INTER-Sampdoria 1-0, il calcio nell’universo parallelo.

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(Temporada 2014/15, 29 Oct.)

15

Il match

In questo paradosso temporale accadono cose sconcertanti. Ci danno i rigori, cosa mai vista nell’universo parallelo in cui albergavamo sino all’anno scorso. E` la seconda partita che vinciamo, consecutivamente, grazie a un penalty. Questo a dire il vero abbastanza generoso e procurato da un tizio catapultato in campo per caso che del calciatore professionista ha ben poco, causa ennesimo problema muscolare di un titolare.

Alla fine, da un momento di estrema difficolta` e con i giocatori contati ne abbiamo tirato fuori sei punti in due gare. Aspettiamo di vedere se finalmente riusciremo ad infilare la terza vittoria consecutiva (mai accaduto con quest’uomo in panca) o se come da costume resusciteremo gli ultimi in classifica. Chissa` se questa regola  aurea vale anche in quest’universo nuovo, magari no, ed allora c’e` speranza, in un campionato livellato al basso che di piu` non si puo`, a parte le prime due, nulla e` precluso.

Ah gia`, non ho quasi parlato della partita…beh diciamo che regna il piu` totale caos e disordine in campo ma almeno c’e` un sacco di buona volonta`, un goffo e commovente cercare di far bene  e superare i propri limiti. Un concentrato di gente coi  cerotti immersa in una confusione tattica imbarazzante.

Apprezziamo che  una partita che se si fosse pareggiata nessuno avrebbe potuto dir niente (alle nostre occasioni se ne sono contrapposte di quelle avversarie, loro piu` limitati tecnicamente ma piu` squadra di noi e con una chiara impronta del tecnico)  sia stata tramutata in oro, anche grazie ad un ragazzino glaciale dagli undici metri al novantesimo.

Pagelle

Handa 6.5

Dopo una improvvida uscita a vuoto ed un paio di parate tecnicamente discutibili come quella sulla punizione di Gabbiadini dove respingi frontalmente invece che di lato, ti riscatti col colpo di reni su tiro da zero metri a fine partita.

Ranocchia 6,5

Bella gara solida anche al cospetto di un velocista come Eder, non certo ben contenuto da Obi.

Juan  6

Strabordante per tutto il primo tempo, ti fai poi saltare da Gabbiadini a fine frazione e per poco non prendiamo goal. Per il resto molto bene.

Vidic 6

Sempre pericoloso (per noi), colpisci per delle letture piu` di istinto che di razione e talvolta ti trovi in zone di campo assurde dove sei stato attratto dalla palla. Bisogna pero` anche annotare alcune buone chiusure.

Dodo` 5,5

Corri e ti proponi ma la cosa che continua a lasciar perplessi e` la mancanza della ricerca del fondo per piazzare dei cross, con quel piede sarebbero cioccolatini per gli attaccanti.

M’baye 5,5

Impatto con S.Siro ululante… ti attorcigli e ti si intrecciano le gambe nelle prime giocate, poi ti riprendi e vai bene per l’ultimo scampolo di partita.

Obi 5

No. Non basta l’impegno e ti fai saltare troppo facilmente quando puntato. Evanescente in spinta, principalmente per le difficolta` di lavore la palla col destro.

Medel 6,5

Guerra in mezzo al campo a qualsiasi cosa si muova e sia vestito diversamente da noi. Avessi un po’ piu` di piede per il cambio di campo saremmo a cavallo.

Hernanes 6

Sufficienza perche` stai male  e si vede, stringi comunque i denti e ti rendi autore di alcune giocate di pregio. In calo rispetto alle due partite precedenti, causa anche mancato riposo.

Kovacic 6,5

Luci, seppure ad intermittenza a S.Siro. Certe volte vuoi strafare e viene meno la tua abilita` incredibile di mandare in porta i compagni vedendo corridoi impossibili per gli umani. Se capisci che fatto il break e creata la superiorita` numerica devi cercare l’appoggio di un compagno o l’assist, abbiamo trovato un campione.

Icardi 6

Cojones! Partita tosta, con i soliti difetti nel tener palla e far salire ed in fase di palleggio, pero` al novantesimo sei tu quello che si prende l’incarico di portarci i tre punti.

Palacio 4,5

I movimenti sono quelli giusti ma ad una velocita` che e` la meta` di quella dello scorso anno, la mancanza di ossigeno ti fa` perdere lucidita` nei momenti topici. Quattro (4) enormi palle goal sbagliate son troppe. Non sara` un film gia` visto con Milito?

Kuz 6

Neanche lontano parente di quello che dovrebbe essere un centrocampista di una squadra di livello. Sino al rigore da fucilazione, elevato al 6 solo per quell’episodio decisivo.

Krhin

S.V.

