Bomboletta si…moviola no?

bomboletta.

Introduzione

Chi mi conosce sa che dei mondiali di calcio non me ne puo` fregare di meno, per me questo e` un altro sport, rispetto a quello dei club. Sinceramente poi alle 23:00 l’altra sera cotto com’ero dagli impegni di lavoro ho preferito la via del letto, piuttosto che guardare la nazionale prandellota ed italiota che non mi rappresenta affatto.

Questo articolo pero` lo pubblico, ben scritto da un amico con il quale condividiamo la ferma convinzione che le  innovazioni, i cambiamenti delle regole gioverebbero.  Ottavio Virtuani, con il  quale abbiamo scritto a 4 mani i post qui pubblicati a titolo “E` vietato non cambiare” ci propone una rivisitazione  della partita inaugurale e degli episodi salienti alla luce delle nostre proposte di cambiamento delle regole del calcio. Questo come gli articoli della “saga”  e` vietato non cambiare sono stati pubblicati sia da Tifosobilanciato.It che dal sito JCmelegnano.net.

A giudicare dai commenti, negli altri siti in cui abbiamo pubblicato,  direi che ormai si tratta di una battaglia ideologica, una guerra di religione che intendiamo riavviare e vale la pena di portare avanti. Buona lettura.

Bomboletta si…moviola no? di Ottavio Virtuani.

Partita inaugurale del Campionato del Mondo vinta dai padroni di casa brasiliani per 3 a 1 ma questo conta poco, quello che conta è che nella partita di ieri sera alcune (non poche comunque) delle proposte mie e di Domenico si sono magicamente materializzate in campo.

Dopo aver visto una simulazione sul gol/non gol (ieri sera non c’è stato bisogno di un applicazione reale ma comunque è un buon passo in avanti anche questo) alla mezz’ora del primo tempo ecco che compiaciuto vedo l’arbitro effettuare un gesto banale, persino stupido nella sua semplicità: punizione dal limite, barriera che si schiera, arbitro che con una bomboletta spray traccia una linea sul terreno di gioco e la barriera non può che “rubare” qualche insignificante millimetro, senza perdite di tempo, proteste e manfrine che invece si vedono tutte le domeniche sicuramente nel nostro campionato, molto probabilmente anche in tutti gli altri.

Sorrido fra me e me perché fra le tante e molto importanti proposte da me e Domenico fatte l’anno scorso nella serie di articoli intitolati E`vietato non cambiare: nuove regole per una cultura sportiva “rinforzata”   c’era anche questa e mi impongo di scrivere un post l’indomani mattina su come sia semplice, una “cazzata” direi, migliorare anche nelle piccole cose il calcio…già, giusto, basta volerlo e fra me e me penso che l’instant replay, quello si che sarebbe una rivoluzione epocale.

Manco a farlo apposta ed ecco che si scatena il finimondo: al Brasile al 70’ viene concesso un calcio di rigore che le malelingue potrebbero definire tipico di queste manifestazioni quando la squadra di casa in difficoltà e dunque nel dubbio viene aiutata: nella concitazione dell’azione io come al solito in diretta non ci capisco un tubo e rimango nel dubbio, magicamente però vengono proposti due o tre replay e…beh “brutta pagina di calcio”, “scandaloso” e “vergognoso” sono le parole non censurabili e che dunque posso scrivere che mi sono state whatsappate…nessuna perdita di tempo comunque, due secondi e l’enigma è risolto: rigore clamorosamente inesistente!!!

Il Brasile è per me il grande favorito, probabilmente avrebbe vinto ugualmente la partita, l’arbitro non è mai in malafede, probabilmente è solo scarso e comunque ha il diritto, in questo.calcio dove la palla viaggia a cento all’ora, di poter sbagliare: di sicuro c’è solo che il mezzo tecnologico lo avrebbe aiutato a non sbagliare!

Passa poco ed ecco che al 76’ c’è un azione pericolosa del Brasile con un colpo di testa ravvicinato di David Luiz e di nuovo proteste croate: tre replay ma non si vede il contatto fra i due giocatori…azz, la moviola non dipana sempre i dubbi….ma chi se ne frega, nessun problema comunque: l’instant replay non risolve? Certo è una possibilità e noi l’abbiamo prevista e dunque vale la decisione presa dall’arbitro!!!

Al 83’ con i croati sicuramente nervosi per via dei dubbi sull’essere stati danneggiati dall’arbitraggio favorevole alla squadra di casa protestano per un gol annullato a causa di un presunto intervento falloso su Julio Cesar ad inizio azione: veementi le proteste ma anche in questo caso è sufficiente uno dei tre replay per dare ragione al direttore di gara giapponese Nishimura. Fallo certo su Julio Cesar!

Non voglio dire che sia di semplice applicazione quanto da noi proposto, voglio però dire che basterebbe poco e cioè la volontà di innovare tecnologicamente uno sport fermo con alcune regole datate addirittura a fine ‘800 per migliorare le cose, per stemperare le tensioni in campo e rendere più equo e quindi più bello questo meraviglioso sport.

Per concludere voglio prendere spunto da quanto successo al 27’ del primo tempo ancora una volta ieri sera: braccio largo di Neymar su Olic, per me sceneggiata del croato, corretto il cartellino giallo ma croati (e commentatori Rai nell’intervallo) che chiedono il rosso… non confondiamo, come scusa per dire no alla moviola in campo, la possibilità di vedere e rivedere un’azione a bocce ferme dall’interpretazione che ne potrebbe essere data: si può essere incerti o interpretare male un’azione dubbia anche con l’instant replay.

Io sono però fermamente convinto che nella stragrande maggioranza dei casi:

– smetteremmo di discutere di episodi clamorosi come quello visto ieri sera

– ci sarebbero gli animi più distesi sia in campo ma soprattutto sugli spalti

– i risultati sarebbero più equi

– abbatteremmo nelle menti bacate di chi vede complotti ovunque la sindrome di chi si sente sempre perseguitato

– le squadre più forti continuerebbero a vincere

A me non sembra affatto poco, e a voi?

E` una battaglia persa in partenza!

tutto sport

 

Oggi siamo lieti di aprire una nuova rubrica dedicata agli  “amici e nemici “calcistici di questo blog, Con un post di Ottavio Virtuani, Juventino di fede ma di  nobile famiglia Interista sino al terzo grado di parentela, antenati , discendenti e stemma araldico incluso 🙂

Scherzi a parte, Ottavio ha una passione per il lato economico del calcio e ci aiutera` , come dice lui a “toglierci le fette di salame dagli occhi” riguardo alle entrate ed alle uscite delle societa ` calcistiche con la freddezza ,chirurgica come un bisturi , delle sue analisi. In questo caso il post parla di ricavi derivanti  dalle sponsorizzazioni tecniche ed introiti commerciali.

Ottavio e` anche mio complice e co-autore del post  “e` vietato non cambiare”  proposte sui cambiamenti delle regole  calcio, del quale abbiamo pubblicato la prima puntata e presto seguiranno le altre…

Chi  nella nostra piccola comunita` , avesse delle cose da scrivere, magari dei post e` caldamente invitato a sottoporceli e noi lo pubblicheremo, compatibilmente con il fatto che non si rischi  ‘avviso di garanzia la galera!  buona lettura.

E’ una battaglia persa in partenza!

 Partendo dal recentissimo accordo sottoscritto dalla Juventus con adidas a partire dal 2014-2015 volevo approfittare della gentile ospitalità per analizzare le problematiche inerenti ai ricavi commerciali, cioè quell’area di bilancio che il mio “guru” dei bilanci, Luca Marotta, considera essere il vero tallone d’Achille delle squadre italiane nei confronti delle big estere.

Grande enfasi mi è parso di notare fra i media e sul web per quello che nella realtà dei fatti, fra due anni e ribadisco e sottolineo bene fra due anni, rappresenta un deciso aumento degli introiti commerciali da sponsorizzazione tecnica per la Juventus visto che:

 si passa dai 15 milioni per il ruolo di sponsor tecnico + 1,5 milioni per la gestione di licensing e merchandising + la fornitura di materiale tecnico della Nike ai 23,25 milioni per il ruolo di sponsor tecnico + 6 milioni per la gestione del licensing e merchandising + royalties aggiuntive al raggiungimento di certi volumi di vendita + premi variabili al raggiungimento di determinati risultati + la fornitura di materiale tecnico dell’adidas.

 Dunque l’impatto netto positivo certo sul bilancio juventino sarà pari a circa 13 milioni di euro annui. 

 E’ palese dal comunicato come quella che già in un precedente articolo avevamo bollato come falso mito, leggenda metropolitana, luogo comune, sia una vera e propria bufala: la frase “royalties aggiuntive al raggiungimento di certi volumi di vendita” ci indica come sia falsissimo sostenere che per ogni maglietta venduta la Juventus (e credo tutte le altre squadre ma qui rimane un piccolissimo dubbio visto che non siamo in possesso dei comunicati riferiti agli accordi commerciali) incassa una royalties. Il dubbio era sorto già nel momento in cui Luca Marotta pubblicò i bilanci di “Juventus Merchandising Srl” e di “Manchester U. Merchandising Limited” ma ora il comunicato ufficiale sgombra il campo da ogni ragionevole dubbio. 

 Tanto per fare un esempio la quota annua versata da adidas comprende un certo volume di fatturato (ipotizziamo la cifra di 500.000 magliette vendute) e solo al superamento di quanto pattuito in sede contrattuale scattano ulteriori royalties addizionali.  (doppio clic sull’immagine sotto per ingrandire)

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 Apparentemente dunque notizie molto positive da questo accordo commerciale con il quale la Juve, ripeto nuovamente, fra due anni “avvicinerà” il Real Madrid attuale leader delle sponsorizzazioni con 38 milioni di euro annui così come evidenziato nella tabella sopra riportata: tale accordo infatti consentirà ai bianconeri di riprendere la leadership in Italia visto che la stessa adidas garantisce al Milan un contratto più lungo ma ad una cifra annua inferiore (20 milioni), mentre la Nike ne garantisce 18,1 all’anno all’Inter.

Tralascio le sterili polemiche di Adriano Galliani su chi incasserà di più dall’adidas, polemiche che sembrano essere simili alle statistiche su qual è la giornata in cui inizia il campionato per i rossoneri, ma occorre constatare che se la Juve fra due anni accorcerà le distanze rispetto alle big europee non possono certo sorridere le milanesi che, fresche di rinnovo pluriennale con adidas e nike, si trovano “ingessate” in due contratti pluriennali che scadranno fra ben 10 e 11 anni trovandosi dunque a distanze siderali dal Real Madrid (il Milan incassa infatti poco più della metà mentre l’Inter ne incassa poco meno della metà).

Se Domenico me lo consentirà vi “triturerò i maroni” nel prossimo futuro con i dati di bilancio della vostra squadra del cuore e i dati, non ultimo quello appena analizzato, uniti all’imminente partenza del Financial Fair Play (regolamento europeo a cui Domenico per la verità affida, a differenza mia, scarsa fiducia) lasciano presagire scarsissime possibilità nerazzurre di poter affrontare ad armi pari la competizione con le big europee.

La stessa Juve, cioè la mia squadra del cuore, pur in possesso del “mitico” stadio di proprietà praticamente sempre pieno, pur avendo ottenuto il record di somme introitate per i diritti tv della Champions League (addirittura superiore di oltre 20 milioni rispetto all’Inter vincitrice della CL nel 2010), pur essendo la squadra che introita di più dai diritti tv della serie A si trova nella condizione di chiudere ancora una volta il bilancio in perdita e di non poter neanche pensare di potersi avvicinare all’acquisto di calciatori aventi un costo del cartellino superiore ai 20 milioni di euro (e non parliamo neanche della possibilità di poter garantire ingaggi da 10 milioni di euro netti o oltre…)

Ritornando al core business di questo articolo ero moderatamente contento della notizia dell’accordo con adidas ma ecco che immediatamente, quasi a voler spegnere sul nascere il mio ritrovato ottimismo, scatta un rumors pazzesco che se fosse confermato avrebbe dell’incredibile…il Manchester United  starebbe per rinnovare la partnership con la Nike per la pazzesca cifra di 350 milioni di euro per 5 anni. 

Inoltre la Chevrolet dall’anno prossimo garantirà 70 milioni di dollari per 7 anni (oltre 50 milioni di euro all’anno) in qualità di main sponsor della divisa ufficiale, mentre Aon versa la cifra di 17,5 milioni di euro all’anno fino al 2021 per sponsorizzare l’equivalente della nostra Vinovo o vostra Appiano Gentile… 

Quindi nel 2020 il Manchester potrà rinnovare nuovamente il contratto con Nike mentre l’Inter lo potrà fare solo 4 anni dopo e nei prossimi 8 anni i Reds Devil  incasseranno più dell’Inter, solo per la sponsorizzazione tecnica, la pazzesca cifra di 299 milioni di euro!!!

Per terminare questa breve disamina, e chiedendomi cosa potranno fare prossimamente Real Madrid, Barcellona e Bayern, aggiorno la tabella con i nuovi valori riferiti allo United e alle altre big europee che fanno schizzare l’asticella dei ricavi “da maglia” a livelli pazzeschi e…provate ora a darmi torto quando affermo che non posso far altro che constatare come questa sia una battaglia…persa in partenza!!!  (doppio clic sull’immagine sotto per ingrandire)

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