VAA, INTER-Cagliari 1-4, prigionieri di un’unica idea

dito

(Temporada 2014/15, 28 Set.)

8

Il match

L’interista fondamentalista, quello di “L’inter si ama e basta”, dira’ di noi, quelli piu’ critici, anche dopo una roba indegna come quella di oggi che siamo dei disfattisti e che ce la pigliamo sempre con Mazzarri; che senza il solito arbitro che ci mette del suo le cose sarebbero andate diversamente, etc. Io mi limito ad osservare L’approccio inappropriato e compassato alla partita, la mentalita’ a perdere, i segnali emotivamente negativi e di preoccupazione trasmessi alla squadra ed infine l’incapacita’ di adattarsi, cambiando, ad una situazione negativa. L’impossibilita’ di rimediare al fatto che il nostro usuale, unico meccanismo, sia saltato, a prescindere dalle ragioni per cui questo accada, arbitro compreso. L’interista fondamentalista ci dira’ anche della rosa composta non esattamente di fenomeni (ma neanche cosi’ scarsa nel nostro campionato) e costruita per giocare in un modo e non in un altro. Ma, anche se fosse vero, la rosa sarebbe stata costruita per soddisfare questo tecnico, non altri. La partita, brutta e mal giocata (ma al bello abbiamo rinunciato da tempo) era comunque sul pari prima che il Giappo facesse la frittata, in pochi minuti ci siamo trovati irreparablmente sotto ed incapaci di trovar il bandolo della matassa. Una squadra poco pronta e poco allenata a reagire alle difficolta’, alle situazioni di campo ed agli imprevisti. Si son visti tutti i limiti anche e semplicemente geometrici di un sistema di gioco, quando dall’altra parte vengono schierati laterali d’attacco di qualita’ (senza essere Cr7 o Robben).

Il rischio poi, quello grosso, quando finalmente la zavorra in panchina verra’ rimossa, il difficile, sara’ ricostruire sulle macerie di un modello di gioco, di un’idea fondamentalista (quella si) ed unica, della quale siamo oggi prigionieri senza speranza.

Pagelle

Handa: 5,5

Non ci sono particolari colpe, ma quando si pigliano 4 goal ed un paio a difesa schierata su palla ferma, qualcosa ci avrai messo anche tu.

Andreolli 4,5

Nel naufragio totale il meno grottesco dei tre iniziali dietro ma sempre pessimo.

Juan  3,5

Aiuti zero Dodo’ ed Ibarbo diventa un gigante incontenibile.

Vidic 3

Imperfetto sul primo goal dove forzi il raddoppio rischiando un fuorigioco inappropriato, il resto tutta una comica. Ridicolo puntualmente su Marco Sau che ringrazia e spera di rivederti presto.

Dodo` 4

Sappiamo che il tuo tallone d’achille e la fase difensiva ed oggi si e’ visto tutto, senza attenuanti.

Nagatomo 2

Improponibile, bambacione con gli occhi a mandorla.

Medel 4,5

Non c’hai capito molto ma d’altra parte quelli ad un certo punto sbucavano da tutte le parti. Oggi forse serviva altro, oltre alla corsa ed alla grinta.

Guarin 6

Sufficienza per l’impegno, quando ormai i buoi sono scappati dalla stalla.

D’ambrosio 5,5

Impegno, e poc’altro.

Hernanes 4,5

Non ti capisco, la scarsa forma fisica e vabbe’ ma non pungi in avanti, non dai regia, non contrasti, la sagra del non.

Kovacic 4,5

Eri in campo anche tu? Vabbe’ non si puo’ pretendere sempre che il ragazzetto di 20 anni ci cavi le castagne dal fuoco.

Icardi sv

Osvaldo 5,5

Voto per il goal, e perche’ cerchi di menare a qualcuno degli avversari. Per il resto, piantato per terra con i chiodi.

Palacio 6

Hai sputato sangue pur non essendo in forma in mezzo ad una totale valle di lacrime.

Mazzarri 3

Individuo assolutamente  fuori contesto e senza mezza idea di calcio oltre le 4 cose solite. Leader emotivo in negativo di una squadra che nonostante tutto merita di meglio. Poi vorrei capire come non riusciamo mai a infilare  due vittorie di seguito, me lo spieghi?

VAA, INTER-Atalanta 2-0, Dea sbendata

osvaldo

(Temporada 2014/15, 24 Set.)