Mazzarri 5,5

Un corpo estraneo all’interno dell’Interismo, avulso dalla logica e cultura nerazzurra, ormai mal sopportato da gran parte della piazza. Le tue responsabilita` sono sotto gli occhi di tutti. Una squadra puo` non vincere ma deve avere uno straccio di modello di gioco che vada oltre quanto visto in questi mesi. Poi, la cosa peggiore e` ,oltre alla connaturata antipatia dell’uomo, la mancanza di coraggio. Magari con Puscas o Bonazzoli in campo invece di uno tra Kuz e M’baye non si vinceva, ma se non gli diamo l’occasione oggi quando dovremmo farlo? Dopotutto la partita era sul pareggio sino allo scadere, una punta seppur giovane io l’avrei messa.

Cesena-INTER 0-1, Ci vorrebbe un po’ di coraggio

bisoli

(Temporada 2014/15, 26 Oct.)

12

Il match

Un bel brodino di carne, di questo si e` trattato ieri in quel di Cesena. Il migliore in campo, se cosi` si puo` definire, e` stato Bisoli, l’allenatore della squadra di casa che non ha mai mollato ed e` riuscito a far tenere ai suoi la partita aperta sino alla fine. Complimenti a lui.

Veniamo a noi, con i soliti difetti atavici su cui non mi voglio soffermare ma semmai andare ad aggiungere in modo incrementale qualche altro elemento. Una squadra, la nostra, incapace di concretizzare il “power play”, la superiorita`numerica di oltre un’ora di cui ha beneficiato, causa soprattutto le imperfezioni nell’ultimo passaggio e gli errori nelle scelte, nella valutazione delle opzioni a disposizione che poi fanno la differenza nell’andare in porta o meno. E pure quando ci arriviamo manchiamo di cinismo, di killer istinct.  Sempre piu`dipendiamo nel bene e nel male da quello che fanno le due mezze ali, perche` altro non si vede e non esiste uno straccio di manovra collettiva. A questo aggiungiamo che siamo anche rabberciati e l’unica opzione praticabile per spremere qualcosa in piu` sarebbe di cambiare modulo e passare a 4 dietro, in corso di gara, magari dando spazio a Bonazzoli e Puscas. Ma (lo so che un periodo non si inizia cosi`, suona bene pero`), non ne siamo capaci, neanche con il Cesena ed in 11 contro 10 e nella ” leadership” in panchina manca il coraggio di certe scelte.

Pagelle

Handa 6

Il sei e` stiracchiato e guadagnato per una parata sul tuo palo, su Cascione. Per il resto solita macchietta (per gli altri) con alcuni interventi al limite della volgarita` portieristica (tipo la parata sul colpo di testa di Djuric…)

Ranocchia 6

Botte da orbi con il bestione del Cesena e comunque gara buona da centrale dietro (Vidic non mi e`mancato, anzi.)

Juan  6

Altra gara attenta, in fase difensiva, meno in appoggio, facilitata dal 30simo in poi dalla superiorita` numerica.

Campagnaro 5

Legnoso ed imbalsamato, di meglio non c’e`?

Dodo` 5,5

Spingi un sacco ma continui con il vizio di rientrare invece che cercare il fondo per il cross. Ancora qualche sbavatura difensiva.

M’baye 6

Sufficienza per l’intraprendenza e la personalita`, uno di quelli che se gioca migliora, ma chi glielo dice a quello li in panca?

Obi 5,5

Impegno, ma il limite del piede sbagliato e` troppo grande, un sacco di errori su palle che debbono essere sfruttate meglio.

Medel 6

Sostanza.

Hernanes 6,5

Altra buona gara con belle discese e l’assist che determina il rigore.

Kovacic 6

Fantastico da vedere, ogni tanto eccessivo. Un sacco di scelte ed appoggi sbagliati, se ne avessi azzeccate la meta` avremmo vinto con ampio scarto. Uno dei pochi che pero`vale il prezzo del biglietto.

Icardi 6

Troppo importante segnare il rigore, la sufficienza e` per quello, la partita cosi` cosi`, ti mangi pure un goal nel finale.

Palacio 6

Corri e lotti ma tanta imprecisione e poco lucido sotto porta. Come Icardi, il  6 e` piu`che altro per il rigore procurato.

Mazzarri 5,5

Ogni tanto mi distraggo e penso che si potrebbe cambiare qualcosa rispetto al solito, ad esempio per tenere i due attaccanti piu`vicini. Poi mi sveglio tutto sudato dal sogno (o incubo) e realizzo che sono ancora prigioniero di un universo parallelo dove tu sei allenatore dell’Inter ed uno con gli occhi a mandorla ne e` proprietario.

La fiera delle “ottusita`”

platinozzo

Ne scrivo a freddo, dopo un po` di giorni,  ora che finalmente le acque sembrano essersi relativamente calmate.

Lo faccio consapevolmente, cosi` da non sembrare di parte, o meglio partigiano romanista o juventino (e questo a dirlo a me avrebbe del ridicolo ma si sa che “l’interista fondamentalista” quando legge certe cose puo` prendere d’aceto e ne siamo pieni purtroppo).

La vicenda lo avrete gia` capito, e` quella  relativa a Juventus-Roma  e le polemiche sulle decisioni arbirtali. Che io sia favorevole alla introduzione quanto piu` possibile, seppure regolamentata, della tecnologia e` cosa stranota.

