Juve-Inter, coppa Italia 2016, Cronaca di un confronto mai nato

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Per una volta non mi astengo dal commentare le prestazioni che non siano di campionato. Data la batosta coi gobbi  e quello che leggo in giro mi sembra opportuno fornire due righe di analisi, ovviamente e come sempre tutta mia e dal divano di casa. Prendetela per quello che e` quindi.

In genere detesto e vivo male le partite nelle quali affrontiamo questi qui, una sequela troppo lunga di sofferenze, “incazzamenti” e sconfitte. Senza nascondersi, se si guarda alla storia dagli anni 70 i gobbi hanno avuto una squadra molto spesso piu` forte (come e perche`siano dominanti in Italia si spiega poi con chi siano i proprietari e mi fermo qui).

Certo, concedo anche che talvolta le sconfitte furono inopinate e altre ingiuste (quando non erano cosi` piu` forti), senza stare a retiterare i vari altri “perche`”.

Oggi, in questa nostra fase, che mi piaccia o meno, il confronto con i migliori pero` serve, ci aiuta a capire come una cartina di tornasole a che punto ci troviamo nel processo di ricostruzione post Moratti, presidente passato da noi come uno Tzunami se guardiamo ai danni piu` che ai successi, per i quali comunque lo ringrazio.

Ebbene, siamo parecchio distanti, gia`nella qualita` degli uomini, il paragone e` sembrato impietoso in alcuni confronti. Ad esempio Nagatomo e D’ambrosio non sono presentabili a questi livelli e i nostri attaccanti hanno fatto il solletico ai loro difensori, neanche tutti i migliori (mancava Barzagli) mentre il nostro tanto decantato bunker (Murillo e` stato portato a scuola per tutta la partita) ha patito per tutto il match e fatto acqua al cospetto di avversari di livello (per non parlare dei cambi).

Detto delle individualita`, la Juventus appare poi infinitamente superiore come squadra, oggi ancora piu` quadrata e matura, in totale gestione del tempo e dello spazio, rispetto a quella che sapeva condurre solo ritmi alti di Conte. Questi ti avvolgono con calma e senza fretta e ti uccidono dolcemente e inevitabilmente. Come trovarsi nelle spire di un pitone che prima ti soffoca e poi ti fagocita. Duole molto dirlo ma abbiamo visto un squadra forte e di livello internazionale, contro un progetto di squadra, L’Inter, con varie pecche.

Parliamo per l’appunto delle pecche, di cosa ci manca. Innanzitutto quest’anno siamo ripartiti quasi da zero cambiando pressoche` la totalita` degli interpreti, facendo degli acquisti giusti e altri un po’ meno compatibilmente con i limiti imposti dal FFP che noi a differenza degli arabi di PSG e Manchester city vogliamo rispettare, mentre loro se ne infischiano e ci girano bellamente intorno.

A vedere come si finanzia l’Inter ed i meccanismi di scatole cinesi utilizzati dal nostro amico con gli occhi a mandorla, non si capisce molto bene se effettivamente non voglia o non possa metterci piu` soldi. In tutti e due i casi il FFP e` una bella giustificazione nei confronti del tifoso incazzato.

Questo e` un ovvio problema dal momento in cui la necessita` sarebbe di aumentare il fatturato,  quello Juventino e` piu` del doppio del nostro, si riflette nelle possibilita` di mettere in campo una squadra competitiva e si e` visto.

Lo scenario e` questo, se non cambia qualcosa la Juventus ha un vantaggio quasi incolmabile (anche su tutti gli altri competitori interni) per il quale ragionevolmente si va verso una situazione simile a quella tedesca, dove su 10 campionati 9 li vince il Bayern e 1 se lo spartiscono gli altri.

Il che alla lunga uccidera` l’interesse e la competizione, allontanando la gente  invece che avvicinarla al calcio (gia` si vede).  Si, e` un altro discorso che forse affrontero` piu` in la, in un altro post, ora torniamo a fatti piu` vicini e consideriamoli.

Mentre noi tentavamo (e tentiamo) faticosamente di  rientrare dai “buffi” per adempiere ai dettami di uno che oggi e` inquisito e non ha fatto altro che mettere regole che rinforzano i forti e indeboliscono chi e` debole in un certo momento storico, impedendo di fatto di rientrare (l’equazione e` semplice,  se ha i debiti non puoi investire, non puoi rimettere in ingaggi che una certa percentuale del fatturato, ma se non investi e` difficile accrescerlo, quindi non puoi prendere i migliori giocatori e senza quelli le prestazioni sportive non arrivano etc, nonche` siamo in un sistema nel quale il patrimonio dato in larga parte dai giocatori di proprieta` e` un qualcosa del quale si dispone sino ad un certo punto.), a Torino riuscivano nella “impresa” di realizzare lo stadio di proprieta`, altro aspetto che segnera` col sangue le differenze in fatto di redditivita`.

Naturalmente al momento delle grandi italiane ci riescono (ma guarda un po’) solo loro perche` il comune di Torino li omaggia (ah, riguarda un po’) di un sito (quello del vecchio delle Alpi) con concessione centenaria, gia `dotato di destinazione d’uso (una roba che per ottenerla in altri posti e` un affare cinese) e questi bellamente ci fanno il loro stadio sopra. Facile vincere facile, no? E` la storia degli Agnelli in questo paese ragazzi, fatevene una ragione.

A Milano che accade invece quando noi si pensi a S.Siro come nostra tana, dato che il nostro scomodo vicino (noi abbiamo il Milan, loro il Torino che non conta ne accusa, con tutto il rispetto) pare voglia farsi il suo di stadio e lo annuncia con la fanfara? Accade che siamo tutti contenti e di concerto con il comune pensiamo a prendere la gestione totale del Meazza e a rimodernarlo, presentiamo il progetto ma…Il grande vecchio di Arcore si rende conto che la sua frivola (eufemismo) figlia ha fatto male i conti. Rimangono a S.Siro, e arrivederci all’impianto tutto interista. Si deve  ricominciare. Queste vicende, quella stadio e le intenzioni reali della proprieta`, ci faranno scontare un ritardo incolmabile verso la Juventus, non stupiamoci quindi di essere relegati per tantissimo tempo se non per sempre a una posizione subalterna e non stupiamoci se poi quando giochiamo contro di loro in pratica ci stuprano (come fanno con tutte le altre squadre italiane).

Detto dei massimi sistemi, torniamo al campo e a una dimensione che dice che per migliorare ci vuole competenza e fortuna, oltre a sperare pure in un cambio delle regole sul FFP o un cambio di strategia societario, dove “toccherebbe giocare sporco”, evidentemente come fanno altri, non fatemi dire altro.