8

Il match

La rogna che porta questa squadra alla beneamata e` proverbiale e come al solito attendiamo che alla prossima di campionato consegnino 3 punti facili ai gobbi; nulla di nuovo insomma. Ed invece stavolta ce la si fa`. Omaggiati in principio da Colantuono che lascia fuori Denis che ci segna sempre ed il papu Gomez che rompera` le scatole per un buon pezzo del secondo tempo, giochiamo una prima frazione senza infamia e senza lode che nonostante tutto, prima del vantaggio, presenta 4 nitide palle goal fallite (palo e rigore inclusi). Quelli picchiano come fabbri  ma alla fine il numero di punizioni prese paghera` con il primo goal.  I tanto decantati nostri laterali, sempre francobollati ed in inferiorita` numerica rispetto all’ostico 4-4-2 avversario, non pungono. Piuttosto la manovra si snoda verticalmente, centralmente, appoggiandosi ai movimenti delle punte e grazie alle imbucate del maghetto croato ed i break di Guarin (a dimostrazione che la qualita`, la cifra tecnica di una squadra la fanno gli attaccanti e la spina dorsale). Quando sembra destino di non riuscire a portarla a casa, l’ultimo segnale negativo quando ci tolgono Icardi dal campo con la classica “vecchietta”, il subentrante Osvaldo s’inventa un movimento ed un goal in acrobazia da delantero di razza. Tutto finito? Neanche per idea, ripresa con un altro legno per noi e partita aperta sino alla fine con i maledetti che non sono mai particolarmente pericolosi ma ci tengono comunque in ambasce sino al goal su piazzato di Hernanes,  stante il nostro calo e l’incapacita` di chiudere la partita. Vittoria meritata comunque, per una volta la Dea si e` sbendata ed ha sorriso anche a noi.

Pagelle

Handa: 5,5

Non grandi parate, una buona su tiro da fuori del papu, molti brividi sulle uscite alte, di cui un paio a vuoto e fuori tempo.

Ranocchia 6

Buona partita e supporto dal lato di Jonny dove non sempre Guarin aiuta.

Juan  6

Ai difensori una volta a fine allenamento veniva “comminata” una sessione addizionale di tecnica individuale…Ho visto migliorare persino Tassotti nei fondamentali…

Vidic 6

Talmente voluminoso da ostruire lo spazio fisico, la palla talvolta davvero ti sbatte per l’ingombro. Anche un palo in attacco ma su quello sei bravo, si sa.

Dodo`5,5

“Nagatomizzzato”. Ti abbiamo preso perche` mancino naturale e tu rientri per crossare col destro? Discreta partita in contenimento, poco incisivo in fase di attacco e sempre raddoppiato.

Jonny 5

Patisci le “offensive” dei due laterali orobici, anche` perche` sei poco aiutato dal Guaro. in avanti poca roba, leggasi il commento su Dodo`.

Medel 6,5

Qualcosa pure lo sbagli per la foga, ma la quantita` di contrasti e palle recuperate non ha pari. Ago della bilancia.

Guarin 6

Buon primo tempo, “garra” ed accelerazioni in fase offensiva, conferisci verticalita` con i tuoi break.

M’vila 6

Entri per blindare il risultato, ostruire, tenere e giocare palla, lo fai bene.

Hernanes 6

4,5 il voto reale, inesistente dall’ingresso in campo alla punizione magistrale che chiude la partita e mi restituisce due anni di vita, ponendo fine alla smaltita (rima.)

Kovacic 7

Partita giudiziosa e tattica. Perfetto in fase di ripiegamento, geniale in un paio di imbucate, imprendibile quando acceleri.

Icardi 6

Di stima, perche` prima della botta i movimenti erano quelli esatti per la squadra.

Osvaldo 6,5

Centravanti vero e si vede dal goal, da come tieni la palla e battagli con gli avversari. Non sei in forma ma supplisci con malizia e qualita`.

Palacio 5,5

I goal ed il rigore sbagliati costano la sufficienza, in progresso comunque e quando giochi tu la squadra va meglio, grazie a movimenti sempe appropriati ed intelligenti.

Mazzarri 6

Questa squadra e` quello che e`, probabilmente abbiamo visto tutto e possiamo preventivare da ora come andra` nel bene (speriamo) e nel male. Oggi, all’interno dell’usuale copione e relativizzando, non ci sono grandi appunti, corretti persino i due cambi (oltre al primo obbligato).

VAA, Palermo-INTER 1-1, Il ritorno del mangiabottigliette

botts

(Temporada 2014/15, 21 Set.)