Non vorrei ritornarci noiosamente ma partire dalle esternazioni, i dotti pareri sentiti da piu` parti. Quelli dei contrari ovviamente,  tutti addetti ai lavori che sinceramente danno l’orticaria alla parte logica e razionale di me, al rasoio di Occam che talvolta tra le varie mie personalita` prende il sopravvento.

Ed allora andiamo, partiamo dal pesce piu` grosso o dal capointesta della reazione, perche` di questo si deve parlare non della mera idea di preservare una tradizione, oltreche`, permettemi di aggiungere, di boria ed arroganza senza fine, un bel delirio da onnipotenza.

Il Signor Platini, capo della Uefa. Ogni volta che lo leggo o lo sento parlare non posso fare a meno di pensare che al talento calcistico (che come altri talenti e` a parer mio una forma di intelligenza) non corrisponde pari qualita` negli altri campi dell’umano vivere. La storia e` piena di sportivi di classe eccelsa  che nella vita reale valgono poco. Maradona per intenderci e` un altro che tolto dalla dimensione calcio, per differenti motivi  e` meglio perderlo che trovarlo, a parer mio.

Platini occupa la sua posizione in particolare per il pregresso da grande calciatore, per quell’aura e fascino notevole. Lo strascico, la coda di una cometa che abbiamo avuto la possibilita` di ammirare.

Punto e basta. A grande calciatore non corrisponde grande dirigente. Cosa ha detto dunque per farmi venire il morbillo, per provocarmi un’eruzione cutanea?

Innanzitutto ha bollato quanto accaduto a Torino come “quisquilia” e le rimostranze dei romanisti come la usuale lamentela di chi perde. E questo passi, anche se si deve dire che lui in una squadra antagonista alla Juve non ha mai giocato e di quel tipico sentire che a torto o a ragione accomuna i due terzi d’italia non juventina non sa una mazza.

Ripeto, non piglio le parti della Roma come vedremo insieme tra poco , dico che dall’alto di quella posizione ci si aspetta ben altro tenore di considerazioni e profondita` di pensiero. Non e` che perche` uno e` potente puo` dire quel che vuole evitando di collegare le sinapsi, o peccando di assoluta superficialita`, anzi.

La seconda, piu` grave e conseguenza della trascurabilita` agli occhi di uno che si e` scordato di avere, troppo facilmente direi, antenati italiani e si e` oltremodo “francesizzato” (detto da me, da uno dei pochi italiani che stimano molte cose dei francesi) rispetto a quanto accaduto,  riguarda il rifiuto totale all’innovazione tecnologica: Sin quando ci sara` lui non se ne parla assolutamente, ha dichiarato (napoleonico in termini di grandeur, ma chi cavolo sei? Alla fine ricopri un incarico politico, ti ci hanno messo, il calcio e` di chi lo segue, dei miliardi di appassionati). Non se ne parla, secondo lui, dell’adozione di mezzi che spesso consentirebbero di dirimere certe controversie e tranquillizzerebbero gli animi,  favorendo a tendere una maggiore cultura sportiva e meno becere futili discussioni da bar.

Una dichiarazione del genere dal vertice di un’organizzazione come la Uefa e` una roba da chiodi, gravissima. Giustificata poi con quello che secondo lui sarebbe uno stravolgimento di uno status quo, che per me pero` non rappresenta  il calcio nella sua essenza e fascino, ma riguarda quegli aspetti di inesattezza, incertezza e sospetto che ne fanno un qualcosa da cui certo pubblico, quello buono,  si allontana lasciando spazio alle strumentalizzazioni delle parti piu` becere ed oscene della societa`.

Un uomo solo al comando che puntualmente si rimangera` queste considerazioni nel momento in cui Blatter, che verra` rieletto come capo della FIFA vorra` percorrere,come si auspica, un’altra direzione.

In casa nostra, il solito ineffabile Nicchi. Qui la premessa e` doverosa, visto che in passato sono stato tacciato da qualcuno che peraltro si firma con uno pseudonimo e non con il suo vero nome di non sapere cosa pensino  gli arbitri per non averci mai parlato. La base, a detta di questo anonimo interlocutore, sarebbe favorevole all’ingresso della tecnologia. Qui allora specifico a scanso di equivoci e lo scrivo a lettere cubitali che MI RIFERISCO AI VERTICI DELLA CATEGORIA ED ALLE LORO DICHIARAZIONI.

Nicchi, che tra l’altro se debbo fare una proporzione non sta a Platini come calciatore come starebbe un Lobello o un Collina come arbitro, dice che non vuole che il calcio diventi una Playstation.

Io penso che sarebbe bene che si dedicasse a questo tipo di hobby, insomma si dedicasse ad altro.

Francamente non mi pare che il Volley, Il Rugby, il Tennis,ed altre nobili discipline siano venute meno alla loro natura, semplicemente hanno usufruito dell’ innovazione per rendere lo sport piu` sano e piu` avvincente e fruibile  agli occhi dello spettatore (ripeto quello spettatore di cui vale la pena di occuparsi e che tra l’altro oggi per la gran parte non e` allo stadio ma sta davanti ad un televisore o un PC). Qui non riesco a capire se si tratta di puro partito preso o si ciurla nel manico.

