltare come un birillo sul primo goal. In fase offensiva, non pervenuto.

Cambiasso 5
Primo tempo accettabile dividendoti la responsabilità’ di impostare col profeta ed anche una bella conclusione in porta. Sul due a due fai una porcata e sino a quando non ti cambia per inserire l’altro reduce, poca roba.

Hernanes 6
Decente in fase di impostazione sintanto che la pianti con i giochetti e doppi passi e la dai via veloce. Troppo poco per il leader designato del centrocampo futuro.

Alvarez 6
Sinceramente non capisco ne i fischi allo stadio e neanche gli illuminati pareri sui Social. A me pare che il tuo lo fai, c’e’ qualcosa da limare ma sei uno dei pochi che si salva. Se poi ti schierano in tre ruoli diversi, compreso il terzino per quasi tutto il secondo tempo…telefonare Mazzarri.

Kovacic 6,5
Mamma mia che bellezza, certi movimenti son musica, ceti passaggi classe allo stato puro. Bene, vedi pure di tirare in porta quando ne hai la possibilità.

Palacio 5,5
Partita ancora fiacca, con due grandi cose, un’azione da goal nella prima frazione ed il rigore scippato a pochi minuti dalla fine. Non si può tirare la carretta per tutta la stagione ed essere freschi nel finale. Poi, tra poco ci sono i mondiali…

Icardi 7,5
Fantastico, oggi ai progressi dal punto di vista della manovra e del gioco, si sono visti due colpi di alta scuola. Forse abbiamo un centravanti, classe 93.

Milito 4
Il milito ignoto. Il penalty non lo poteva battere qualcun altro?

Mazzarri 5
Sai che ancora molti interisti nonostante tutto ti sostengono? Sarà improvvisa cecità di parte del popolo nerazzurro? Qualcuno dice che l’allenatore non conti più del 5%. Saranno rimasti agli anni 70. Il negazionismo storico e’ una brutta cosa. basta guardare cosa hanno fatto Conte e Garcia nelle rispettive squadre per capire che oggi il coach conta assai di più e deve essere adatto al contesto. Tu non lo sei. E’ incredibile la pervicacia con cui non ti schiodi dal tuo credo. Anche ieri, quando si trattava di gettare nella mischia tutti i nostri (pochi mezzi), hai continuato a tenere i tre legnosi stopper in campo. I cambi che produci quasi sempre sono peggiorativi. Certo che ci vogliono i giocatori forti per fare la differenza, ma mi piacerebbe vedere un modello di gioco al passo coi tempi e quello, l’impostazione, l’idea, la vedo a prescindere dai giocatori. La gente allo stadio la si porta innanzitutto, soprattutto quando non si può vincere nell’immediato, presentando un gioco bello, tu non lo esprimi, cosa che ad esempio faceva Mancini sin dal primo anno. Non lo esprimevi nemmeno a Napoli dove comunque c’erano un paio di fenomeni in campo a cavare le castagne dal fuoco. Leggo di gente che non vorrebbe un De Boer o un Laudrup senza aver mai visto come giocano le squadre allenate da queste persone, lo spazio che danno ai giocatori giovani ammettendone gli errori e non trovando scuse ridicole.
Qualcuno ha paragonato il tuo piangere ed il tuo essere con quello di Mourinho…Non scherziamo neanche, il portoghese e’ un’ intelligenza superiore prestata al calcio. Ogni intervista un master sulla comunicazione. Non si vincono due coppe con le orecchie con due squadre sfavorite alla partenza se non sei un fenomeno. Tutte cose che tu non farai mai.

VAA, LIVORNO INTER 2-2, Caciucco alla livornese

caciucco%20alla%20livornese

(AD 2014, 31 Marzo)

49

Preparazione

Pulite il pesce e le cozze, conservando le teste che serviranno per il fumetto. Tagliate i pesci più grandi in due o tre pezzi per una cottura uniforme; tagliate il polpo e le seppie a striscioline. Mettete in una pentola il pesce per il brodo e le teste insieme al sedano, alla carota e alla cipolla mondati e tagliuzzati finemente, aggiungete anche il prezzemolo, uno spicchio d’aglio e sale qb. Coprite il tutto con acqua. Una volta raggiunta L’ ebollizione lasciate cuocere a fiamma bassa per 30/40 minuti.Scaldate dell’olio in una pentola grande e fate imbiondire della cipolla tritata. Tritate anche il prezzemolo, l’aglio e il peperoncino e spezzettate i pomodori; quando la cipolla avrà assunto un bel colore dorato unite il trito e mescolate prima di aggiungere le striscioline di seppia e polpo. A questo punto alzate un po’ la fiamma, salate e lasciate ritirare il tutto mescolando spesso; appena il pesce inizia a prendere un po’ di colore bagnatelo col vino e aggiungete i pomodori continuando la cottura per circa mezzora fino a che seppie e polpo diventino teneri e il sugo si sia asciugato. Intanto il brodo di pesce sarà pronto: recuperate i piccoli pezzi di polpa che si saranno staccati dai pesci e tenerli da parte quindi passare tutto il resto dal passaverdure, schiacciando bene teste e lische che renderanno il brodo più denso e saporito. Aggiungete il brodo che avete ottenuto al sugo e dopo aver aggiunto anche i pezzi di polpa che avete messo da parte fate riprendere la cottura. Intanto fate aprire le cozze in una padella sul fuoco vivo, quando pronte mettetele da parte dopo aver filtrato il liquido ottenuto che unirete al sugo. Iniziate ad aggiungere il pesce partendo da quello più consistente (cicale di mare, gamberi e palombo) e proseguendo con scorfani e gallinelle. Poi, unite anche le cozze e fate cuocere per 15 minuti. Servite ben caldo con fette di pane abbrustolite strofinate con l’aglio.