5

Il match

Zamparini, in un’intervista dei giorni precedenti a questa partita ha dichiarato che la cosa piu’ temibile ed apprezzabile dell’Inter fosse rappesentata da Mazzarri. Veramente bravo ha detto. E  dico io, se lo trovi cosi’ bravo perche’ non lo prendi e te lo porti armi e bagagli, esoso ingaggio incluso, nella bella  ed assolata Palermo?

Amene digressioni a parte, si conferma la difficolta’ di infilarne piu` di due buone di seguito, soprattutto in presenza di turni infrasettimanali (e mercoledi` si rigioca).

Pronti via ennesima frescaccia di quel professore che abbiamo importato dall’Inghilterra. Loro corrono, noi no. L’ azione, che dovrebbe iniziare dai piedacci dei tre difensori viene assassinata sul nascere dal pressing palermitano. Gli attaccanti latitano o non sono mai serviti a dovere, la manovra non diventa mai qualcosa di piu’ che scolastica e prevedibile. Alla fine il punto preso fotografa l’andamento di una partitaccia che si e` anche rischiato  di perdere e ci riporta al solito vecchio ritornello di partenza: dopo due anni il mangiabottigliette non ha fornito il gruppo di coordinate “altre” rispetto al suo solito sonnolento canovaccio.

Pagelle

Handa: 5,5

Quello che transita dalle tue parti piu’ o meno lo prendi. Sul goal, chi poteva immaginarsi che l’animale imbalsamato si facesse gabbare? Comunque qualcosina in piu’ si poteva fare, almeno in termini di aiuto e di anticipo…roba non tua, si sa.

Ranocchia 6

L’unico guardabile dei “tre tre”, senza picchi ma pure senza grosse sbavature difensive.

Juan  5

Troppo in difficolta’ sui movimenti dei rosanero e dotato di una certa naturale dabbenaggine nel giocar la palla.

Vidic 4

Gravissimo l’errore al minuto zero, probabilmente ci costi due punti, enorme suppellettile in  mezzo all’area.

D’Ambrosio 5

Nulla di che, a parte la discesa iniziale che faceva presagire bene. Lo dico e lo ripeto, un panchinaro.

Dodo` 5

Non bene l’ingresso in campo, qualche dribbling improvvido di troppo ed un po’ di “insostenibile leggerezza dell’essere” in difesa.

Nagatomo 5,5

Meglio a destra, seppure sempre relativamente impalpabile.

Medel 6

Meno pitbull del solito, comunque fai quello che devi fare.

Guarin 6

Un buon secondo tempo a fare e disfare, come tuo solito.

Hernanes 4,5

Inguardabile ed imbarazzante fisicamente, come molti reduci mondiali (vedi Palacio).

Kovacic 6,5

La differenza la puoi fare sempre e solo tu, anche in una giornata normale.

Icardi 5

Non la strusci mai, pero’ con l’unica che prendi il goal (buono per me) lo avevi pure fatto.

Osvaldo 5

Lento ed impreciso, per poco non vinci la partita con una capocciata ma non basta. Un centravanti non e` una seconda punta.

Palacio 4

Cambio ad impatto zero. Irriconoscibile.

Mazzarri 4,5

Scelte iniziali di schieramento discutibili, approccio alla partita inguardabile. Ogni volta che usciamo dalle coordinate classiche, ad esempio per metterci a quattro, rischiamo l’imbarcata, con buona pace dei tuoi sostenitori che apostrofano noi, che ti gradiamo come una carie ad un molare, disfattisti. Ma scusate, disfare cosa, che non c’e’ proprio nulla di costruito?

L’importanza di essere il Borussia Mönchengladbach

gunther

La scena e` la seguente:  ottavi di finale di coppa dei campioni, stagione 71-72, si sarebbe conclusa con la nostra finale persa  in Olanda, a Rotterdam contro L’Ajax.

I resti della grande Inter Morattiana,  ceduta a Fraizzoli, autori della famosa rimonta della tabella ai danni dei cuginastri rossoneri nel campionato italico precedente,si trovano di fronte i campioni tedeschi del Borussia MG.  Una squadra nota (agli addetti ai lavori, come d’abitudine noi si sapeva poco o nulla)  per il suo calcio ultraoffensivo e piena di talenti. Giocatori come Vogts , Bonhof, Heynckes, Sieloff  ma soprattutto il campionissimo, Gunter Netzer.