Poi ci sono gli allenatori ed il fronte e` spaccato, voglio pigliarmela con Gasperini (quello che all’Inter riusci` praticamente nell’impresa di non vincere manco una partita nel suo breve, per fortuna, periodo).

Decriptando il suo italiano che per mia colpa e solo mia talvolta fatico a cogliere, questo qui  come altri continua ad attaccarsi al fatto che ci sono episodi che non verrebbero risolti e generebbero, secondo lui,  ulteriore  confusione.

Come lui altri esimi dialettici anche tra gli opinionisti, come il “simpatico” Massimo Mauro di SKY e lo sconcertante  Sconcerti (“la moviola mostra ma non decide”…  Mbe? decide sempre l’arbitro, non tu o noi  e con un mezzo un piu`. Noi ne possiamo pacatamente chiacchierare al Bar bevendo una birra).

Allora, voglio abbassare la “resa” della tecnologia rispetto a quanto ho sostenuto  in passato e comunque mi pare conveniente introdurla:

Anche se degli episodi dubbi ne venissero risolti la meta` e gli altri rimanessero alla decisione dell’unico competente in materia che e` l’arbitro, sarebbe meglio di oggi.

Se poi ci aggiungessimo la possibilita` per l’arbitro di spiegare la sua (e dei suoi collaboratori ) ricostruzione,  noi  o chi per noi continuando a disquisire  ed incazzarci e non accettando neanche questo, staremmo dicendo che partiamo con una malafede di base.

Ma allora se davvero pensiamo che e` tutto finto e marcio andiamocene a casa, facciamo tutti altro, dedichiamoci al golf.

Juve-Roma e` un caso di scuola, alcune situazioni a rivederle,  sono chiare e altre no:

Quelle chiare:

  • non c’e` un rigore su fallo di mano di Maicon, la barriera avanza fuori dall’area, quindi ammonizione di Maicon (o di qualche suo compagno se riteniamo la mano non aumenti il volume occupato, solo per l’illecito avanzamento) e ripetizione della punizione.
  • Il goal di Bonucci e` viziato da fuorigioco di uno davanti alla porta ed al portiere. Come si fa a sostenere a fronte delle immagini che quello non impalla, non condiziona l’azione del portiere, non partecipa? Ci vuole coraggio. Qui forse, sul maledetto fuorigioco c’e` bisogno di metter mano un po’ meglio alla regola. Partirei da quello che dovrebbe essere un assunto di base, che pero` non vedo molto praticato anzi vige il contrario. Se possiamo rivedere le azioni, allora puo` passare il concetto che chiunque sia oltre la linea ideale del pallone o non abbia tra se e la porta almeno due avversari e` per definizione in offside. A meno che… poi parliamo delle eccezioni determinate dalla partecipazione o meno all’azione. Oggi e` tutto il contrario, ovvero sei sempre in gioco e sei in fuorigioco come eccezione. Allora togliamola questa regola e che tutti siano sempre in gioco anche se “attaccati alle mutande” del portiere quando egli sia unico avversario  di mezzo  mentre  un altro  calcia in porta.

Quelle dubbie:

  • L’altro rigore concesso alla Juve, Pogba e` dentro o fuori area? Il replay non chiarisce bene, ma secondo voi, se l’arbitro rivedendo l’accaduto non lo concede ed opta per la punizione, la minor sanzione in un caso dubbio invece della maggiore (e questa potrebbe essere una regola allineata e sancita  di interpretazione), chi e` che si lamenta a fronte di tale pubblica ricostruzione del direttore di gara? Di nuovo, i malati, quelli che pensano sempre con sospetto e quelli che ciurlano nel manico e non hanno di meglio da fare…Non servono al calcio, vanno tolti di torno per far avvicinare la gente giusta, gli sportivi veri, gli amanti del gioco nella sua purezza.
  • Idem per il rigore su Totti, e quello su Marchisio ad inizio partita.

Tra l’altro, teniamo presente che la tecnologia compie  passi da gigante, quello che oggi risulta nebuloso domani avremo mezzi piu` precisi per chiarirlo, basta volerlo e decider in tal senso.

Insomma, comunque la giriamo continuo a vederci solo vantaggi, e voglio continuare a stressare un concetto , in un’epoca in cui tutti rivedono milioni di volte tutto dopo pochi secondi, non e` giusto che coloro cui viene attribuita la responsabilita` di governare un match e di fungere da principali educatori sportivi (questo dovrebbero essere gli arbitri come massimi conoscitori della disciplina quanto meno in senso regolamentare) non possano fruire di questo mezzo per le fissazioni e la demagogia di alcuni arroganti parrucconi, di persone cui piace e conviene vivere e sguazzare nell’entropia.” In principio era il caos”, ma poi ci vuole ordine e regole certe, altrimenti  non si cresce, al contrario si va indietro. E, non e` giusto ne sano.