Torniamo allora alla variabile competenza, come gia` espresso in altri articoli, se hai poche risorse le devi allocare bene, massimizzandone l’utlizzo.  E qui che trovo il grande “baco” del Sistema nerazzurro perche` seppure a molti di noi la campagna acquisti (e cessioni) di quest’anno sia parsa largamente positiva, gia` in estate venivano sottolineate certe scelte discutibili avallate dall’allenatore, nell’andare verso una squadra piu` muscolare e forse meno tecnica. Il che ben inteso mi puo` trovare d’accordo quando si voglia  ripartire donando solidita` ad un impianto fragile e tremebondo.

Al contrario di molti infatti penso che i soldi (anche tanti ma se vai a prendere giocatori affermati a livello internazionale e` cosi`) per Perisic e Kondogbia, ricordando che quest’ultimo reggeva in Champions League il centrocampo della sua squadra quasi da solo, siano ben spesi. Se poi qualcuno pensava che questo fosse Pogba non lo aveva mai visto giocare. Indubbiamente puo` dare piu` di quanto visto sino a oggi questo si ma non e` il problema principale.

Io non giustifico invece l’arrivo di Felipe Melo “decotto” che nulla aggiunge dato che e` un doppione di Medel con meno dinamismo, in luogo di un centromediano pensante e con i piedi buoni.

Dopodiche`, trovo geniale il prestito di Ljiaic e avrei scommesso su Jovetic che purtroppo dopo aver fatto la differenza all’inizio  si e` curiosamente involuto (Notare che l’alternativa era Salah che al momento non fa meraviglie).  Poi magari mettiamoci un Montoya palesemente inadatto al campionato italiano.

Amici, il problema e` che io posso sbagliare perche` non sono Mancini o la societa`, loro debbono sbagliare pochissimo stanti certe situazioni. Mancini non aiuta molto in questo caso, patisce di innamoramenti e improvvisi accantonamenti, promuove e poi rimuove (Santon ha ucciso qualcuno?) e chiede tanti giocatori (se rimane, vedrete che andremo verso un’altra mezza rivoluzione) e ad oggi non ha dato un modulo o un gioco certi.

Ultimo caso, adesso il problema secondo lui  non e` il gioco (per me  latitante dall’inizio) ma l’attacco, andiamo quindi a strapagare Eder (30 anni) che e` discreto ma e` un altro che ha bisogno di spazio e profondita`. Circostanze che non vengono mai concesse dagli avversari soprattutto in casa (a dire il vero nemmeno la Juve si e` sognato di farlo…).

La Juve intanto si assicura tutti i migliori giovani di prospettiva (italiani) che e` quanto dovremmo fare noi invece di prendere Eder, e  poi dovremmo curarci di un vivaio che vince spesso le competizioni di categoria ma non tira fuori un giocatore da prima squadra (o su cui monetizzare pesantemente) da tempo. Stesso discorso dovrebbe essere fatto sul mercato internazionale, ultimo esempio evidente la plusvalenza fatta su Kovacic che tutti dicevano avessimo pagato assai (avessimo fatto lo stesso con Dybala quando lo vedemmo prima del Palermo…). Insomma ci vuole competenza, come dicevo e con i giovani rischiarsela un po` ma arrivarci prima degli altri. Sempre in tema di allocazione risorse, fatemi  tacere per non incorrere in querele sui rinnovi recenti di Palacio e Nagatomo, mi limito a dire che non hanno alcun senso.

Una ulteriore questione, che ho appena accennato poc’anzi, io non sono un italianista e potrei non aver nessun problema con una squadra fatta di stranieri ma bisogna riconoscere il valore di aver un Marchisio, un Buffon o un Chiellini (mi vengono i conati) rispetto a una colonia di sud americani e slavi, con questi ultimi che sono di talento ma incostanti sino a talvolta staccare completamente la spina (come Handanovic che non mi piace ma e` il migliore quest’anno… ma sul 2-0 era gia` sotto la doccia e ha sigillato la partita e se ci fosse una piccola speranza la qualificazione con un goal da 20 metri preso sotto le gambe). Altro esempio eclatante e` la mancanza di pragmatismo e la leziosita` di certi tocchetti, la mancanza di cattiveria sotto porta in certi frangenti, tipica di questi qui balcanici e latini. E` un fatto di mentalita` che con questi interpreti tarda ad arrivare e forse non arrivera`.

Proprio questo disconnettersi in partita o per lunghi tratti di campionato andrebbe considerato in quanto non casuale ma tratto distintivo,  da chi fa la squadra ma se vogliamo trovare il principale difetto di Mancini che se lo porta anche dalla precedente gestione, e` l’avere a sua volta una certa schizofrenia, un bipolarismo negli atteggiamenti e nelle scelte che fatalmente gli toglie lucidita` e viene trasferito in forma di isterismo e insicurezza  ai giocatori che come detto spesso solidissimi non sono (l’uscita su Icardi che “quel goal lui a 50 anni lo fa” somiglia a mettere al ragazzo i chiodi sulla bara…).

Insomma la mia preoccupazione va molto oltre la puntuale imbarcata di coppa Italia, io  ancora non vedo la possibilita` e la certezza di indirizzare a breve il vascello Inter in modo corretto e trovo che su questo dovremmo misurare le azioni e le intenzioni della societa`.

 

Inter – Carpi 1-1, se la lasagna e’ rimasta sullo stomaco

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(Temporada 2015/16, 24 Jan)

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Il match

Partita postprandiale e come tale da valutare in modo gastronomico,  da farsi andare giu’ con una buona dose di Alka seltzer. E’ da post pranzo a un  picnic in campagna la prestazione di una squadra che non costruisce, non pressa, non difende e per poco non si imbarca gia’ nel primo tempo quando poi invece trova il goal sul piu’ classico dei contropiedi (in casa). 11 interpreti neanche poi tutti da buttare messi in campo in modo semi casuale e una manovra che vive di fiammate individuali, non abbastanza per vincere nel momento in cui la proverbiale difesa impermeabile e’ venuta meno e oggi capitola pure Handanovic, ultimo baluardo alla nostra barbarie calcistica. E’ all’amatriciana, improvvisata e casareccia la gestione e la scelta di chi va in campo come dei sostituti. Quando poi sembra che la si possa chiudere non ce la si fa’ e a quel punto la lasagna ci diventa indigesta, un altro carneade vive il suo minuto di gloria grazie a noi. Dal ritiro invernale in poi tranne col Sassuolo sono state tutte partite orrende, in campionato, dove S.Siro ci e’ ormai veramente pesante da digerire. Qualcuno  trai miei contatti giorni fa sottolineava il fatto che se non si gioca bene alla lunga non si fanno i risultati, sposo in pieno questa considerazione e aggiungo che quando un coach pur amato patisce cosi` fatalmente di innamoramenti e “disamoramenti” riguardo a una compagine fatta sulle sue indicazioni, quando viene costruita una squadra infarcita di “IC”, cioe` slavi che si sa son di talento ma bislacchi e incostanti,  e vi aggiungiamo una spruzzata di Sud America  il cocktail e` servito, e non fa digerire.