Il bimbo che  e` ancora in me ma che allora era davvero tale  e` seduto in salone davanti alla TV (Telefunken, teoutonica anch’essa) e nel solito “bianco e nero d’annata” osserva una delle situazioni piu` inverosimili che a tutt’oggi, dopo piu` di 40 anni abbia mai  visto.  L’avversario, fortissimo e nel mezzo di un ciclo vincente che durera` un decennio, pigia sull’acceleratore, Gunter Netzer  e` il demiurgo, l’arma letale che ci fa a fette con lanci millimetrici e velocita` siderale.

Il set e` uno stadio che oggi non e` piu`, il Bökelbergstadion. Tribune in legno a ridosso del campo, piccolo ma ospitante una delle tifoserie piu` calde di Germania.  L’impianto sorgeva in uno dei quartieri residenziali più chic della città,  la sua limitata capienza ,la viabilita` ed i parcheggi un problema sin dai quei  tempi, tanto che il Borussia disputo`gran parte degli incontri di cartello di Bundesliga e coppe europee al Rheinstadion, a Düsseldorf.  Solo nel 2004 venne inaugurato il nuovo, modernissimo impianto da  55.000 spettatori  che tra lo stupore generale e l’indignazione dei tifosi del Borussia, non venne incluso nella lista di quelli del mondiale 2006.

Scusate la digressione, torniamo al match che guardavo con occhi sgranati: Dopo 20 minuti siamo sotto 2-1. Nonostante un momentaneo pareggio di Boninsegna si capisce che tira un’aria grama, quelli attaccano e noi difendiamo e  andiamo (proviamo) in contropiede.

Poi al 29’, proprio Bonimba viene colpito da una lattina lanciata dagli spalti e si stende sul prato.

Da li in poi capita di tutto, “lattine del reato” recuperate in modo dubbio da ambo le parti (non si e` mai capito quale fosse quella vera e se fosse realmente piena o vuota), partita in “caciara” con l’inter che in pratica (dicono i nostri) smette si giocare. Primo tempo 5-1 per loro. Ripresa, becchiamo altre due pappine, una su rigore contestato. Corso per  l’occasione impazzisce (Cassano al confronto e` un amateur)  e prende a calci l’arbitro. L’inter tenta di addossare la colpa a Ghio per non aver Mariolino squalificato (senza successo).  7-1, Un incubo e, sipario? Neanche per idea…

“Che cos’e` il genio?” (cit. Amici miei). Nel nostro caso e` Peppino Prisco, in un’epoca in cui non esisteva il criterio della responsabilita` oggettiva riusci` ad ottenere, all’interno di un clima da seconda guerra mondiale, di rigiocare il match in campo neutro, creando un precedente importantissimo. Non si e` mai capito cosa sia realmente successo. I tedeschi sostennero che la lattina lanciata dagli spalti fosse ormai vuota e accartocciata, che Boninsegna fu colpito in modo leggero e che fu tutta una sceneggiata per ottenere la vittoria a tavolino. L’arbitro dell’incontro, Jef Dorpmans, ha dichiarato che quella sera non vide nulla ma che gli italiani cercarono subito di approfittare della situazione chiedendogli con insistenza la sospensione della partita. A suo parere le condizioni di Boninsegna non erano tali da impedirgli di proseguire la gara.

Comunque, intanto si gioca a San Siro il “ritorno”, 3 novembre 1971(ed io bambino sempre li a palpitare,) 4-2 per l’Inter. La ripetizione dell’andata si fa` a Berlino il primo dicembre 1971. L’Inter in difesa eroica ed il poco piu` (o poco meno) che ventenne Bordon para tutto,  anche un rigore a Sieloff.  0-0 e quarti di finale.

« L’Inter ha eliminato il Borussia. A tanto è pervenuta dopo tre incontri: ha disastrosamente perso il primo in Germania (7 a 1, ma per sua immeritata fortuna uno spettatore ubriaco ha avuto il ticchio di scagliare una lattina di Coca Cola) sulla capa di Boninsegna. Mazzola gli ha gridato qualcosa che poteva anche essere “buttati giù”. Boninsegna è franato perdendo i sensi e forse anche la faccia» (G.Brera).

Saro` pure un esterofilo come vengo tacciato da molti, come volete, ma per quel Borussia comunque mi e` rimasto rispetto e ammirazione, in particolare per Netzer, vediamo se riesco a convincere anche voi, partendo dalla squadra:

Gladbach, cosi` come viene chiamata anche oggi, diventata poi Mönchen Gladbach nel 1950 e Mönchengladbach nel 1960, e` una citta` non lontana da Dusserdolf e Colonia, conta circa 250.000 abitanti, prossima anche al confine con l’Olanda. Il team e` stato fondato il primo Agosto 1900. Borussia, per la cronaca,  e` la forma latina di Prussia, identifica la zona della Germania  che corrisponde all’ex regno cosi` denominato. Nei primi 60 anni di storia non c’e` un gran che da raccontare, la squadra naviga nelle divisioni inferiori dei campionati tedeschi, seppure sotto il terzo Reich un suo giocatore, Heinz Ditgens, venga per la prima volta convocato dalla nazionale e partecipi ai giochi olimpici casalinghi del 1936.