INTER-Napoli 2-2, se due ciechi fanno a cazzotti…

prof1

(Temporada 2014/15, 20 Oct.)

9

Il match

Due squadre con diversi problemi,  si sono via via liberate dalle pastoie tattiche e mentali che anche durante la partita  le hanno attanagliate fornendo, negli ultimi minuti di gara, quando tutti gli schemi erano caduti, uno scampolo di divertimento. L’Inter di ieri e` la sagra della buona volonta`, del vorrei ma non posso o non riesco. Il possesso palla quasi a senso unico riscontrato nella prima frazione ovviamente non racconta tutto, alla fine concretizziamo da questa mole di lavoro un’unica macroscopica palla goal ed un’altra mezza con Icardi. Certo, il Napoli e` nullo per scelta di stare basso e non concedere profondita` ma anche grazie al buon lavoro della squadra. Hai voglia a ruminare calcio, se la palla gira cosi` lentamente, la manovra parte da piedi non eccelsi ed i cambi di gioco son merce ignota. Tutto dipende dalle due mezze ali , ieri in serata ed in grado di forzare la  giocata, talvolta rischiando molto ma creando il break,  la superiorita`numerica. Di ieri ci teniamo la loro prestazione, il punto preso contro una squadra di superiore qualita`, riscontrata anche con i cambi (Mertens con noi sarebbe titolarissimo cit. WM) e la reazione di orgoglio e di nervi di un gruppo che comunque non ha voluto assolutamente perdere, ben diverso dalla mollezza di Firenze.

Pagelle

Handa 5,5

Io continuo a storcere il naso, ieri un paio di parate goffe, seppure efficaci prima delle reti napoletane, dove comunque qualcosa in piu` si poteva tentare.

Ranocchia 5

Partita ottima sino ad un quarto d’ora dalla fine, quando decidi di regalare un fallo laterale da cui viene il loro primo goal. Poi, non leggi l’ingresso a fari spenti di Callejon sul goal del 2-1.

Juan  6

L’unico sui cui non ho molto da ridire trai difensori.

Vidic 5

Il voto e` la combinazione tra il patatrac che combini sul primo goal azzurro, un’altra situazione precedente dove non sali e rischi di tenere in gioco pure mia nonna ed il salvataggio su Higuain che era goal sicuro. Inadatto al calcio italiano, spiegatelo a Thohir.

Dodo` 5,5

Nell’insieme la prova e` discreta e c’e` pure un assist sul 2-2, concorso di colpa pero` sul primo goal partenopeo dove stringi troppo la posizione e lasci Callejon da solo.

M’baye 5

Buoni movimenti in appoggio, cross sbagliati di metri, quasi goal alla fine, complice di Ranocchia nelle situazioni da cui pigliamo i due goal.  Mertens e`un alieno ma d’altra parte se non ti fanno giocare quando cresci?

Obi 6

Non male ed e` ovvio che comunque con il piede sbagliato non ci si puo` aspettare cross. Se ti schierano in quel posto non e` che puoi far meglio di cosi`.

Medel 6

Solita lotta in mezzo al campo, di piu`non sai.

M’vila S.V.

Hernanes 7

Bella gara di personalita`, finalmente, un palo ed un goal fondamentale.  Uno dei pochi in grado di spaccare la partita, trai nostri, ovvio.

Kovacic 6,5

Molto bene, ti si chiede moltissimo ma lo fai tentando sempre di dare qualcosa in piu`. E` ovvio che ti prendi dei rischi ed a volte le palle perse possono diventare un problema. Ma se non tu chi altro?

Guarin 6

Sempre Cimabue, ottimo goal del primo pareggio e poi una palla persa in modo improvvido da cui parte l’ 1-2.

Icardi 6

Buona partita contro una squadra molto chiusa, due occasioni nel primo tempo e spizzata chiave sul goal del Guaro.

Palacio 5,5

Ancora lontano parente di quello dell’anno scorso, corri e fai spazio ma non pungi.

Mazzarri 5,5

La sensazione netta e` che con il prolungamento del tuo contratto ci siamo infilati in un cul de sac da cui sara` complicato uscire. La squadra anche in una buona giornata da la sensazione di muoversi sulle uova e di camminare con il freno a mano tirato. Dopo tanti mesi non puo` non avere a che fare con te. E` un enorme spreco non schierare certi giocatori (Guarin per dirne uno, o il doppio mediano), in partite in casa, mantenendo tre centrali ed un mediano difensivo, e dover poi denotare che la manovra non si snoda fluida e quando lo e` la si puo` definire al massimo scolastica e prevedibile. Poi, il fatto di non dare l’occasione immediata ad un giovane come M’baye, ammettendo che puo` anche sbagliare, e che purtroppo la nostra ricostruzione deve partire da quasi zero, e` errato e non in linea con i proclami societari. Un corpo estraneo, poco da dire.

Il calcio oltre la Cortina di ferro, la Polonia del 1974

deyna

Chi ha avuto la pazienza e la costanza di leggermi precedentemente avra` compreso la mia ossessione, calcistica e non, per gli anni 70. Certo, e` generazionale, sono gli anni del mio imprinting. Considero i fatti di allora, per me giovanissimo, un lungo “racconto di formazione”. Ed e` cosa stranota anche il fatto che ritenga il mondiale di calcio del 74 in Germania, lo spartiacque tra il calcio “antico” e quello moderno, il momento di affermazione di una mentalita`, di un modello fatto di calcio atletico unito a grande tecnica. Due cose che si ritenevano incompatibili sino ad allora, o sino a pochi anni prima.

Una  “catarsi”  fatta di  innovazioni tattiche e tecniche, in uno sport che se ci andiamo in fondo altrimenti dai primordi sino a noi e` cambiato pochissimo. La lezione degli olandesi di quegli anni la ritroviamo puntuale nel modo odierno di giocare e proporsi, senza fare troppa fatica. In questi 40 anni non e` mutato tanto e noi, i baby boomer, quelli nati negli anni 60 (citazione autobiografica da un precedente post) amiamo i campioni del decennio successivo come i nostri genitori amavano quelli nati nei decenni precedenti. Cruijff sta a me come Suarez stava a mio padre, per capirci.

Per noi italiani Il mondiale del 74 e` anche quello, particolare non insignificante, dell’affermazione del colore nella televisione. Si, il tv color.  Oggi e` banale e nessuno dei nati dagli anni settanta in poi pensa al fatto che prima non esistesse, che le divise delle squadre viste in bianco e nero al massimo differissero in gradazioni di grigio e talvolta diventassero quasi indistinguibili rendendo difficoltoso, impossibile capire chi apparteneva ad un team o a quello rivale.

Strano? Neanche un po’.  Provate a dire a un ragazzo nato negli anni novanta che una volta non c’erano i cellulari e che per telefonare si chiedeva al bar se avesse la “teleselezione” e si cambiassero le monete in gettoni.  Strabuzzera` gli occhi e pensera `che veniate da Marte.

I colori, e` quasi pleonatisco sottolinearlo, giocano un ruolo fondamentale. L’impatto visivo delle divise delle squadre formidabile. Come l’orange marcato adidas dei tulipani, un brand sportivo all’avanguardia a cui noi giovani anelavamo, rispetto ad un piatto azzurro piuttosto demode’ delle divise della nazionale italiana, di marca imprecisata, che sembrava fermo ad un decennio prima. Tutto ha un senso nel definire la fascinazione di un ragazzino di 11 anni.

Gli anni 70 ed il 74, sono anche ed ancora anni di contrapposizione dura trai due blocchi antagonisti, quello atlantico e quello sovietico.  Le competizioni per nazioni, le olimpiadi ma anche i campionati del mondo di calcio, l’occasione per il confronto, per prevalere, marcare la superiorita` di un’idea, di un sistema su quello della “opposta fazione”. A noi, qui sul lato ovest arrivava molto poco di quanto succedeva oltre cortina, sia le comunicazioni che i viaggi oltremodo difficoltosi.

Gli storici, o coloro che hanno avuto l’opportunita`di visitare paesi come la Polonia post seconda Guerra mondiale ed accordi di Yalta, descrivono paesaggi cupi, citta` illuminate da una fredda, flebile luce, tristi e desolate, costellate di locali privi di merci anche di prima necessita`. Talvolta vengono esposti  in vetrina vecchi, vuoti e impolverati involucri di prodotti non disponibili. Oppure ci viene narrato di file interminabili per accaparrarsi,  nel commercio regolare, quei pochi beni a disposizione, o semplicemente dopo ore in coda sentirsi dire che quello che cercavi non e` disponibile.

Invece, alla borsa nera, con pagamento in valuta pregiata (dollari) si puo` comprare praticamente di tutto. La prostituzione dilaga, una forma di sopravvivenza. Si vende il proprio corpo per procurarsi beni e moneta occidentale.

Il destino di una nazione, quello della Polonia, secolarmente tiranneggiata e saccheggiata da due scomodi, ingombranti vicini che se ne spartiscono nel tempo le spoglie ed il controllo, La Russia e la Germania. Immagino che i Polacchi abbiano sempre sperato nell’arrivo degli americani o degli inglesi a liberarli dai nazisti, ma come prevedibile arrivarono i russi e tutto quello che ne e` poi conseguito.

La vita dei potenti e` ovviamente, profondamente differente da  quella delle persone normali, costrette talvolta, in piu` famiglie alla coabitazione, a spartire l’uso dei servizi, come quelli sanitari o la cucina. Se si sta cuocendo qualcosa in una casseruola, non e` raro chiudere la pentola con catenella e lucchetto per evitare che ti venga sottratto il cibo dai coinquilini.

Gli anni di Solidanorsc, il movimento operaio per I diritti dei lavoratori, foraggiato anche con i soldi provenienti  da occidente e si dice in particolare dallo IOR,  neanche troppo lontani (1980). Nel frattempo  il paese e` in mano ad una dittatura militare filosovietica.

Gli atleti, vanto di quei paesi, sono trai pochi privilegiati a godere di un’esistenza migliore.

Comunque sia, ai mondiali in quelli del 74 abbiamo avuto l’opportunita` di ammirare questa scuola calcistica di “aldila` dal muro” che raggiunse il suo apice proprio a quei tempi.  La nazionale polacca, con le sue belle divise biancorosse.  Una sorpresa per alcuni soliti disinformati del nostro paese.

Disinformati appunto, perche` parliamo di un gruppo che nel 72 aveva vinto la medaglia d’oro olimpica e sara` di nuovo medagliato, argento nel 76. D’accordo, il calcio olimpico e` un’atra cosa, si cerca di paludarlo come le altre discipline di un’aura dilettantesca che non ha nel nome di De Coubertin. Pero` a quei tempi, molte delle nazionali schierate erano praticamente paragonabili a quelle ufficiali, soprattutto se parliamo di quelle dell’est, dove lo sport era ancora di piu` ammantato dal falso dilettantismo.

Insomma, qualche sospetto che fossimo in presenza di una grande squadra a qualcuno doveva pur sovvenire, magari perche` i nostri reduci del mondiale del 70, se li ritrovarono nel girone. Un’Italia che secondo i cronisti, imbattuta da un numero abnorme di partite pressoche` inutili, era una delle favorite. Con un un blocco di giocatori perlopiu` avviati a fine carriera, il glorioso gruppo dell’ Inter e Valcareggi, gia` allora un simpatico attempato signore in panca che si becca un gran vaffa in mondovisione da Chinaglia per una sostituzione.  Pratichiamo ancora un calcio lento e difensivo, non esattamente da grandi atleti, con marcature ad uomo, gli altri vanno a cento allora e vederli in campo vicino ai nostri rende immediatamente l’idea. Il calcio sta radicalmente cambiando e noi siamo indietro, ancorati ad un modello ormai passato di cottura. I polacchi sono di un’aggressivita` che sfiora la ferocia ed alcuni di loro sembrano Gulliver al cospetto dei lillipuziani.

la Polonia  di Gorski, che presenta  il gruppo vincitore alle precedenti olimipiadi e raggiunge il mondiale da cui mancava dal 1938. Anche se, una gran parte l’ha giocata  l’annessione al Reich tedesco nel 1939 e e la dissoluzione di un gran patrimonio calcistico. Tracce di questo retaggio si son comunque viste in Europa, per esempio Kopa fuoriclasse francese degli anni 50, al secolo Raymond Kopazewski.

Arrivano a Germania 74 attraverso epiche partite di qualificazione, in particolare contro l’Inghilterra. Ritmi altissimi, dei giganti impressionanti come coppia centrale difensiva, Zmuda e Gorgon, due centometristi con gran tecninca alle ali, Lato e Gadocha, un armadio come centravanti (Szarmach), il portiere acrobata e pararigori Tomaszewski.

La Polonia chiudera` terza, sconfitta 1-0 sotto il diluvio di Francoforte dalla Germania Ovest, solito goal di Gerd Muller di rapina. Nella finalina regolera` il Brasile, 1-0 goal di Lato.

Come ogni grande squadra che si rispetti, L’orchestra polacca e` diretta da un fuoriclasse, Kazimierz Deyna, “mister class”, uno dei giocatori piu` eleganti e belli da vedere della storia del calcio. Due piedi uguali, agile, dotato di una personalita` fortissima che lo rende un catalizzatore del gioco dalla grande visione.  Regista ma anche finalizzatore, se ne accorgera` proprio la pallida, vetusta Italia del 74 (suo uno dei goal che chiude i conti e ci “rispedisce al mittente”).

Nato vicino alla tristemente nota Danzica nel 1947, trascorre la miglior parte della sua carriera nelle file del Legia Varsavia, uno dei club dell’esercito ed il principale della capitale. La sua militanza gli vale lo status di ufficiale, che pero` gli impedira` per le stringenti regole sull’espatrio di emigrare all’estero sino al compimento dei 30 anni. Terzo classificato dietro a beckembauer e Cruijff nella classifica dei migliori giocatori nel mondiale 74, non potra` rispondere alla corte dei club piu` importanti, come il Real Madrid.

Superfluo dire che con lui il Legia domina i campionati polacchi, merita invece menzione la semifinale della Coppa dei Campioni 1969/70 dove viene eliminato dai futuri vincitori del Feyenoord Rotterdam.

In Nazionale oltre al gia` citato mondiale Tedesco il titolo olimpico nel 72 (doppietta di Deyna decisiva nella finale con l’Ungheria e capocannoniere con 9 reti), argento olimpico nel 76.  10 anni , con 97 presenze e 41 reti.

Unica “macchia” in nazionale, ai mondiali del 1978. La Polonia e` in un girone con Messico, Tunisia e Germania Ovest. Passa  il turno e Deyna segna  nel match contro  il Messico (3-1). Successivamente  contro Argentina e Brasile, il canto del cigno. Il capitano polacco si fa` parare un rigore da Fillol nell’incontro con l’Albiceleste perso per 2-0, la Polonia torna a casa.

Quando finalmente espatria, Deyna va al Manchester city, ai tempi non una squadra di primissimo livello. Frenato da una serie di infortuni e problemi fisici diventa comunque idolo della tifoseria. Realizza sette goal nelle ultime otto partite del campionato 1978/79, decisivo per evitare la retrocessione.

Brian Kidd, suo compagno all’epoca e tuttora nello staff del City dice di lui:  “Era sublime, cosi` elegante.  Aveva un incredibile e sosisticato trattamento di palla. La gente parla spesso dell’influenza avuta dai giocatori stranieri arrivati in Inghilterra in fatto di tecnica. Deyna era anni luce avanti”.

Lo abbiamo visto nel film “Fuga per la vittoria” nella parte di Paul Wolchek, ma forse pochi se ne ricordano, recita a fianco di Moore, Pele`, Ardiles etc.

Nel 1981 come molti campioni della sua generazione si gioca l’ultima carta, emigra negli Stati Uniti , va ai San Diego Sockers , poi va ai Legends sempre a S.Diego.  Muore proprio nella citta` californiana in un incidente stradale il primo settembre 1989, a 42 anni.

E` tuttora talmente amato in patria che una sua statua campeggia nel centro di Varsavia, e sulla sua tomba nel cimitero militare dove e` sepolto c’e` una lapide con su scritta una sola parola “Szacunek”, Rispetto. Un idolo da vivo assurto a leggenda da morto.

Fiorentina-INTER 3-0, Il meglio deve ancora venire (Cit. WM)

 

ET1

(Temporada 2014/15, 05 Oct.)

8

Il match

Nel titolo avrete certamente riconosciuto la citazione del libro autobiografico di Mazzarri che sicuramente avrete letto… In presenza di certi fatti lo scriba qui presente potrebbe rischiare la querela, quindi passo subito alla “fredda” cronaca:

Quello che colpisce e’ l’incapacita’ di stare corti, di portare un pressing organizzato, di reagire in modo composto ed utile alle situazioni generate sul campo. La squadra e’ inerme e dipende dai colpi dei singoli, non si vede uno straccio di manovra organica. La prevedibilita’ la fa` padrone e gli equivoci tattici, come schierare in questo sistema di gioco  M’vila e Medel insieme con uno dei due sempre fuori ruolo si  sprecano. Scioccante la mancanza di conoscenza e di preparazione nell’affrontare giocatori, come Babacar e passi (anche se e’ noto da tempo agli appassionati come giocatore di alta potenzialita’) e Cuadrado che lo conoscono anche i sassi. Montella gabba il nostro “eroe” su tutti i fronti, preparazione del match, lettura e conduzione della partita in itinere. Ed il possesso di palla e’ una variabile a noi sconosciuta ed usualmente preda degli altri, senza soluzioni per metterci almeno una pezza e nessuna reazione. Ah dimenticavo, ad Ausilio o gli levate il microfono o come altri lo mettete alla porta, perche` uno che con sarcasmo sentenzia nel prepartita che “il giovedi’ si e` vinto  anche se qualcuno non lo ha notato”, o qualcosa di simile e poi ci ritroviamo a sentire le prese per il culo di tutta Italia, meriterebbe di occuparsi d’altro, siamo pieni di fondi da coltivare.

Pausa per le nazionali, una volta tanto per fortuna.

Pagelle

Handa 5

La partita finisce dopo il 90mo, puo` essere che hai staccato la spina 15 minuti prima e dobbiamo arrotondare il risultato gia` penalizzante?

Ranocchia 5,5

Ovviamente in difficolta` perche` dal tuo lato piazzano Cuadrado e non ti aiutano, ne lo schema ne tampoco i compagni.

Juan  4,5

Non chiudi su Babacar (te lo hanno spiegato che e` forte?) sul primo goal e qualche altra amenita` e distrazione.

Vidic  5

Il sogno erotico degli attaccanti italiani, figurina Panini per il mercato asiatico, e se gli piace tanto che non se lo portano in Cina?

Dodo` 6

Uno dei meno indecenti, almeno punti e vai al cross, che e` quello che ti si chiede.

D’ambrosio 6

Stai a vedere che adesso dopo Jonny L’arma letale di WM sei diventato tu. E` la fine del calcio cosi` come lo conosciamo.

Obi 5

Improbabile terzino alla bisogna.

Medel 5

Fuori ruolo tutta la partita, tanto impegno e poca qualita`.

M’vila 4,5

Costantemente a disagio ed in balia del bel palleggio viola.

Hernanes 4

Etereo (grazie Lotito)

Kovacic 5,5

Impegno e qualche buon numero predicato nel deserto, alla fine lingua di fuori sul tre a zero.

Icardi 5,5

Un’altra giornata a fare a mazzate da solo li davanti, per poco non trovi il goal.

Osvaldo 5

Troppo lezioso.

Palacio 5

Clone inverosimile di quello dello scorso anno.

Mazzarri 3

Voto combinazione di partita piu` dichiarazioni pre e post. Ed il bello e` che se ti cacciano possiamo fare ancora peggio, magari con il deltaplano (cit.Brera) in panchina.

 

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