Voto alla squadra: 5

Handa 6

Due paratuccie iniziali che ci tengono su quando e’ difficile mandarci giu, calcisticamente parlando.

Montoya 4,5

Inadatto al nostro campionato, tremebondo nel difendere, pavido nell’affondare quando avrebbe spesso spazio.

Miranda 5,5

Messo in campo per passare a tre e dare una quadrata al reparto difensivo, alterni cose buone a un paio di giocate “creative”.

Murillo 5

Anche oggi scivoloso e pericoloso, talvolta in difficolta’ con attaccanti che sono di categoria per la serie B.

JJ 5

Partita bella sino a quando non ti fai bruciare…  “la Lasagna”.

Telles 5

Spingere spingi, fai pure un po’ di casino in difesa.

Nagatomo Sv

Brozovic  6

Altra partita a correre per tutti.

Melo 6

Meno peggio di altre volte, stranamente sagace tatticamente.

Jovetic sv

Icardi 4,5

Pessima partita dove non tieni su una palla e permetti cosi` al Carpi di rifiatare e costruire, un milione di palle perse e stavolta (come col Sassuolo) neanche killer nell’unica occasione che ti capita. Involuto e quelli bravi dicono che e` l’attacco che fa giocare bene tutta la squadra.

Liajic 5,5

Luce nell’oscurita`, talvolta,  ma non basta.

Perisic 6

Butti qualche pallone di troppo ma comunque uno di quelli che spinge e fa le due fasi.

Palacio 6

Vecchio marpione che si muove bene e oggi quasi per sbaglio trova il goal , ormai con uno o due tempi di gioco di ritardo ma e` rimasta l’intelligenza calcistica.

Mancini  4,5

S. Siro e` diventato un incubo e pesa il fatto di non essere arrivati a una identita` definitiva di squadra, nonche` le caratteristiche particolari di alcuni interpreti arrivati con il tuo avallo. Adesso te ne esci che serve un attaccante e puo` pure essere, ma vedere di metterti a specchio col Carpi  (due volte) dice delle incertezze e incapacita` di imporre un palinsesto di gioco. Spiace dirlo ma si rivedono cose degli anni precedenti,  la “ri-mazzarrizzazione” incombe.

Sarri -Mancini Storia “d’amore e di coltelli”

Sarri

Ogni volta che mi ripropongo di occuparmi di cose piu` serie, scrivere finalmente qualcosa che mi soddisfi nel profondo, non le solite cazzate di calcio e di costume, ne succede una che mi distoglie da questa mia missione, ma che dico il reale scopo della mia esistenza, per occuparmi di cose triviali.

Forse e` perche` queste son piu` divertenti,  sono leggere e non si vive di sola serieta`, fustigandosi e dandosi sistematicamente sonore mazzate sugli zebedei. Andiamo allora con la “scandalosa” vicenda del San Paolo, lo screzio tra Sarri e Mancini in coppa Italia.

Gia` a vederli vicini questi due, fanno sorridere: l’uno un omaccione in tuta da ginnastica,  irsuto con barba ispida, incazzato non si capisce bene per cosa, evidentemente in crisi da nicotina (e` fumatore incallito e in campo e` vietato) con i nervi quindi ancora piu` a fior di pelle perche` sta perdendo la prima partita vera, decisiva e senza appello da quando allena una squadra importante e, cosa piu` grave , “si sta fumando addosso”.
l’altro piu` minuto e aggraziato, ben vestito con quei suoi cappottini alla moda e l’immancabile sciarpetta di cashmere. E,  il ciuffo dei capelli, sapientemente tenuti lunghi, lasciato sbarazzino al vento.

Roba da Checco Zalone, il “grande sociologo” che con i suoi film vuol trasmetterci l’idea, lo stereotipo degli italiani dei nostri tempi con tutta una serie di film e perle di saggezza che con grande piacere mi perdo.

Due mondi diversi,  due esperienze opposte a contatto , e` chiaro come non si piacciano e probabilmente non andranno mai d’accordo. L’omaccione e` un figlio della classe operaia e ha un passato da impiegato,  ha fatto tutta la gavetta partendo dal basso, gradino dopo gradino, senza che nessuno gli abbia regalato niente. Roberto Mancini e` invece un predestinato, e per questo le tappe le ha bruciate tutte: grande talento da calciatore, a 16 anni poco piu` gia `giocava con profitto in serie A. Come Allenatore viene messo su una panchina importante quando ancora non ne avrebbe i titoli (il patentino) tra le critiche  e rimostranze dei nuovi colleghi piu` navigati . Da allora ha sempre piu` o meno allenato ad alti livelli.

l’uno sanguigno con una miscela pericolosa di toscanita` e napoletanita`, l’altro piu` elegante ma di certo non le manda a dire (non lo faceva neanche da calciatore quando era un vero loquace rompiscatole). Insomma se Sarri e` rustico quest’altro non e’ un’educanda, tutt’altro.

Dicevo, chiaro che fiutandosi non si sarebbero fatti simpatia, anche se Mancini in passato ha espresso apprezzamento per il lavoro del collega. Da qui a quello che e` successo e giustificarlo ce ne corre.

Fatemi dire, tanto si sa che sono interista ma come qualcuno mi ricorda (e gliene sono grato) non appartengo a un certo pensiero omologato per cui parteggio per uno del mio clan ciecamente e pure se si comporta da stronzo. Di stronzi e di gente inappropriata  la nostra parrocchia e` piena e come espresso in altri articoli,  da vero razzista trasversale, diversamente intollerante, per costoro ho poca sopportazione, interisti o meno.

Mi pongo quindi su questa storia in modo equidistante e dico pure che Sarri calcisticamente lo stimo e mi piace molto come tecnico. Le sue squadre giocano benissimo, un calcio moderno aggressivo e verticale.

Aggiungo inoltre per arrivare al punto che mi dispiace molto che una persona che viene descritta come di eccellente cultura come Sarri, uno dei pochi non lobotomizzati e ignoranti che circolano nel mondo della pedata, abbia avuto un’uscita cosi’ infelice.

Articolo meglio il concetto, a questo qui gli si e` chiusa la vena e ha esternato in modo totalmente fuori luogo ma questo sarebbe il meno. Il problema sorge nel momento in cui, riflettendoci, si capisce che non ha fatto altro che esprimere quanto pensa e rendere probabilmente pubblica l’etichetta che aveva gia` messo addosso al dirimpettaio elegantone.

Una sorta di abito che fa il monaco, se uno si veste in modo ricercato e ha una collezione di sciarpe che sfoggia ad ogni occasione e` Gay (o si veste da gay e non da uomo che poi  sarebbe quello colla tuta che puzza di sudore perche` “L’omo deve da puzza’).

Sarri  poi esprime questa sua valutazione all’interessato non per l’appunto dandogli del Gay (che significa good as you, cioe` uno che e` buono e valido quanto un eterosessuale) ma dandogli il tenore dell’insulto pesante, Frocio e Finocchio, dando quindi una connotazione fortemente dispregiativa dell’appartenere ad una certa categoria.  E peggio, non e ` la prima volta che incorre in questo tipo di espressioni, il che avvalora l’idea che i Gay non gli vadano a genio (aldila` di quello che invece dichiara).

Se vogliamo (e noi vogliamo)  e`  ben piu` preoccupante del  fatto ovvio che non gli piaccia Mancini e come si veste (gia` in passato etichettato come fighetto con il fazzolettino nel taschino da Ibra. Fighetto, non Finocchio…).

Insomma un bel tonfo per un personaggio ormai famoso e sotto i riflettori che dovrebbe capire che non e` piu` nella posizione di esternare in certi termini. Non vivo sulle nuvole e` dico che e` certamente padrone nel suo privato di non farsi piacere una categoria di persone, a me ormai non piace quasi nulla e nessuno, figurarsi. Non puo` pero`  piu` parlare senza filtro perche` deontologicamente non si fa e non e` giustificabile con la nota ruspantezza del toscano o del napolateno.

Sempre sullo stesso tenore, analogamente, la dovrebbe anche piantare con altre frasette sibilline del tipo che per avere i favori degli arbitri si debba avere la maglia a strisce, quand’anche fosse vero anche questo lui non lo dovrebbe dire e` una questione di opportunita`.

Sia con questa affermazione che con quelle sui Gay  la cosa pessima e` che puo` aizzare le quantita` inenarrabili di imbecilli che ci sono in giro, che aspettano solo l’occasione e il pretesto.

Una bella giacca e una cravatta ogni tanto poi non quasterebbero.  E` una battuta per dire che certa ruvidezza e` parte del personaggio si,  ma la deve modulare.

Veniamo all’altro signore, Mancini che non difendo affatto. Come detto non e` un’educanda, e` un navigato comunicatore (a differenza di Sarri) che non ha avuto neanche bisogno di pensare a come girare la vicenda a proprio favore, gettando discredito su Sarri in un evidente tentativo di destabilizzare gli ottimi equilibri di un diretto concorrente. Parlo dell’allenatore partenopeo e del Napoli.

Parliamoci chiaro, una vicenda che  e` avvenuta in presenza e sotto gli occhi di un commissario di gara si sarebbe potuta risolvere semplicemente non commentando l’episodio e lasciando fiduciosi che la faccenda facesse il suo corso disciplinare attraverso i verbali di gara. Invece no, in un mondo, quello del calcio, in cui normalmente si tende a non far trapelare le cose, Mancini e` andato in piazza e ha urlato ai quattro venti di essere stato bollato come finocchio da un sessantenne verbalmente incontinente.

Direi che l’intento di non far passare sotto silenzio l’accaduto e` evidente ma non credo che questo sia per sollevare il “velo di Maya” dal mondo pallonaro  e tantomeno  che sia per combattere la sacrosanta battaglia della comunita` Gay, quanto invece per crocifiggere un antagonista. Niente di cosi` etico dunque, peggio ancora se lo ha fatto per amor proprio e per un problema di lesa maesta`, perche` si e` sentito offeso. Concludo su Mancini con una sottolineatura cinica dicendo che poi, non e` neanche detto che questa boutade gli porti  dei vantaggi, a lui e all’Inter, potrebbe per paradosso trovarsi nella situazione di essersi messi tutto l’omertoso sistema calcio contro, avendo violato una regola non scritta di quel sistema, ovvero che i panni sporchi se li lavano tra loro. Vedremo.

Consuntivo a fine girone di andata (campionato inter 15/16)

Consueto breve excursus con qualche numero e tabella per capire meglio come la Beneamata si e` comportata nel girone di andata:

Tabella 1. Brutalmente quante vinte, pareggiate o perse in casa (I) e fuori (E)

table 1

Si vede molto bene come sia stato l’eccellente rendimento esterno a determinare la buona classifica dell’andata, 39 punti con una proiezione di 78, 3 a fine campionato che a guardare le precedenti due stagioni  porterebbe al terzo posto finale, ottimisticamente al secondo. Ci sono ben tredici punti in piu` dello scorso campionato. In casa male con tre sconfitte (Fiorentina, Lazio, Sassuolo).

Tabelle 2. e 3. (da qui in poi le tabelle si possono ingrandire cliccando  sopra le stesse).

Rendimento della squadra in termini di punti, goal fatti e subiti  suddiviso in partite in esterne e interne sia dati quantitativi che medie:

table 2

table 3

Come si accennava, abbiamo realizzato piu` punti fuori casa (20) , perdendo solo a Napoli, che in casa e giocando una partita in meno. La media punti in casa e` bassa, al di sotto dei due punti, prendiamo pochi goal sia in casa che fuori, segniamo altrettanto poco e pure se non rappresentato in grafica (lo faro` a fine campionato) quando andiamo sotto come l’anno scorso non ribaltiamo mai la partita sino a vincere. Insomma per quanto buona la classifica sia, la squadra si regge su un equilibrio piuttosto fragile.

Tabella 4.

Andamento in termini di punti, goal fatti e subiti:

table4

Qui vediamo perche` e` il caso di cominciare a preoccuparsi, dopo un ottimo inizio con una serie di 5 partite vinte  e un solo goal subito, L’andamento si fa altalenante tranne per una serie di 4 vinte sino ad arrivare alle ultime partite, dove se escludiamo Empoli ne perdiamo due di seguito in casa. Insomma, la tendenza e` negativa come mostra la barra tratteggiata viola, anche nei migliori  momenti vi sono partite (9) vinte di misura 1-0 (raramente in modo netto) e 12 dove non si prende goal, mentre continua la difficolta` a segnare, che a guardare i match dipende alla capacita` di fare gioco e imporlo (guarda caso in casa quando si deve far di piu` la partita, le maggiori problematiche).

Sembrerebbe dunque una squadra che ha costruito  la classifica sulla solidita`, difensiva in particolare, data dal reparto dietro estremamente migliorato (in particolare nella coppia centrale) e dalla compattezza di squadra. Pero` se guardiamo l’ultimo grafico che si basa sulle pagelle da me assegnate sino ad ora, probabilmente sfatiamo questa leggenda metropolitana:

Tabella 5. Pagelle pesate, ottenute guardando a tutti i giocatori impiegati e valutando quelli che hanno avuto un numero di presenze significativo, scartando il voto della peggiore prestazione e quello della migliore e facendo la media con  quelle rimanenti:

table5

Dei 24 giocatori impiegati, 20 hanno un numero di presenze utile per questo tipo di valutazione. 24 sono tanti e abbiamo visto pero` come per tutto il girone la rotazione sia stato il principio di gestione applicato da Mancini, non abbiamo pero` cosi` una squadra base o un modulo base . Alla lunga per me e’ un problema, il trend a peggiorare visto prima sembra dire la stessa cosa, in particolare per le partite in casa dove ci si dovrebbe imporre e non spalmare sull’avversario come accaduto in vari casi, il piu` eclatante con la Fiorentina (guarda caso la partita poi dove ho scartato piu` peggiori punteggi, una controprestazione totale).

Tenete presente nel leggere  che dato che sono di manica stretta le differenze medie, di uno o due decimi  hanno un certo valore. Dunque, parlando della “grande”  difesa si scopre che in realta` la differenza la fa Handanovic, il migliore della squadra che para pure le mosche, se scartiamo la partita con la Fiorentina. Murillo, titolare inamovibile risulta uno dei peggiori e neanche Miranda prende la sufficienza media (chiaro che non sto solo valutando le capacita` di difendere ma anche quelle di avviare il gioco, quando do il voto). Addirittura in termini di voti medi i vituperati Ranocchia e JJ  paradossalmente sarebbero meglio. Se ragionassimo a tirar fuori una formazione ideale, i migliori terzini sarebbero Santon e D’ambrosio (il primo sparito ormai dai radar) e Nagatomo e` il peggiore in assoluto. L’attacco e` il reparto che ha un rendimento (pure se non segnano) accettabile rispetto agli altri. Un grande  vero problema e’ il centrocampo dove solo Brozo ha la media del 6. Tutto compreso verrebbe fuori come squadra ideale un 4-2-3-1 che suonerebbe cosi:

Handa, Santon, Miranda, JJ (Ranocchia), D’ambrosio, Brozo, Medel (Kondogbia) Perisic (biabiany), Jovetic, Lijajc,Icardi.

Ovvio le formazioni non si fanno con la calcolatrice e risentono di molteplici considerazioni, ad esempio le potenzialita` di Murillo ne giustificano (sino ad ora) l’impiego a prescindere dal rendimento shizofrenico. E` solo un gioco e deriva dalle mie capricciose pagelle (gusto  e visione personale quindi), tranne, questo almeno lasciatemelo dire, che manca un centrocampista con certe caratteristiche e non arrivera`. Allora, la qualita` da mettere in campo andrebbe ricercata altrove, il che giustifica i due fantasisti in campo insieme (Jo Jo e Adem L.). Equazione difficile perche` aiutano meno la squadra e portano palla non combinandosi bene con l’unico che la butta dentro (Icardi), ma non ne vedo altre.

Potrei dare altri dati ad esempio sugli errori gravi commessi che ci hanno fatto prendere goal (a fine anno presentero` anche questo dato) ma chiudo con altre due riflessioni estratte dalle mie pagelle:

Il voto medio pesato di Mancini e` stato 5,6 e quello medio pesato di squadra 5,7. Direi che ancora non ci siamo e che vista la tendenza bisogna stare molto attenti soprattutto se non cambia qualcosa e la squadra non viene completata, altrimenti sara` difficile ripetere quando fatto nell’andata e andare in Champions che sarebbe l’obiettivo di quest’anno.

 

Atalanta-Inter 1-1, Nemmeno se Afrodite…

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(Temporada 2015/16, 16 Jan)

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Il match

La Mitologia narra di Atalanta, imbattibile nella corsa, sconfitta dal solo Ippomene grazie ai favori di Afrodite. Questa Atalanta qui invece ne aveva perse 4 consecutive sino ad oggi. Sino ad oggi appunto, perche’ la beneamata ha il pregio (per gli altri) di resuscitarle tutte. Assistiamo quindi alla loro partita robusta, fatta di tanta corsa e densita’ che stante il nostro momento pessimo  direi molto di testa oltre che di gambe dopo il ritiro di Doha e le vavanze natalizie, mette in luce piu’ del solito i nostri difetti di costruzione e i grandi limiti di alcuni interpreti. Se non affondiamo e’ merito unico del portiere che a me non e’ mai piaciuto ma sistematicamente risulta il migliore in campo. Tanto di cappello dunque.  Speravo nel secondo tempo, quando loro evidentemente calati difendevano piu’ bassi ma comunque con ordine mentre noi non avendo di meglio da proporre buttavamo dentro alla rinfusa tutti gli attaccanti. E comunque, le grandissime occasioni le hanno loro e Handanovic come dicevamo prima para pure l’imparabile e  oggi lo batte solo un compagno di squadra. Siamo sembrati in modo angosciante per lunghi tratti e per la trafila infinita di errori banali quelli dell’anno scorso, come per il fatto che quando andiamo sotto non la ribaltiamo mai.

E cosi’, La dea, Atalanta, oggi e’ di nuovo imbattibile, per noi s’intende, non ci saremmo riusciti neanche con l’aiuto di Venere.

Punto guadagnato.

Voto alla squadra: 4,5

Handa 8

Parato l’impossibile e con l’uso di tutti gli arti e le parti del corpo…

D’Ambrosio 5,5

Un buon randellatore da tenere in panchina, pero’ almeno lotti.

Miranda 5,5

Affaticato, sfiancato e meno a tuo agio quando non coperto dal solito filtro.

Murillo 4

Continua la sequela di cazzate e non mi riferisco solo all’autogol quello puo’ pure capitare. Un turno di riflessione in panca no?

Telles 4,5

In totale difficoltà dal quel lato e non aiutato da Murillo del quale sei complice in negativo in varie situazioni.

Brozovic 5,5

Spompato dal dover correre per tutti e dappertutto, certo le scelte surreali che fai non ti aiutano.

Medel 5

Vero punto debole del centrocampo e della manovra, con quel fisico per giocare li in mezzo bisogna essere Verratti o Pirlo.

Guarin 4

Impresentabile, la Cina e’ vicina? Speriamo.

Jovetic 5,5

L’mpegno c’e’, la confusione pure, comunque uno dei meno peggio.

Icardi 5,5

Stessa roba di Jo Jo con cui confezioni l’autogol Atalantino. Ma cosi’ correndo non sei mai dove devi per dare la stoccata finale.

Liajic 5,5

Sempre detto bellissimo da vedere e hai pure corsa. Pero’ la porti troppo, forse non hai alternative, e cosi’ facendo diventi effimero.

Perisic 6

Bell’ingresso e un paio di accelerazioni che potevano essere sfruttate meglio. Per me sempre in campo.

Palacio 5

Altra dimostrazione che non ti reggi in piedi su una macroscopica occasione dove invece di tagliare verso la porta le gambe si inchiodano e ti fanno fare in area il percorso piu’ lungo.

Biabiany 4,5

Con quella velocita’ negli ultimi dieci minuti, puntare gli avversari stanchi e saltarli mai?

Mancini 4,5

La squadra e’ in un momento particolare, ci sono situazioni in cui e’ bene capire che bisogna tornare a remare come si faceva all’inizio e non cercare altro.

Eppur si muove – l’IFAB apre alla moviola in campo?

Galileo

Ringraziandioli per l’ospitalita` vi segnaliamo che l’articolo e` in corso di pubblicazione anche su:

 http://www.tifosobilanciato.it/

 www.jcmelegnano.net/

La notizia e’ di questi giorni, il 7 di Gennaio a londra si e’ riunito per l’Annual Business meeting L’ IFAB (International Football Association Board).

Come molti gia’ sanno e’ un organismo indipendente composto dalle 4 “Home Unions” (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) e 4 membri designati dalla FIFA che ha il potere di discutere, definire ed emendare le regole del calcio.

In questa riunione figurava tra l’altro all’ordine del giorno l’ipotesi di introdurre un supporto video per gli arbitri, attualmente non permesso, se non limitatamente alla tecnologia gol-non-gol (fonte FIGC).

E’ emersa l’intenzione di dare la luce verde alla sperimentazione di supporti video per gli arbitri nel corso del prossimo meeting, l’Annual General Meeting, che avra’ luogo a Cardiff dal 4 al 6 Marzo 2016, quando verranno resi noti dal board i protocolli e le linee guida per la sperimentazione.

Ora, aldila’ del complesso e forse contorto meccanismo di riunioni e controriunioni di un gruppo il cui modo di operare risale agli anni 50 e la fondazione al 19mo secolo, alla fin fine penso si debba accogliere con soddisfazione questa nuova determinazione.

Insomma, eppur si muove, potremmo dire, noi che siamo favorevoli all’introduzione della tecnologia nel calcio, come espresso in altri articoli pubblicati a partire da un paio di anni fa.

Da un ostracismo apparentemente totale da parte di IFAB e non solo, in neanche troppo tempo abbiamo assistito intanto alla introduzione della goal line technology e perché no, pure non trattandosi di rivoluzione copernicana,  a quella di piccoli accorgimenti quali la bomboletta per segnare la distanza sui calci di punizione.

Il meccanismo si e’ dunque messo in moto e sara’ difficile fermarlo.

Naturalmente, e maliziosamente, non si puo’ non notare che questa accelerazione coincide con l’uscita di scena di alcuni personaggi, uno Blatter che ha governato e dominato il calcio negli ultimi 40 anni, l’altro Platini, sempre apertamente e sprezzantemente contrario alla introduzione della tecnologia. A dirla tutta Blatter gia’ almeno un anno addietro, forse sentendo la terra di scappargli ormai sotto i piedi, aveva ufficialmente aperto all’introduzione della tecnologia.

Per una volta pero’, per quanto questi personaggi non li ami, mi sento di dire che possiamo prenderla per una gradita coincidenza.

In realta’ l’IFAB come aristocratica e vetusta fondazione ha i tempi suoi, le rivoluzioni hanno i tempi loro e oggi sembrano essere piu’ maturi ma non cosi’ ravvicinati.

Vale la pena di dire che l’attuale pronunciamento favorevole di IFAB dipende dalle risultanze di analisi condotte da due commissioni incaricate, il Football Advisory Panel e il Technical Advisory Panel. Analisi compiute negli ultimi due anni. Si parte da lontano dunque.

E non sara’ esattamente raggiunto prestissimo il “Final State” se mai uno ve ne sara’. come dicevamo prima, i protocolli di sperimentazione e le tempistiche verrano indicati a Marzo e non e’ per niente banale cercare di capire esattamente cosa si voglia applicare, in quali frangenti di gioco e come, nonche’ quali eventuali modifiche siano necessarie all’attuale regolamento per permettere tale applicazione.

In alcuni vecchi articoli (presenti in questo blog nella categoria Editoriali) noi provammo, con l’amico Ottavio Virtuani, a ipotizzare cosa significasse e quali gli scenari, si rivelo’ un esercizio complesso.

Ad esempio applicare un replay immediato, senza minare la continuita’ e la fluidita’ del gioco puo’ rivelarsi esercizio complesso: su quali aspetti del gioco stante l’attuale tecnologia ha senso applicarlo? Chi lo richiede, arbitro o anche le panchine? O e’ un signore che guarda al video che segnala all’arbitro, o tutte queste cose? Quante volte in partita, sempre o solo un certo numero? Cosa succede se il replay non dirime l’accadimento in valutazione? Chi cura la regia delle immagini e chi le rivede per l’arbitro o se le rivede lui?  etc.

Cosa debbono aspettarsi i giocatori in campo?  Un Grande fratello che tutto osserva e mentre il gioco prosegue segnala quanto successo (e non visto) in campo al direttore di gara il quale ha facolta’ di tornare indietro sulle decisioni, azzerare l’accaduto sino ad allora, far ripartire il gioco da un dato momento e anche comminare sanzioni disciplinari a posteriori?

Insomma ora che si e’ rotta la barriera del  rifiuto viene il difficile. Tra le altre cose l’IFAB sta percio’ anche pensando di mettere mano al regolamento, un po’ per inserire modifiche funzionali alla introduzione della tecnologia, un po’ e per fortuna nell’ottica della semplificazione e linearita’ delle interpretazioni e quindi del gioco.

Fantasticando ancora, dobbiamo aspettarci prima o poi l’introduzione del tempo effettivo o delle sostituzioni a tempo per ferita o, come pare, delle espulsioni a tempo? Vedremo, l’importante  è che non ne venga fuori un enorme pasticcio, per quello mi pare ragionevole si proceda con cautela nell’implementazione.

E da noi in Italia cosa succedera’? Sappiamo per bocca di Tavecchio che l’Italia ha dato la sua disponibilita’ a fungere da tester e quindi speriamo di essere in prima fila e osservatori privilegiati. E gli arbitri, che succedera’ con loro? Per quel che si capisce o si sente dire la base arbitrale sarebbe favorevole all’innovazione, i vertici un po’ meno, anche perche’, che fine faranno gli assistenti di porta una volta che oltre alla goal line technology vi fosse una moviola immediata, e il quarto uomo? Piu’ precisione nelle decisioni ma meno risorse umane e costi collegati e’ un’equazione accettabile per loro? Vedremo.

Per noi invece conterebbe il seguente:

Godere di uno sport in cui le decisioni in campo siano prese in modo sempre piu’ esatto (non perfetto, tanto quello e’ di un altro mondo) che attragga appassionati competenti e dotati di cultura sportiva. Si fa sgombrando il campo da dietrologie, da sospetti e usando quanto di meglio disponibile in termini di avanzamento e innovazione  e cosa  non trascurabile, come avviene in altri sport, spiegando alla gente in tempo reale il perche’ delle decisioni prese.

E tutto questo non toglierebbe niente a quel posto caldo del nostro cuore nel quale alberga la grande passione per un dato colore, la nostra squadra del cuore. Questo si che deve rimanere. Certo Anche Ottavio  con lo staff della rubrica avrebbero da rivedere come e se portare avanti la sua Moviola Bilanciata…Ma questa e’un’altra storia.

Inter-Sassuolo 0-1, Seppuku

sep

Temporada 2015/16, 10 Jan)

39

Il match

Il 4-3-3 di zemaniana memoria riveduto e corretto dall’ottimo (e abruzzese che e’ un plus) Eusebio Di Francesco si e’ frapposto fra noi e il titolo di inverno. Non conta, d’accordo, forse conta ancora meno quest’anno con i veri favoriti allo scudetto ancora in piccolo ritardo dal vertice. La realta’ e’ che questa cosa comunque fa incazzare, perche’ ancora  piu’ di un Sassuolo che con il suo pressing alto ci crea grandi problemi per tutto il primo tempo, ci abbiamo messo del nostro. Nello specifico, e’ confermata l’assenza in mezzo al campo di uno che possa dare qualita’ e dettare i tempi, saltare la pressione di avversari che scalano in massa verso la palla sino a triplicarti con un adeguato cambio di campo. Dopodiche’, se ti mangi due goal nei primi cinque minuti che avrebbero indirizzato l’inerzia della partita e la gestione della stessa a nostro favore, ci aggiungi ancora un paio di occasioni non andate a buon fine e chiudi il primo tempo zero a zero, crei i presupposti per la beffa. Ribadisco, il Sassuolo e’ venuto per giocare e ha creato le sue occasioni ben rintuzzate dal nostro portiere più che da una difesa per larghi tratti in difficolta’, non si puo’ pero’ concedere cosi’ tanto in fatto di concretezza sotto porta. Nel secondo tempo quando loro calano e per noi le occasioni si moltiplicano, si continua nell’imprecisione, nelle conclusioni o nell’ultimo passaggio. E il loro portiere para si, ma quanto evidentemente deve parare, cio’ che e’ prendibile. il vero miracolo lo aveva fatto solo nel primo tempo. In modo diverso dalla prima frazione loro soffrono ma rimangono comunque in partita e anche Handa e’ commendabile su Floro flores colpevolmente solo,  la nostra manovra farraginosa era e tale resta, si cerca di prendere la partita con la forza piu’ che con raziocinio e gioco. Per finire i cambi pessimi sono solo il preludio alla seconda, simile frittata in casa in pochi giorni. A volte bisogna capire che se non si riesce a vincere almeno non si debbono creare le condizioni per perderla. Per chiudere e visto che siamo alla fine dell’andata, mi pare si possa dire che ogni volta che avremmo dovuto fare il definitivo salto di qualita’ abbiamo fallito, non e’ solo un problema di maturita’, ci manca proprio qualcosa.

Voto alla squadra: 5

Handa 7

Preso tutto quello che passava, se  il voto del portiere e’ alto vuol dire che gli avversari qualcosa hanno combinato, o no?

D’Ambrosio 6

Duello veramente rusticano con Berardi che nonostante tutto limiti assai. Buona anche la spinta quando ti sganci.

Miranda 5

Brutta partita soprattutto nel primo tempo quando regali punizioni dal limite a iosa con interventi improvvidi. Nel finale causi il rigore ma sei il meno colpevole dei tre…

Murillo  4,5

Speravo la piantassi con gli interventi estemporanei ma invece continuo a vedere un difetto di crescita, come quando ti becchi un giallo gratis o con quell’improbabile stacco di testa fuori tempo sul rigore, e un paio di palloni in uscita regalati a loro per condire il tutto.

Nagatomo 4,5

In sofferenza con Sansone che continua a giocare bene solo con noi, poi ci metti del tuo sulla frittatona finale.

Perisic 6

Non ho capito perche’ ti ha cambiato, buon contributo nelle due fasi e qualche tocco di pregio qua e la.

Brozovic 6

Il caos al potere ma corri per quattro e incidi pur sbagliando alcune scelte, a avercene.

Medel 5

a parte l’assist iniziale, in grande difficolta’ a far girar palla sotto pressione e poi neanche tutto sto grande filtro.

Kondogbia 5

Timido, con qualche errore. Cazzo devi dare di piu’, se ti levi sta scimmia dalle spalle e giochi sereno migliori.

Guarin sv

Jovetic sv

Icardi 6

Hai corso tanto e ti sei sbattuto tanto con giocate di qualita’ e creando spazio per gli altri. Risultato, una marea di occasioni e non uno che la butti dentro in tua assenza.

Liajic 5,5

Con stima ma non si puo’ concludere in porta 6/7 volte e non segnare, in un paio di casi il portiere e’ bravo ma nel primo tempo due erano facili.

Palacio 5,5

Si vede lontano un miglio che ormai le gambe fallano, che non punti mai la porta etc… E noi ti allunghiamo il contratto di un anno. E poi mi parlano di financial fair play che vorrebbe dire intanto quelle poche risorse allochiamole bene. E invece…

Mancini  4,5

Vorrei capire la logica dei cambi nel secondo tempo e la loro tempistica. Ad esempio perche’ entra Palacio e non Jovetic e poi perche’ in luogo di Perisic, per quale motivo uno dei centrocampisti stanchissimi non viene avvicendato prima etc… Insomma lettura della partita bruttarella. Mi si dira’ di certo che e’ facile parlare dopo ma sapessi nel mentre come mi sono avvicinato alla scomunica…Poi, tre sconfitte in casa in un girone sono tante e vabbe’ si dira’ che son diverse tra loro. Invece io ci trovo delle inquietanti similitudini. Tu no?

Empoli- Inter 0-1, tre punti pesantissimi

3chilos

Temporada 2015/16, 6 Jan.

39

Il match

L’Inter non vince QUASI  mai dopo le soste natalizie e se e’ per quello a volte  neanche prima… come in questo caso con la Lazio. Questa maestosa idea di fermare il campionato per quindici giorni quando gli altri con il solito anglosassone spirito imprenditoriale capiscono benissimo che il prodotto, l’intrattenimento, va proposto quando la gente e’ in vacanza e puo’ fruirne poteva essere solo italiana. E oltre a nuocere alla salute del mio fegato, complici anche i nostri risultati con prestazioni da pre e post cotechino e panettone, non puo’ non farmi individuare la causa nel fatto di avere una squadra infarcita di stranieri e sudamericani con le valigie sempre “pronte per il lungo viaggio”,  spesso intercontinentale, un pensiero non volto al campo ma ai festeggiamenti in famiglia e tutto lo strascico che queste cose si portano dietro.

Detto cio`, la partita e’ quella attesa con l’Empoli che e’ proprio una bella squadra, tecnica e corta che non arretra mai e spesso riesce a recuperare palla nella nostra trequarti e\o verticalizzare improvvisamente dopo il fraseggio, sui movimenti molto “plausibili” (cit. Ciotti) degli attaccanti. Bravo il corregionale Giampaolo, lo sapevo gia’. Il tutto facilitato da noi con un atteggiamento flemmatico che non possiamo permetterci, attendiamo piu’ che spingere. Complice piu’ del torrone ingurgitato e’ il fatto di rimaner coperti, un pressing solo a folate e una squadra incapace di andarsi quindi a prendere la palla piu’ vicino alla porta nemica, il che significa come al solito ripartire da lontanissimo e facilitando la vita alla squadra di casa nel “ri-pressarci” e non farci uscire facilmente dal bunker. Rimarcando di nuovo un giro palla come sempre mancante di un playmaker veramente in grado di dare i tempi, le cose migliori le facciamo quando qualcuno dei nostri rompe individualmente la prima pressione avversaria e genera quelle condizioni di superiorita’ che ci permettono di essere pericolosi, proprio come nel caso del goal di Icardi.

Il secondo tempo e’ tutto un tirare i remi in barca, si consuma nell’attesa della agognata fine lasciando progressivamente  il campo agli avversari e difendendosi piu’ o  meno bene, con una gestione veramente discutibile della palla e delle transizioni, con la lingua mezza di fuori e le gambe pesanti… e un rigore per loro. Forse i richiami atletici pesano quanto i brindisi. Altro uno a zero, che fara’ girare i “cabasisi” a molti. Punti pesanti su un campo difficile.

Voto alla squadra: 6

Handa 6,5

Sempre “simpaticamente” goffo ma efficace, hai pure preso un sacco di botte…un plauso.

D’Ambrosio 6

La tua zona e` presidiata bene e ci sono anche un paio di affondi a tempo debito, non sempre premiati dai nostri palleggiatori.

Miranda 6

Navigazione a vista e qualche difficolta` data dai movimenti dell’unica punta empolese e dal fatto che gli altri, Saponara in particolare, appaiono e scompaiono non dando punti di riferimento.

Murillo  5

Partitaccia, jet leg da smaltire e un paio di ingenuita` che potevano costar care (vedi Big Mac che appena lo tocchi va giu` fulminato…e il rigore…)

Nagatomo 5,5

Discreta partita da un punto di vista cinetico, il fatto e` che una cazzata almeno ce la metti sempre (uscita improvvida su palla persa in modo altrettanto improvvido dal nostro centrocampo che manda Saponara in porta).

Perisic 6

Io continuo a dire che puoi fare molto di piu`, comunque nel saldo alcune cose importanti le annoto, un paio di accelerazioni tra cui quella dell’assist  a Icardi e poi alcuni recuperi che organicamente neanche un mezzofondista, senza neanche sudare.

Brozovic 6

Il mio migliore nel primo tempo quando con i movimenti che fai concorri a produrre quel poco nostro di occasioni, nella ripresa diverse scelte sbagliate e ti spegni un po’. P.S. Non e` che perche` ti sono entrati due goal a giro adesso ci provi ogni volta…

Medel 6

Sappiamo della pochezza in impostazione, comunque emergi e ti rendi utile come tappo (in tutti i sensi) davanti alla difesa e quando si tratta di braccare l’avversario.

Kondogbia 5,5

Adesso mi diranno che sono generoso. Troppi errori, anche banali, e qui pesa il prezzo di acquisto…Pero` un paio di strappi importanti a rompere il pressing empolese son proprio i tuoi e io continuo a aspettare di piu`. Le potenzialita` ci sono e preferisco scommettere sulla tua crescita che non schierare gente che ormai quella e` e non  progredira` (vedi Melo, Guarin, Medel).

Liajic 6

La classe non e` acqua, se diventa effimera espressione narcisistica pero` non serve alla squadra, da limare qualche fronzolo di troppo e personalismo…anche se mi sa che sono parte del personaggio, ti disegnano cosi`.

Icardi 6,5

Ancora un tiro e un goal, fenomeno. Vale tre punti e debbo capire che caviglia hai, come si fa ad andare di interno su una palla oltre il primo palo,  con il destro e infilarla in porta? Solo tu e pochi altri.

Guarin sv

Jovetic sv

JJ sv

Mancini  6

Si riparte, mi pare di vedere quantomeno negli uomini delle scelte un po’ piu` definitive. Il gioco dici che migliorera`, io comincio a pensare di no e che le caratteristiche della squadra siano queste, saremo sempre rocciosi ma di certo non fluidi e belli da vedere, sinche` dura comunque e`giusto e bello goderne senza masticarsi da soli gli zebedei.

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