Alla  fine della seconda guerra mondiale il club inanellò una serie di promozioni che culminarono nel 1950 con il passaggio dalla Zweite Liga Ovest all’Oberliga Ovest, il massimo campionato dell’epoca, precursore della Bundesliga.

Nel 1966, dopo alcuni alti e bassi, prima stagione nella Bundesliga, promossi insieme con gli acerrimi rivali, proprio il Bayern Monaco. I due club si contederanno il predominio in Germania per tutti gli anni settanta, con il Bayern vincitore nel 1969 ed il Borussia nei due successivi anni (prima squadra tedesca a bissare il successo, il Bayern poi ne infilera` tre consecutive, immediatamente pareggiati dai nostri). 5 meistershale in un decennio. La grandezza del Borussia sta esattamente in questo, nel contendere, alla pari il predominio ad una corazzata come il Bayern, incarnando perfettamente il ruolo di Davide contro Golia.

Oltre ai campionati tedeschi, una Coppa di Germania e due coppe uefa (74/75, 78/79 prima squadra tedesca a vincerla). Gli artefici di questi successi furono l’allenatore Hennes Weisweiler e la sua squadra formata da giovani fuoriclasse, per questo motivo chiamata Fohlen-Elf (“La Squadra dei Puledri”), poi Udo Lattek.

Il credo di Weisweiler era basato su grande determinazione e gioco estremamente offensivo,   quello di Lattek  gia` piu` volte campione col Bayern Monaco, su pragmatismo e disciplina tattica, risultando comunque vincente.

Non tutte rose e fiori comunque, la coppa dei campioni ha riservato piu` che altro dolori: nelle sue due prime apparizioni non riuscì a superare gli ottavi di finale. Almeno, nel 1972/73 conquisto` la Coppa di Germania, 2-1 contro il Colonia. L’incontro venne deciso ai tempi supplementari da un goal dell’idolo dei tifosi Netzer, alla sua ultima partita con il Borussia. Su quel match circola una storia, la raccontero` poi parlando di lui.

Nel 1977 finalmente i Puledri raggiunsero la finale di Coppa dei Campioni a Roma ma vennero sconfitti ad opera del Liverpool (1-3). Arrivo` la Supercoppa di Germania e il top player della squadra, l’attaccante danese Allan Simonsen vinse il pallone d’oro, il solo giocatore nella storia del club ad averlo mai conseguito.

La vittoria in Coppa UEFA del 1978/79, segna l’inizio del declino.

L’ultima finale Europea, ancora in coppa Uefa, e` del 1980, sconfitta contro l’Eintracht Francoforte per la regola dei goal segnati in trasferta (all’epoca si giocava ancora la doppia finale). Il crepuscolo, dunque. Di questa edizione ho un altro ricordo, nei sedicesimi di finale e` di nuovo Inter-Borussia ed i tedeschi si vendicano. 1-1 a casa loro che fa ben sperare, 2-3 il ritorno a Milano dopo i tempi supplementari. Brilla, in quella partita di S. Siro, la stella del ventenne Lothar Matthäus, ne sentiremo parlare molto anche dalle nostre parti… Dalle parti invece di Gladbach non ha lasciato una gran ricordo, anzi lo odiano:

Nel 1984 Il Borussia conclude la bundesliga alla pari con Amburgo e Stoccarda, terzo per la differenza reti.  Lothar, che aveva annunciato il suo imminente trasferimento al Bayern, disputò diversi incontri deludenti e commise degli errori che costarono al Borussia punti preziosi. Da amato divenne un giocatore detestato e regolarmente fischiato (e` odiato ancora oggi). Ancor di piu` dopo la sconfitta nella finale di Coppa di Germania ai rigori contro il Bayern, con un suo errore.  Venne accusato di avere sbagliato di proposito il rigore per favorire la sua futura squadra.

« Per somma di risultati, continuità di rendimento e spettacolarità, il Borussia Mönchengladbach è stato forse la squadra europea più ammirata nell’arco di un decennio » (Il Grande Calcio – Enciclopedia del Calcio Mondiale. Fabbri Editori, 1988).