In abbinamento, suggerirei un rosso a base Pinot Nero, magari un buon Borgogna giovane, tanto per unire sacro e profano.

Pagelle

Handa 5,5

Non ci sono particolari colpe, se non l’essere come sei, uno che non comanda la difesa, quando esce e` un incubo e non blocca piu` un Pallone.

Jonny 5

Nel primo tempo non ne azzecchi una sino al cross per il goal di Palacio. Nel secondo solo leggermente meglio.

Juan J. 5,5

Passo inidetro rispetto ad altre prestazioni, data la modestia degli avversari mi aspettavo meglio. Forse proprio un po’ di sottovalutazione degli antagonisti ha fatto scaturire una prestazione non priva di sbavature.

Samuel 4,5

Prendiamo il primo goal su uno schemino semplice semplice nel quale ti perdi l’uomo trai blocchi. Per quanto riguarda il secondo e` ovvio che quell’assassino di Guarin ha le maggiori colpe, ma a 5 dalla fine direi che uno tre volte piu` veloce di te lo stendi, prendi il rosso e portiamo a casa i tre punti.

Rolando 5,5

Non sicuro come al solito, diversi errori banali in appoggio, ed alcuni posizionamenti discutibili.

D’Ambrosio 6

Partita interessante, sia in fase di spinta che difensiva, un buon giocatore che in una rosa competitiva ci potrebbe stare, senza pretendere di piu` da un terzino.

Kuz 6

Buona interpretazione in chiave tattica davanti alla difesa, certo non sei Javi Alonso quindi aspettarsi dei cambi di gioco mi pare pleonastico.

Guarin 2

Inqualificabile, inspiegabile, il voto non sarebbe nemmeno da attribuire, da plotone di esecuzione.

Hernanes 6

Un sacco di passaggi facili sbagliati e la solita ostinazione nell’uno conto uno, in una posizione di campo da secondo play in mediana dove la precisione e` tutto. Comunque un bel goal e corsa per la squadra. Un giocatore da Lazio talvolta e` meglio dei vari giocatori non da Inter schierati.

Alvarez 6

Continuo a sentire un sacco di detrattori ma dico che nonostante i difetti e gli errori, anche ieri sei stato uno dei migliori sinche` hai retto fisicamente. Se poi quelli che subentrano fanno la frittata, colpa loro.

Palacio 6

La sufficienza e` per il gran goal. Per il resto in questa nuova posizione mi pare tu prenda palla troppo spesso di spalle e lontano dalla porta.

Icardi 6

Un’altra giornata a fare a botte con gli avversari ed un sacco di sponde utili, unica cosa quel goal che non sei riuscito a fare, pero` ho fiducia.

Zanetti 5

Comparsata, nel momento in cui mettere dentro qualcuno con gamba poteva avere un senso. Viale del tramonto.

Botta s.v.

Mazzarri (il pomata) 4

E veniamo a noi, Mastro Ciliegia, un minimo di commento sul match lo metto qui. Decidi di confermare la squadra del secondo tempo con l’Udinese e parti con un “audace” 3-4-2-1 sul campo del temibilissimo Livorno. Ormai pensare di vederci schierati in modo ortodosso con in campo le qualita` (poche) che abbiamo e` una chimera. Comunque nel solito primo tempo da ruminanti del pallone, dove l’occhio e` offeso da due brutti schieramenti speculari a 5, ad un certo punto sembra che abbiamo la meglio. Chiudiamo la frazione due a zero. Nel secondo il team sembra preso da Narcosi e quando inspiegabilmente ed improbabilmente prendiamo il primo goal su addormentamento collettivo tu che fai? Invece di suonare la carica e dare segnali in questo senso, di andare immediatamente a far goal, ti metti le mutande di ferro e decidi di fare densita`e difendere il risultato, permettendo a Di Carlo, un grande stratega, di alzare la squadra, inserire attaccanti a gogo’ e pressare alto. Oltre alla bruttezza infinita, una gestione della partita da provinciale, pavido, rubicondo e senza idee. Basta, mi resta molto difficile analizzare una partita sulla base del nulla che rappresenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: