Atletico Madrid – Real Madrid, Flamengo in salsa europea

la-Champions-2014

Lo scorso anno, da nerazzurro orfano della Champions league ma comunque grande appassionato e su richiesta del mio amico Ottavio ho scritto degli articoli su questa competizione.

Da quella collaborazione nata quasi per gioco e per giunta su un sito bianconero (!) e` poi derivata l’idea di aprire un mio spazio su web ed e` nato il blog dell’arancia acuminata.

Forse, in modo un po’ affrettato nel pezzo conclusivo della scorsa stagione, intitolato “Sturm und drang”, chiarissimo riferimento al romanticismo (e preso a prestito per il calcio) tedesco, commentando la finale tutta teutonica sentenziavo l’affermazione di un nuovo modello di gioco ed il tramonto del predominio iberico.

Risultato, quest’anno abbiamo assistito ad una finale tutta spagnola, anzi una stracittadina madrilena!

Non rinnego quanto scritto,urge pero`correggere il tiro, ecco quindi la necessita` per me, di scrivere questo nuovo articolo.

Comincerei col dire, che piu`che di tramonto del calcio spagnolo avrei dovuto parlare del declino di un certo modello di gioco; quello catalano del Barcellona guardiolesco, fatto di possesso palla al limite della stucchevolezza (tiki taka), alle volte fine a se stesso ed illuminato da giocate di campioni impossibili ed irripetibili, molti dei quali si stanno avviando al finale di carriera. Se volete, piu` che una evoluzione del calcio olandese quello di Guardiola lo possiamo vedere come la sublimazione del modello dei portoghesi, famosi per essere i campioni del mondo del possesso palla e di un calcio giocato senza porte…oltre che per la miriade di ricette a base di baccala’ e per la musica piu’ triste e malinconica al mondo,il Fado.

Badate bene, non vado pazzo per Guardiola ma non è tutto negativo o tutto da buttare (cit.), anzi la Catalogna ci ha dato molto in questi anni, calcisticamente parlando.

Pero`, si dovrebbe anche guardare ai guasti prodotti nel gioco bavarese dal pervicace tentativo di “iberizzare” la panzer divisionen di quel Bayern che comunque ai nastri di partenza,a mio giudizio, con la Casa Blanca era favorito d’obbligo,

D’altra parte, non vi e` stata neanche quella che pensavo potesse essere la conferma del modello teutonico. Lo dico Considerando anche la stagione del Dortmund e per la verita` il livello medio del campionato Tedesco. Tolte queste due punte di eccellenza, Bayern e Borussia, non appare poi cosi`superiore, ad esempio al vituperato, comunque a ragione, campionato italico.

Insomma declino iberico no ma neanche affermazione tedesca.

Con queste premesse, sorge spontanea una domanda rispetto a queste ultime edizioni di CL, ovvero a cosa stiamo assistendo e quale modello di calcio si e` andato affermando? La risposta va ricercata “transnazionalmente”, in quanto non pare essere un modello che riporta ad alcuna o unica scuola nazionale ma che prende spunto ed assembla insieme aspetti di scuola latina e di scuola nord europea.

A suffragio di questa tesi e` interessante capire quali eventuali similitudini, che forse sono piu` delle differenze accomunino le quattro finaliste di queste due edizioni. Eccole, elencate in modo capriccioso e senza un ordine preciso e soluzione di continuita’, come mi sovvengono:

Intensita` e ritmi alti, aggressione dell’avversario,pressing, chiusura delle linee di passaggio, organizzazione di gioco.

Capacita` di Difendere (Mourinho ha fatto scuola con il famoso autobus piazzato davanti alla porta) E poi, attitudine a verticalizzare e ribaltare violentemente il fronte della partita, recupero veloce della palla.

Squadre corte e compatte, Atletismo unito a tecnica di alto livello.

Duttilita` assoluta e sacrificio di tutti gli interpreti, a partire dai fuoriclasse ovvero calcio totale, la lezione degli olandesi degli anni 70.

Difesa a 4, spesso una sola prima punta, attorniata da ali d’attacco e centrocampisti incursori. Moduli simili fatta salva qualche relativa variazione sul tema.

Gestione del cronometro e dei momenti della partita, un attimo ti ritrai il momento successivo pressi ferocemente.

Le tedesche pur avendo lo scorso anno allenatori indigeni, applicavano modelli evoluti e non certo il tipico calcio di stampo germanico che sino a non tanti anni fa’ prevedeva ancora difesa a uomo e libero staccato dietro.

Le due iberiche in questa stagione non somigliavano affatto al classico modello spagnolo fatto di tecnica, possesso, ritmi non troppo alti. Ed e’ evidente il contributo italiano di Simeone ed Ancelotti, ma anche quello che hanno portato nel recente passato Guardiola,Mourinho,Ferguson.

Certo, il Real ha piu` qualita’ ma nonostante questo applica gli stessi concetti di base del Cholo, o di Klopp… Difendere bene per attaccare meglio (cit. Diego Pablo Simeone).

Io direi difesa attiva, attacco e posizione, per usare un paragone di stampo biliardistico.

Per esempio, una squadra organizzata come l’atletico e` molto piu` di un qualcosa di biecamente tattico o votato solo a difendere ed a picchiare. Sono capaci di folate, di chiudere l’avversario per il tempo necessario nei suoi venti metri e ribaltare partite, per poi nuovamente ritrarsi e chiamarti fuori, colpendoti alla prima occasione. Per non parlare dei corner e delle punizioni, di come vengono preparati in modo maniacale e concretizzati in un calcio che sempre piu’ si risolve sulle palle ferme.

In conclusione, almeno da un punto di vista calcistico abbiamo fatto l’Europa. Ha vinto la comtaminazione, si gioca dovunque un calcio intenso, atletico, organizzato e nelle migliori espressioni condito da tecnica strabiliante. E l’Italia e’  indietro, noi che abbiamo cosi’ tanto contribuito con allenatori ed idee a formare questo modo di giocare, oggi pratichiamo in casa nostra un calcio lento, difensivo, infarcito di difensori e di mediani, involuto. Forse, non sara` tanto presto che potremo avere di nuovo grandi campioni da noi ma sul piano delle idee, della mentalita` si puo` e si deve lavorare sin da subito per preparare il terreno, non fosse altro in nome dello spettacolo.

Altri due numeri

Finalmente e` terminata questa stagione, come ho fatto molto indegnamente alla fine del girone di andata (negli editoriali cercate il post a titolo “Due numeri” per rinfrescarvi la memoria), qualche tabella a consuntivo che mi sono permesso di collezionare per provare a leggere un po’ meglio quello che e` capitato quest’anno.

Chiudiamo con 60 punti, 1 in piu’ della nefasta inter di Stramaccioni, senza coppe e decisamente meno infortuni, comunque ci vale un quinto posto con accesso alla Europa league. Questo e` dovuto allo scadimento di alcuni competitori come Milan e lazio, in generale ad un livellamento verso il basso del campionato (quota salvezza a 32 punti, ben lontana dai famosi 40 di qualche anno addietro), alla differenza di valori che intercorre tra la prima con la seconda, la seconda con la terza e questa con il resto del gruppo.

Grafico 1, mostra la media dei punti realizzati, dei goal subiti e segnati in tutto il campionato (cliccare sui grafici per ingrandire)

grafico1

Come si vede siamo a poco piu` di un punto e mezzo a partita e la differenza trai pochi goal segnati e quelli subiti gia` di per se spiega la tendenza al pareggio di cui parleremo dopo.

 Grafico 2

Questo mostra l’esito delle partite ed in soldoni quello che si evince e che di certo non e` avvenuto nessun miglioramento nel ritorno, anzi abbiamo perso una partita in piu` e fatto meno punti.

Abbiamo infatti chiuso il girone di andata con 32 punti ed una proiezione finale di 63,5 che e` stata disattesa, in controtendenza con il fatto che abbiamo avuto a disposizione per esempio Icardi che ha alzato il livello dell’attacco, ed Hernanes ad alzare la qualita` del centrocampo. Solo 28 punti nel ritorno.

grafico2

Grafico 3

Andiamo oltre e cerchiamo di capire meglio spacchettando un po’ questi dati. Puo` sembrare a prima vista complicato ma in realta` mette a confronto andata e ritorno rendimento in gara interna o esterna, media punti, quella dei goal fatti e quella dei goal subiti.

In estrema sintesi la media punti in esterna nei due gironi e` identica, seppure segnavamo di piu` all’andata (ma andrebbe scartato lo 0-7 di Sassuolo e ci avvicineremmo molto). Anche i goal subiti sono paragonabili.

Il rendimento interno e` relativamente peggiore nel ritorno , segnamo meno ma subiamo meno. Comunque i segnali della difficolta` in casa c’erano gia` nel girone d’andata, a cominciare dalla partita con la Roma. Probabilmente ci daremo delle spiegazioni guardando l’andamento delle singole partite.

grafico3

Prima di andare a guardarlo un altro paio di considerazioni generali: in realta` la media punti di 1,4 fuori casa non e` malissimo, e` invece bassa quella in casa. Se per ipotesi avessimo mantenuto la media inglese (pareggio fuori =1 punto, vittoria in casa 3 punti) avremmo ottenuto 76 punti, particolamente vicini alla terza posizione del Napoli, che ha chiuso a 78.

Con una media di 1,4 punti fuori casa, per raggiungere 76 punti e lottare per la champions ci sarebbero “bastati” 2,6 punti medi a partita interna, cosa che in un campionato di cosi` basso profilo la vera Inter a S.Siro avrebbe tranquillamente fatto. Quindi “pareggite” si, ancora di piu` rendimento interno veramente scadente.

Grafici 4,5

Mettiamo a confronto l’andamento in termini di punti, goal fatti e subiti all’andata ed al ritorno:

grafico4

All’andata 8 pareggi, 2 sconfitte (Roma e Napoli ci puo` stare), solo 6 partite con il clean sheet, senza subire goal.

grafico5

Ritorno: inizio un film horror (1 punto in tre partite), 7 pareggi, 5 sconfitte, ma 8 partite senza subire goal.

Considerazioni finali:

Squadra non migliorata nel girone di ritorno nonostante gli innesti, tendenza al pareggio conclamata che ha molto a che fare con la gestione delle partite e la mentalita`, particolarmente in casa dove dovremmo essere un fortino inespugnabile o una sentenza.

Difensivamente siamo la terza squadra del campionato al pari del Napoli, che pero` segna di piu` e distribuisce meglio le segnature.

Non siamo stati in grado di inanellare una serie di vittorie superiore alle due consecutive e quando si doveva spiccare il volo, in particolare con turni facili o partite consecutive in casa si e` fallito sistematicamente.

Il numero di partite perse e` alto, particolamente nel ritorno ma in un campionato da tre punti forse era meglio perderne qualcuna in piu`, vincerne qualcuna in piu` e pareggiarne qualcuna in meno, almeno in casa (reitero), dove e` evidente la fatica di imporsi inanzitutto dal punto di vista dell’approccio, della mentalita` e del gioco, poi nella capacita` di tenere risultati positivi o ribaltare partite messe male (questi due aspetti differenziano la squadra normale da una squadra forte).

Per far questo bisogna cercare di sfruttare al massimo il potenziale (poco o tanto che sia) offensivo e rischiare. Avere coraggio, evitando di imbottire di mediani, terzini e stopper la squadra, dando spazio alla qualita`.

Infine, le scelte che si fanno hanno un’influenza sulla squadra, non fosse altro per i segnali che si mandano, se non vogliamo discuterle solo dal punto di vista tecnico e del modulo. Tutto conta caro Mazzarri, il reiterarsi di certe situazioni come un film gia` visto, come si vede nei grafici, la mancanza di miglioramenti non e` ne casualita` ne sfortuna ne congiunzione astrale negativa.

 

 

VAA, Chievo-INTER 2-1, Malanni di stagione

Flu2

 

(AD 2014, 18 Maggio)

60

Il match
Capita che una partita inutile come questa che avevo deciso di non vedere, causa un micidiale raffreddore che mi costringe a casa, mi venga ammannita come unica alternativa plausibile della serata. Colpa del tempo che non si decide a volgere al bello e presenta escursioni termiche micidiali. Un giorno la tanto desiderata maglia a maniche corte ed il tepore della tarda primavera, un altro temperature più consone agli orsi polari che agli uomini.
Così eccomi qua infagottato come se fosse Dicembre ed un po’ groggy, un pugile mezzo suonato dal raffreddore che osserva una squadra messa in campo come un’accozzaglia improbabile, cercando svogliatamente di tributare il finale omaggio agli argentini del triplete. D’accordo era doveroso metterli in campo ed il risultato stagionale, bella roba, la EL era raggiunto ma siamo pur sempre l’Inter e rimediare due cartoni a Verona con una squadra di quartiere non e’ accettabile. Cambiasso che ha fatto tutta la stagione il centromediano, schierato vertice arretrato del tridente difensivo, forse aveva un senso per far fare a Zanetti il mediano invece del terzino che da anni non può far più. Centrocampo a questo punto improbabile con Taider centrale e Kovacic e Alvarez mezze ali (in barba a qualsiasi meccanismo di copertura decente), Botta di cui dobbiamo ancora capire il ruolo vicino al monumento ed in quanto tale statico, Milito. Risultato squadra slegata e senza senso che rischia il tracollo in particolare grazie all’imprendibile carneade Lazarevic, due legni per i Mussi che gridano vendetta.
E tutto d’un tratto (cit.) il nostro goal, su un calcio d’angolo battuto male la palla finisce sui piedi di Andreolli che la imbuca alla grande. Fine primo tempo, avanti col secondo, dove si va avanti stancamente e sembriamo tutti pronti a stendere la tovaglia a quadri per il picnic, non fosse che Il Chievo a differenza nostra ha un allenatore vero, basta una mossa inserendo un altro carneade (in realtà’ vecchia conoscenza) per sfaldare il castello di sabbia del nostro rubicondo pseudo trainer (complice il citofono Carrizo). La notizia della serata e’ che persino il Chievo e’ in grado di mettersi a 4 e noi no. Mettiamoci anche che questo signore senza coppe ha fatto un punto più di Stramaccioni e che il quinto posto e’ dovuto più allo scadimento complessivo del torneo che a meriti nostri ed il gioco e’ fatto. Urge cambiare ed in questo senso ci sta anche la scelta di non rinnovare con Cambiasso, l’unico su cui si poteva discutere. Certo se non fai il contratto al Cuchu e ti presenti con l’inutile Obi Mikel e tieni quel giovialone di Mazzarri in panca la vedo durissima.

Pagelle

Carrizo: 3
Un portiere…d’albergo

Ranocchia 5
Vecchi limiti di velocità, Obinna sul primo goal va via troppo facilmente.

Campagnaro 5,5
Solita imprecisione in appoggio ed al minimo doloretto via. Certo, ci sono i mondiali.

Andreolli 6
Un punto in più per il goal. Non so se vale la pena di tenerti in rosa se non per il numero obbligatorio dei cresciuti nel vivaio imposto dalla Uefa.

Zanetti 6
Un abbraccio, ora scrivania. Speriamo bene perché ne abbian visti di insuccessi in questo passaggio da campo ad uffici.

D’ambrosio 6
Partita robusta, di uno che nella rosa può starci ma non certo come titolare.

Taider 5,5
Macchinoso, un po’ impreciso ed involuto rispetto al’inizio quando facevi sperar bene. Avanti con Mazzarri.

Cambiasso 5,5
Lacrime e commozione, si poteva farti fare l’ultima nel tuo ruolo per farti giocar meglio. Avanti con Mazzarri (2).

Alvarez 5,5
L’impegno c’e’, la confusione pure ed altrettanto il ruolo non tuo. Avanti con Mazzarri (3).

Kovacic 6
La luce si accende e si spegne ad intermittenza, comunque un abisso tra te e gli altri.

Milito S.V.
Grazie di tutto.

Guarin S.V.

Mazzarri 4
Una ennesima magra figura. Un campionato grottesco, giocatori di talento a lungo ai margini del progetto, altri da un certo punto in poi spariti. Incapace di miscelare concretezza e risultati con la crescita di squadra. Vetusto modello di gioco di periferia. Ineffabile faccia da schiaffi che snocciola dichiarazioni surreali. Altro? meglio finirla qui, al prossimo anno purtroppo.

VAA, INTER-Lazio 4-1, passato presente e futuro

zanetti

 

AD 2014, 09 Maggio)

60

Una serata particolare, nella quale abbiamo salutato colui che più di tutti ha rappresentato l’Inter di Massimo Moratti. Presente sin dall’inizio, per 19 anni, capitano di lungo corso, nessuno più di lui ha incarnato la mentalità e filosofia del presidente petroliere nel bene e nel male; nelle grandi vittorie ed incredibili insuccessi, sino talvolta allo psicodramma collettivo.
Non amo le celebrazioni e tantomeno quelle per gli addii, Javier poi non e’ mai stato nelle mie corde come tipo di giocatore, seppure atleta e professionista esemplare; impegno e dedizione alla causa non sono mai mancate, questo gli va riconosciuto. Questione di gusti, solo quello, il che non mi esime dal ringraziamento finale.
Grazie, Capitano Zanetti.
Sipario.

Il match
La partita che dovrebbe essere la celebrazione del Tractor e con lui del gruppo degli argentini, una passerella, rischia di diventare un incubo, come nella migliore tradizione Morattiana e guarda caso con un avversario che ci ricorda foschi accadimenti. Dario Argento, che cura evidentemente la regia, provvede a farci prendere dopo poco dall’inizio un grosso crepacuore, causa amnesia e suicidio collettivo dell’inter. Ancora non ho capito come si può prendere un goal in quel modo. Tale e’ pero’ l’inerzia, la spinta complessiva di tutte le forze, in campo e non, che pareggiamo quasi subito grazie ad una magia del gioiello croato tanto a lungo tenuto a far muffa in panchina dal nostro “abile” stratega. E non basta perché il giovanotto dopo aver servito a Palacio un bon bon, replica con una giocata, un assist fantastico per Maurito Icardi, mortifero sotto porta. Per tutto il primo tempo andiamo via facile con la Lazio che non riesce a trovare le contromisure, soprattutto a Mateo Kovacic, grazie a lui anche Nagatomo sembra finalmente più incisivo. Il terzo goal e’ cosa fatta. Secondo tempo, iniziano i festeggiamenti e la passerella, prima di Zanetti e poi di Milito. Distratti, quasi non ci rendiamo conto che la Lazio ha aggiustato la squadra ed e’ in partita. Se il migliore del secondo tempo e’ il nostro portiere, non c’e’ bisogno di spiegazioni ulteriori se non pensare che oggi gli Dei del calcio ci dovevano qualcosa. Alla fine, come nelle più classiche favole pallonare, arriva un gran bel goal dell’ex.
Nell’ultima di Zanetti e compagni, emergono quelli che dovrebbero condurci nell’immediato ed in futuro, ideale passaggio di consegne.
E, siamo, a quanto pare, qualificati per la Europa league.

Pagelle

Handa: 7
Una serie di pregevoli interventi che ci mettono al riparo dal ritorno dei malaugurati laziali. Bravo.

Ranocchia 6
Per quasi tutta la partita hai a che fare con un brutto cliente, un campioncino in erba che ha un altro passo. Te la cavi bene.

Rolando 6
Sicuro, pulito e mai in affanno.

Samuel 6,5
Prova sostanziosa come ti si conviene.

Jonny 5,5
Anche oggi sono più le volte che ti infrangi contro gli avversari che quelle in cui combini qualcosa di buono. Discreto in aiuto alla difesa.

Nagatomo 6
Ottimo primo tempo in fase offensiva condito da assist per il terzo goal. Troppi patimenti dietro quando ti puntano.

Zanetti 10 (alla carriera)

Kuz 5,5
Compitino, non e’ che ci si aspetti niente di più.

Hernanes 6,5
Soliti grossi sacrifici in copertura in questo modulo inappropriato, limitano le tue giocate di qualità. Un gran goal.

Kovacic 8
Impressionante primo tempo nel quale meni le danze, fai il bello ed il cattivo tempo e servi due assist meravigliosi. A tratti da stropicciarsi gli occhi.

Milito 8 (alla carriera)

Palacio 7
Due goal e grande impegno.

Icardi 6
Un pallone giocabile ed un gran goal.

Taider s.v

Mazzarri 4
Ti arrivano dei fischi e fai l’offeso come un prima donna a teatro. Magari fatti qualche domanda sullo spettacolo offerto a S.Siro quest’anno. Ridicola la gestione dei cambi: Zanetti magari si poteva schierare da mediano davanti alla difesa, Palacio alla prossima e’ squalificato e per caratteristiche e meglio cambiare Icardi con Milito. Nel secondo tempo mentre tu tenevi il broncio, senza Handanovic la partita non la avremmo portata a casa. Ci tocca un altro anno con te per non averti a bilancio insieme a Stramaccioni (fanno più di 10 milioni di Euro) ed un eventuale terzo da scegliere. Spero non si faccia la minchiata di allungarti il contratto, sarebbe una cosa Morattiana ed a questo punto l’Inter non lo e’ più e non se lo può permettere.

VAA, Milan-INTER 1-0, Titoli di coda

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(AD 2014, 04 Maggio)

 57

Come nei peggiori B-movie stanno scorrendo i titoli di coda di una pellicola veramente di bassa lega ed e` possibile leggere i nomi dei principali attori protagonisti su questo rullo della mediocrita`:

Un presidente onorario che ha lasciato macerie che neanche il terremoto de l’Aquila, da cui sara` difficile rialzarsi.

Una nuova proprieta` che forse solo oggi si sta rendendo conto della devastazione da bonificare.

Un allenatore non da Inter, che all’Inter poteva arrivare solo in un momento dei piu` bassi della nostra storia.

Giocatori in molti casi impresentabili a certi livelli.

E potremmo continuare…

 Il match

Due rose improbabili che non dovrebbero giocare una partita con tanta tradizione. E` il derby delle pezze sul sedere, a mia memoria diffcile trovarne un piu` povero. Noi reiteriamo il solito schieramento imbottito di stopper e terzini, rinunciando a giocare e puntando apertarmente ad un pareggio che ci consentirebbe di blindarci nei confronti del Milan, per il discorso EL. Ci affidiamo a ripartenze che in pratica non avvengono mai e consentiamo al Milan di venirci a prendere alti, mangiandoci gradualmente il campo. Se non altro loro lo fanno, noi no per paura di garantirgli qualsiasi tipo di profondita`. Non un tiro in porta in 90 minuti, centrocampisti di qualita` affacendati nella corsa di copertura e manovra che se non di contropiede dipende dai due fenomeni di laterali che ci ritroviamo. Tristezza infinita. Alla fine prendiamo goal nel fondamentale, cross da piazzato, piu` debole della squadra avversaria, da uno dei piu` piccoli della compagnia lasciato completamente libero dal numero due del partito conservatore asadista. Reazione allo svantaggio prossima allo zero, variazioni per sorprendere l’avversario inesistenti, cambi impalpabili. Cartago delenda est.

Pagelle

Handa: 6

Incolpevole e nei pochi interventi abbastanza sicuro. Graziato sul tiro di Kaka`, ma anche qui bravura del brasiliano piu` che demeriti tuoi.

 Ranocchia 6

Posizione da laterale del tridente difensivo che mal ti si adatta, comunque una discreta partita senza strafalcioni.

 Rolando 6

Carta carbone con ranocchia, tieni botta bene dal tuo lato di campo.

 Samuel 4,5

Troppe legnate inutili distribuite in giro, troppo nervoso, graziato dall’arbitro, Molta imprecisione negli appoggi.

 Jonny 4,5

Inutilissimo essere che girovaga per la fascia e si infrange sui difensori avversari ad ogni misero tentativo di dribbling.

 Nagatomo 4,5

Punti l’uomo e…non succede nulla. Dietro ti scordi la tua zona lasciando scoperte praterie per stringere sull’avversario che taglia, come marcassimo ad uomo, il che non e`.

 Cambiasso 4

Neutralizzato da una “geniale” marcatura approntata da Seedorf in fase di costruzione, ti fai scappare l’uomo in occasione del goal.

 Hernanes 5

Spompamento di corsa e poca qualita` che invece sarebbe la ragione di un acquisto per me, abbastanza inutile.

 Kovacic 5

L’applicazione mazzarriana alla corsa ed al sacrificio c’e`, a scapito del cambio di passo e delle giocate di qualita`. E per sfinimento poi procuri quella punizione letale.

 Alvarez s.v.

Il nulla sotto vuoto pneumatico.

 Palacio 6

L’unico che si danna l’anima a correre a destra e a manca, in questo modulo di gioco cervellotico che toglie il migliore stoccatore da ragionevolmente vicino alla porta.

 Icardi 5

Palloni buoni non se ne vedono e quel poco che arriva e` gestito male, sia in fase di tenuta di palla che di tentativi di conclusione.

 Milito s.v.

Una palla che capita sulla tua capoccia la prendi pure con lo spigolo sbagliato. Addio.

 Guarin s.v

Copia carbone di alvarez piu` infradito ai piedi…

 Mazzarri 3

Non si prepara ne si gestisce un derby cosi`.

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