Gli anni piu` recenti sono meno gloriosi, l’unica gioia nel 1995, con la terza coppa di Germania. Poi il buio con due retocessioni e piazzamenti spesso nelle zone meno nobili della classifica.

Ai giorni nostri Il borussia gravita piu` o meno sempre in posizioni senza infamia e senza lode.

Bene, l’ultima parte di questo lunghissimo post, la voglio dedicare a quel giocatore, forse troppo facilmente caduto nel dimenticatoio, perche` contemporaneo di altri fenomeni che tanto mi colpi` nella serata della lattina:

Günter Netzer “the homeboy”, il ragazzo di casa, nato nel 1944 proprio a Mönchengladbach.

Arriva al Borussia nel 1963 dopo aver militato in altre squadre locali e rimarra`sino al 1973, quando verra` acquistato dal Real Madrid (due campionati e due coppe del Re), per fare da contraltare a Johan Cruijff,nuova  icona del Barca. Esatto, capito qual’e’ il termine di paragone? Con i piu` grandi della sua epoca. Centrocampista offensivo capace di lancio infallibile quanto di accelerazione bruciante, enorme visione di gioco, mortifero sui calci piazzati. Giocatore ideale nel calcio aggressivo di Hennes Weisweiler, il cui Borussia se volete e` un po’ la risposta tedesca all’Ajax  del calcio totale. Netzer con i lancieri ci sarebbe potuto stare alla grande, per tecnica e mentalita`, oltreche` una spavalderia che sfociava talvolta nell’arroganza. O magari no, per la necessita` di aver una squadra costruita intorno a se. Pare porti il 48 di scarpe, non esattamente la miglior caratteristica, ma il piedone era fatato. Un maestro del cambio di ritmo, nell’arco del match.

Icona pop, ha rappresentato per primo in Germania il giocatore divo, ideale testimonial nello showbusiness, ammirato dagli appassionati quanto dalle donne e dall’intellighenzia del tempo. Capelli biondi lunghi ed una passione smodata per le auto sportive, ancora oggi guida una Ferrari, ha solo optato per il colore nero, una scelta meno aggressiva rispetto al passato, dato che comincia ad avere una certa eta` (cit. Netzer). Pochi peli sulla lingua, sia da calciatore che in una delle successive carriere di successo come commentatore televisivo.

Un ribelle della pedata, capace per primo di contravvenire alle disposizioni del suo allenatore e decidere di entrare in campo, invece di rimanere relegato in panca. Accadde Nella finale di coppa di Germania del 73, Ultimo suo successo (e partita) col Borussia. Sul pareggio, 1-1 con gli arcirivali storici del Colonia, lui decise (a detta sua) e disse al coach “io entro”, in barba a quanto questi pensasse. Segno` il goal della vittoria nei supplementari.

Un artista che diceva di se: “So esattamente quando debbo correre, anche se non mi piace affatto, o almeno non senza la palla”.

Una pagina a parte la merita la sua esperienza in nazionale. La mai sopita rivalita` con il blocco del Bayern ed in particolare con Kaiser Franz lo ha spesso relegato ai margini del fortissimo team Tedesco degli anni 70. Per non parlare del dualismo, dell’ incompatibilita` con il regista mancino del Colonia, Overath, spesso preferito a lui perche` piu` lineare e logico nel dettare il gioco.

Comunque, Gli Europei vinti del 72 sono farina del suo sacco, in particolare nei quarti con gli Inglesi (a segno su calcio di rigore), nella semifinale col Belgio e la finale con L’Unione Sovietica. Nel 74 ai mondiali in casa, L’allenatore Helmut Shon si deve “piegare” all’influenza del nucleo bavarese e quindi Netzer sara` poco piu` che un comprimario in quel trionfo. Solo 37 presenze in nazionale per uno dei giocatori piu` forti dei suoi tempi.

Terminata la carriera da calciatore al Grasshopper nel 77 comincia quella di dirigente sportivo all’Amburgo, dove vince a raffica (coppa dei campioni contro la Juve inclusa). Detto della esperienza come tagliente commentatore Tv, da rimarcare che dopo 8 anni All’Amburgo lascera` per fondare con successo una compagnia che si occupa di marketing sportivo, credo la gestisca tuttora.

Un uomo di talento, estremamente consapevole dei suoi mezzi.  E` riuscito in qualsiasi altra impresa abbia deciso di intraprendere, forse perche` sempre  legata al calcio o piu` in generale allo sport. Ambiti in cui ha costantemente dimostrato  visione non comune e comprensione profonda  di  tutti gli aspetti e sfaccettature.

VAA, INTER-Sassuolo 7-0, Repetita iuvant

Icardi-Kovacic-Inter-300x240

(Temporada 2014/15, 14 Set.)

4

Il match

Sta diventando una simpatica tradizione, quella recente di rifilare 7 pappine al Sassuolo di quella “amena” perla di Squinzi (o forse dovrei dire pirla, questione di vocali).

Prendiamo e portiamo a casa evitando le celebrazioni e ricordando che l’anno scorso avevamo maramaldeggiato col Sassuolo e poi abbiamo visto come e`andata. Questi giocano e ancor di piu’ fanno giocare, non rappresentano la cartina di tornasole del nostro attuale valore. Quello, lo capiremo solo vivendo. Per intanto registriamo la crescita dei due gioielli ed apprezziamo la bravura di qualcuno dei nuovi arrivati (Medel). Altra nota positiva, I clean sheet, lo zero nei tabellini dei goal presi in due partite.

Commentare questa,nella quale dopo tre minuti siamo avanti, con un avversario che gia` per sua natura e’ portato ad offrirsi, dopo una tale goleada, puo` risultare piu` difficile che analizzare una sconfitta o una vittoria di misura. Troppo ampio il finale per non pensare che abbia messo molto di suo anche l’avversario e peraltro, i soliti annosi difetti si son comunque intravisti, palle perse, squadra che si allunga, una certa allegra confusione a centrocampo. Solo, non hanno sortito effetti nefasti . Attendiamo quindi le conferme o le smentite, che spezzar le reni al Sassuolo e per noi ormai cosa abituale e non puo’ far primavera.

Pagelle

Handa:6

Stiracchiato questo sei, ti impegnano poco ma le volte che lo fanno non sei impeccabile, una mezza uscituccia alta ad minchiam, una presa mancata, le abbiamo comunque annotate.

Ranocchia 6,5

Bene, a parte un paio di uscite palla al piede dove ti addormenti sul piu’ bello. Zaza, il castigamatti che orbita nella tua zona, di fatto e’ cancellato dal campo.

Juan  6,5

Croce e delizia, avanzate alla Lucio della peggior maniera, per il resto in crescita costante.

Andreolli 6

Fatto il tuo, con buona personalita`, speriamo bene perche’ quest’anno complice Vidic ne giocherai tante secondo me.

M’baye 6

Sufficienza di stima, in campo ordinaria amministrazione sia schierato nei 5 che nei 4.

Dodo` 6,5

Arma impropria, ogni tanto ti perdi la fase difensiva ma in avanti la qualita’ c’e’ e si vede. D’altra parte anche Roberto Carlos all’inizio non sapeva marcare…

Nagatomo 6

Meglio di Jonny ma non ci vuole molto, hai un brutto cliente e lo contieni benissimo, complice il fatto che dei due terzini sei quello che forse ha la consegna di stare piu’ guardingo.

Medel 7

Guerriero, tattico intelligente e cacciapalloni. Giochi semplice, ma il calcio d’altra parte lo e`.

Guarin 6,5

Bella entrata in campo, seppure quando il match era in discesa, assist e goal, vai cosi’.

Hernanes 6,5

Anche oggi meglio nel secondo tempo.  E finalmente un paio di assist pregevoli.

Kovacic 8

Sei quello che spacca la partita, accelerazioni, dribbling, assist e goal da fuoriclasse. Il nostro uomo della speranza.

Icardi 8

Finalmente hai fatto vedere quello che puoi fare. Tre goal, due molto belli ma anche un sacco di lavoro per la squadra e dialogo di alto livello con i compagni in avanti.

Osvaldo 7

Partenza lenta ma poi, assist e goal (2). Penso ancora che con Icardi vi potete pestare i calli pero` le qualita` sono evidenti, se non impazzisci come la maionese o come Balotelli siamo fuori dalla “Palaciodipendenza”.

Palacio 6

Ben rivisto, smaltiti i fumi e gli acciacchi mondiali? Sembra di si, qualche buon movimento dei tuoi si e’ pur visto.

Mazzarri 6

Una partita non cambia il mio giudizio e non mi piace come metti in campo la squadra (confermo), secondo me impedisce di sfruttare al meglio  la qualita` che abbiamo, lasciando sempre fuori qualcuno. Bisogna ammettere che nei tuoi limiti e nel tuo piccolo alcune cose le hai fatte: hai immediatamente risolto il dimorfismo visto a Torino tra M’vila e Medel ed hai riportato Kovacic e Hernanes in posizione da mezze ali dove l’anno scorso avevano fatto le cose migliori. Si e’ scorto pure un abbozzo, a partita stravinta di difesa a 4, meraviglia delle meraviglie.

 

VAA, Torino-INTER 0-0 Ricominciamo…

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(AD 2014, 31 Agosto)

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Il match

Si, lo so che “l’urlo” lo esposero i milanisti per sfottere durante un derby, nel periodo dei grandi investimenti sbagliati del caro Massimo, a sintetizzare che non vincendo mai stavamo diventando pazzi. Ebbene, oggi ripropongo uno spaccato del celebre dipinto per esprimere lo stesso concetto, ovvero che rischiamo di dar di matto se continuiamo a vedere per tutto l’anno quello che il mazzarrone ha (ri)proposto ieri sera. Una squadra prevedibile, con palla che gira lentissima e zero cambi di gioco. Giocatori, anche le tanto decantate ali del suo “gioco” che la ricevono sui piedi e non sulla corsa e negli spazi. Nessuna variante tattica ad un gioco asfittico e brutto che conoscono anche i muri, dove basta una ripartenza (anche da palla nostra o corner) o un inserimento dietro ai terzini, nella zona di conflitto con uno dei centrali “laterali” per farcela nelle mutande.

Quello che abbiamo visto ieri e` prevedibilmente quello che succedera` con le squadre piccole, soprattutto in casa. Ed urge prendere un altro attaccante perche` davanti siamo proprio in pochi.

Non amo parlare di arbitri, pero` quel soggetto di ieri sera un commento negativo lo merita, soprattutto dopo aver visto la manica larga nei confronti dei cugini nel pomeriggio ed i due pesi e due misure di ieri sera con noi. Cominciamo male e nell’urlare dentro vorrei comunque ringraziare quelli che mi leggono e mi hanno spinto a riproporre questa rubrica. Non so se gliela faccio per tutto l’anno, ci provo.

Un abbraccio virtuale a tutti voi e forza Inter , sempre e comunque.

Pagelle

Handa:6,5

Se prendiamo un punto e` perche` pari il rigore inesistente regalato al Toro. Stranamente sicuro anche nelle uscite. Che l’alieno che albergava nel tuo corpo si sia trasferito altrove?

Ranocchia 5,5

Limiti di velocità, messi a nudo in quella posizione dove troppo spesso ti attaccano in campo aperto. Non e` colpa tua ma di chi mette la squadra in campo in quel modo.

Vidic 3

Sei un pachiderma nella cristalleria, e pure un fesso.

Juan 6

Discreta partita dove soffri il giusto ma sbrogli anche un paio di situazioni delicate.

Jonny 5

Buona partenza ma poi regredisci durante la partita. Qualcuno mi dica perche` vai tu a battere i corner per tutto il primo tempo.

Dodo` 5

Brutta partita, le qualita` ci sono ma dovresti metterle al servizio della squadra. Troppi palloni presi da fermo, pochi cross e molti dribbling improvvidi.

D’ambrosio s.v.

Nagatomo s.v.

Medel 6

Nota positiva. Primo tempo ad arrovellarti per trovare una posizione perche` con il francese vi pestate i calli. Comunque ti salva l’intelligenza tattica che ti permette di fare il tuo. Meglio nel secondo quando il grande stratega ti lascia nel tuo ruolo dirimendo il dualismo.

M’vila` 4,5

Impalpabile ed a disagio in entrambe le fasi.

Hernanes 5,5

Voto combinazione dei due tempi. Nel primo sei da patibolo e non azzecchi un passaggio ad un metro. Nel secondo, come mediano/mezzala, molto meglio.

Kovacic 5,5

Forza giovanotto, troppa imprecisione e confusione e assenti le giocate illuminanti che ci aspettiamo da te.

Icardi 5,5

Un sacco di lavoro per la squadra, pero` uno dei pochi palloni dove eri in porta lo sbagli con uno “stop ad inseguire”

Osvaldo 5,5

Parti bene e sembri poter portare la partita dalla nostra parte, poi ti adegui al tran tran generale. Anche quella palla che ti capita poteva essere giocata meglio.

Mazzarri 4

Ineffabile ed uguale a te stesso. Una soluzione la avevi trovata di accettabile in un anno di faticosi ponzamenti, un centrocampo composto da due mezze ali di qualita` (kovacic/hernanes) ed un mediano. Mettiamo in discussione l’unica cosa decente e manteniamo il resto? Napoleonico a Waterloo.

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